Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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30/09/2018

Assunzione di cannabis e allattamento: conseguenze a lungo termine


Graziottin A.
Assunzione di cannabis e allattamento: conseguenze a lungo termine
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Baker T, Datta P, Rewers-Felkins K, Thompson H, Kallem RR, Hale TW.
Transfer of inhaled cannabis into human breast milk
Obstet Gynecol. 2018 May;131(5):783-788. doi: 10.1097/AOG.0000000000002575

Valutare il passaggio di delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), principale componente psicoattivo della cannabis, nel latte materno: è questo l’obiettivo dello studio farmacocinetico pilota di T. Baker e collaboratori, dei dipartimenti di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria, e della Scuola di Farmacia, del Texas Tech University Health Sciences Center ad Amarillo, Stati Uniti.
Lo studio, in particolare, studia il trasferimento dopo inalazione da parte materna di 0,1 grammi di cannabis contenenti il 23.18% di THC.
I campioni di latte sono stati raccolti da otto donne che facevano consumo regolare di cannabis, erano a 2-5 mesi dal parto, ed allattavano i loro piccoli in modo esclusivo.
Dopo aver interrotto il consumo della droga per almeno 24 ore, è stato ottenuto un campione base di latte, dopo di che le partecipanti allo studio hanno inalato una quantità predefinita di cannabis, uguale per tutte: ulteriori campioni di latte sono stati raccolti a 20 minuti e a 1, 2 e 4 ore dall’inalazione. A questo punto è stata misurata la quantità di THC e dei suoi metaboliti passata nel latte stesso.
Il THC è stato rilevato in basse concentrazioni in tutti i rilevamenti, e non è stato identificato alcun metabolita. “Basso”, tuttavia, non significa “nullo”, e in questo sta l’importanza dello studio. Il THC passa infatti nel latte materno nella misura del 2.5% della dose assorbita dalla madre, equivalente a una dose di 8 microgrammi per chilogrammo al giorno.
Gli effetti a lungo termine di questa esposizione alla droga non sono ancora del tutto chiariti, ma meritano di essere studiati con la massima attenzione clinica e con un occhio di riguardo alle esigenze di prevenzione.

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