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Vaccinazioni: il Papillomavirus si può battere senza pregiudizi

04/07/2017

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

“Abbiamo vaccinato le nostre due figlie, di 12 e 14 anni, contro il Papillomavirus. Purtroppo il servizio su Report ci ha veramente angosciati. Ma questo vaccino è sicuro o no?”.
Antonio e Carla C. (Varese)
Sono felice di poter rassicurare tanti genitori inquietati, come voi, da un terrorismo anti-vaccini non scientifico e ideologicamente distorto. Sì, il vaccino è sicuro, non può causare infezioni perché non contiene il virus ma solo una proteina che lo “targa”, ed è efficacissimo. Vediamo perché.

Come funzionano i vaccini anti HPV?

I vaccini antivirali umani si basano su un principio: per immunizzarci, ossia per costruire proiettili proteici in grado di difenderci contro i virus patogeni, si inietta nel nostro corpo o un microrganismo (di cui si è “attenuato” il codice genetico, rendendolo inoffensivo, come nel caso del vaccino contro l’epatite o contro la rosolia) oppure solo parti del capside o membrana cellulare, eliminando dal vaccino il codice genetico, come è il caso dell’HPV.
Questo codice, chiamato DNA, acido desossiribonucleico, oppure RNA, acido ribonucleico, a seconda del tipo di virus in gioco, è la libreria-progetto con tutte le informazioni che altrimenti consentirebbe al virus di infiltrarsi nel nostro codice genetico, modificandone l’azione.
Nel caso di virus oncogeni, come l’HPV, il DNA virale fa deviare in senso tumorale le cellule del collo dell’utero, della vagina, della vulva, dell’ano e della bocca in entrambi i sessi, quindi sia in uomini sia in donne che siano venuti a contatto con il virus in quelle parti del corpo.
Le particelle immunizzanti (virus attenuati o parti del capside) sono riconosciute dal nostro sistema immunitario e stimolano la produzione, da parte dei nostri soldati di difesa (i linfociti), di immunoglobuline specifiche, proteine in grado di riconoscere il germe verso cui sono state prodotte e neutralizzarlo, qualora entri in contatto con il nostro corpo.
Il vaccino contro il Papillomavirus è sicuro perché non contiene il DNA virale, il codice genetico del virus, ossia il suo “motore”. L’antigene, la sostanza che viene iniettata nel nostro corpo col vaccino per stimolare la difesa immunitaria, è una proteina (L1) del capside, ossia del solo rivestimento del virus, della sua “carrozzeria”, come spiego alle pazienti. Questa proteina non ha alcuna capacità infettante né dannosa, poiché non contiene DNA. Ci è utile perché si comporta da vero e proprio “numero di targa” che consente poi all’organismo di individuare, tra oltre 100 ceppi di HPV, i virus pericolosi da eliminare, i ceppi 16 e 18, e altri meno aggressivi.
Il vaccino può causare transitori effetti avversi di tipo allergico – rinite, arrossamento o lieve dolore di breve durata nella sede dell’iniezione, breve febbricola – causati dagli eccipienti, ossia dalle sostanze (quali le proteine dell’uovo) presenti nel vaccino. E’ invece ancora controverso il possibile rapporto causale con rarissime reazioni autoimmuni o nervose (meno di 1 su 100.000 adolescenti vaccinate), per iper-reattività agli eccipienti del vaccino.
Conosco bene il Papillomavirus? Sì. Mi sono specializzata in oncologia, nel 1985, con una tesi sulle diverse terapie per le lesioni precancerose causate dagli HPV oncogeni. Curo donne anche molto giovani, operate di isterectomia radicale, e poi trattate con chemio e radioterapia, per carcinomi genitali invasivi causati da questi malefici HPV oncogeni: donne con una salute devastata, una menopausa precoce, la vita sessuale demolita e un rischio concreto di non sopravvivere. Ogni anno, in Italia, gli HPV provocano ben 4.400 nuovi casi di carcinomi (del collo dell’utero, vaginale, vulvare, ma anche oro-faringeo, ossia della bocca e della gola, e dell’ano) tra le donne e oltre 2.000 carcinomi (oro-faringeo, ano-rettale e del pene) tra gli uomini. Per questo sono raggelata dalla superficialità con cui si demonizzano vaccini che possono proteggerci e salvarci la vita. Che cosa sono una febbricola transitoria, o un po’ di arrossamento nella sede del vaccino, rispetto a una protezione essenziale per la salute?
Cari genitori, è giusto e doveroso valutare i molti benefici della vaccinazione contro l’HPV, contro i minimi e transitori effetti collaterali, e fare una scelta serena e consapevole.

Ci si può vaccinare anche dopo i 12 anni?

Sì: il vaccino dà una risposta anticorpale adeguata, con appropriata protezione vaccinale, fino ai 45 anni. E’ probabile che protegga anche dopo questa età perché la risposta del sistema immunitario di un organismo sano è la stessa nel tempo: pensateci se siete liberi e cercate un nuovo partner, anche dopo i quarant’anni!
E’ giusto vaccinare anche i figli maschi? Sì, per proteggere il futuro del giovane uomo, perché gli HPV, oltre a causare condilomi e carcinomi, possono anche ridurre la fertilità; e per solidarietà e protezione verso le donne con cui vostro figlio potrebbe far l’amore per una notte o per la vita.

Adolescenti e giovani Cancro del collo dell'utero Papillomavirus Vaccino anti HPV

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