Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
stampa
03/12/2012

Tre storie d'amore


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


«Mio marito ha fatto di tutto per farsi rimpiangere. Per come mi ha amata fin dal primo giorno e per tutti i 48 anni in cui siamo stati insieme. Per come ha saputo essere presente e corteggiarmi in tutti questi anni. Un uomo colto, intelligente, romantico. Per come mi è stato vicino, quando mi è venuto il tumore al seno quindici anni fa. E’ stato anche un bravo medico di famiglia, amato dai suoi pazienti perché era tanto umano: “Di uno come lui, mi dicevano quando è mancato, s’è perso lo stampo”. Dopo il tumore sono stata bene per quindici anni: “Sei guarita, mi diceva, adesso assaporati la vita ancora più di prima”. Così è stato, giorni e anni belli, insieme, finché è morto, l’anno scorso. Quando è mancato, per me si è aperto il baratro, una disperazione infinita. Volevo morire: solo i miei figli sono riusciti pian piano a farmi reagire. Finché, il mese scorso, mi tocco e sento un nodo in ascella: dopo 15 anni, il tumore è ripartito. “Una cellula dormiente, ha detto l’oncologo, che si è risvegliata”. Mi dica, dottoressa: può un lutto, uno stress grave, far ripartire un tumore anche dopo 15 anni? Può, il corpo, senza più quell’abbraccio, aver voglia di morire?».
E’ notte fonda. La coppia è a letto, silenziosa. Entrambi svegli. Lui respira a fatica, il cuore ormai è allo stremo. 87 anni sono tanti, ma sessanta di matrimonio sono un tempo infinito. Sembra di essere insieme da sempre. E’ difficile pensarsi l’uno senza l’altro. Soprattutto in un matrimonio più tenero e affettuoso col passare degli anni, quando le difficoltà economiche degli inizi si sono risolte. L’uomo allunga la mano e sfiora quella di lei: «Sei sveglia? Sai, ormai sono pronto per il cappotto di legno. Ma prima ti devo dire una cosa, che non ti ho mai detto. Sai che ho viaggiato tanto per lavoro, da giovane. Né allora, né dopo, ti giuro, ti ho mai tradita. Volevo che tu lo sapessi, volevo dirtelo col cuore in mano». «L’ho sempre sentito», sussurra lei, una lacrima che scivola silenziosa mentre si abbracciano, senza fine. L’uomo morirà il giorno dopo, tenendole la mano, in pace.
«“Sei stata fortunata, mamma. Come hai fatto a trovare uno come papà?” Sa, le mie figlie hanno due matrimoni falliti alle spalle. Io non penso però che sia solo fortuna. Certo, di carattere andiamo d’accordo, abbiamo avuto la stessa educazione. E questo conta, tantissimo, sia nella convivenza, sia nell’educazione dei figli. C’è sempre stato un affetto profondo, ma anche tanto rispetto. Per noi due la fedeltà è sempre stata un valore: non una prigione, come la vivono oggi, ma un dono che l’uno fa all’altro, da alimentare con cura e dedizione. Anche facendo attenzione alle parole: abbiamo discusso, a volte tanto, ma non ci siamo insultati mai. Non come oggi, che si usano le parolacce come noccioline. Dopo 42 anni di matrimonio siamo ancora felici di uscire a cena da soli. Perché ci piace! Le mie figlie non ci sono riuscite: eppure anche i loro mariti erano dei bravi ragazzi. E’ come se la mia generazione, o almeno molti di noi, avessero un diverso senso della coppia, della fedeltà, di come affrontare le difficoltà della vita insieme. Noi ne abbiamo avute tante, ma non ci è mai passato per la testa di mettere in discussione la nostra unione. E adesso, a 75 anni compiuti, volersi ancora così bene è la più grande gioia per me e per lui…».
Abituata a sentire commenti critici su mariti, compagni e matrimoni, sono rimasta sorpresa di ascoltare, in pochi giorni, tre storie d’amore vere, solide, profonde, che hanno percorso intatte l’intera vita, nonostante i problemi non siano affatto mancati in ciascuna di loro. Eccezioni fortunate e felici? Uomini più solidi, più attenti e affettuosi? Più fedeli? Donne capaci di mediare e tenere il baricentro di tutta la famiglia, anche nelle situazioni più avverse? La famiglia come valore forte? Difficile dire. Ma è bello ascoltare e condividere la gioia di aver vissuto non la passione bruciante di un anno, ma un amore luminoso e reciproco, capace di durare davvero per sempre. Non solo nelle fiabe.

top

Parole chiave:
Amore - Morte e mortalità - Rapporto di coppia - Riflessioni di vita

stampa

© 2012 - Il Gazzettino

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.