Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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06/06/2018

Perché mia moglie non vuole che io usi il Viagra?


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho 58 anni, sono iperteso, un po’ sovrappeso, ho molto stress sul lavoro. Ho cominciato ad avere problemi con l’erezione. Sono stato dal medico che mi ha dato il Viagra. L’ho provato e funziona. Da cretino, l’ho detto a mia moglie, che è una donna intelligente. Beh, ottusa così non l’ho vista mai. Non ne vuole sapere che io lo usi. Ma dopo vent’anni che se ne parla, possibile trovare ancora dei muri così?! Lei che conosce le donne mi spiega perché?! Qui si rischia che salti il matrimonio!”.
Luigi R. (Verona)

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Il Viagra e i suoi cugini (Cialis, Levitra, Spedra) funzionano eccome, ancor di più se uniti a stili di vita sani e alla terapia di eventuali patologie già presenti (ipertensione, sovrappeso o altre, come il diabete), come certamente il suo medico le avrà raccomandato.
Un’attività fisica quotidiana – anche un’ora di camminata di buon passo – riduce lo stress e l’ipertensione, migliora il metabolismo e la risposta vascolare, e potenzia l’effetto dei farmaci per l’erezione. Consentendo quindi all’uomo di ritrovare un’erezione valida e affidabile, e alla coppia di prolungare per anni e decenni una buona intesa sessuale, se desiderata.
Perché sua moglie, come migliaia di altre, dice di no? Le ragioni sono molteplici. La prima appartiene a una diffusa avversione ideologica ai “farmaci” e ancor più a quelli che aiutano l’intimità: «Se mi ami e mi desideri, non dovresti aver bisogno di farmaci!». Purtroppo affermazioni come questa negano totalmente le cause fisiche, biologiche, dei problemi di erezione, che nulla hanno a che vedere con desiderio e amore. La prima replica è: «Scusi signora, se non ci vede lei usa gli occhiali da vista o no? A suo marito mancato due diottrie di erezione. Perché non dovrebbe usare un farmaco che gliele dà?».
La seconda ragione è sessuale: circa la metà delle donne hanno una netta riduzione del desiderio sessuale intorno ai 50 anni, con la complicità della menopausa, se non curata. Un marito che torna pimpante e attivo obbliga di fatto la donna a rimettersi in discussione: per molte è più comoda la pace dei sensi che non andare a loro volta dal medico per curare desiderio appassito, secchezza vaginale, dolore alla penetrazione e orgasmo latitante.
La terza è affettiva: molte coppie convivono, ma sul fronte dell’amore si sono perse di vista.
Riconquistare l’erezione pone la coppia davanti a un bivio: lasciarsi o rimettersi in gioco entrambi con più attenzione e amore reciproci, stili di vita più sani e i giusti farmaci per amici.

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Prevenire e curare - Cinquant'anni: coppie al bivio

La terapia ormonale sostitutiva è per la donna quello che Viagra e cugini sono per l’uomo:
- un’opportunità concreta di prolungare la longevità in salute, anche e non solo sessuale, ancor più se unita a stili di vita sani, in entrambi;
- uno stimolo a ripensare con più consapevolezza, ma anche coraggio e capacità di cambiamento, la propria vita personale e di coppia, per i 35 anni, in media, da vivere dopo i 50.

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Parole chiave:
Disturbi dell'erezione / Disfunzione erettile - Disturbi sessuali maschili - Farmaci vasoattivi - Rapporto di coppia - Stili di vita - Terapia ormonale sostitutiva

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.