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Lui mi tradisce con video hard: perché mi ferisce così?

Lui mi tradisce con video hard: perché mi ferisce così?
08/04/2026

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

«Col mio compagno ho una relazione da otto anni, con alti e bassi per una sua relazione passata, complessa e tormentata. In positivo la complicità di coppia, e nell’intimità, è stata forte sin dall’inizio. Purtroppo ho scoperto che lui guarda video pornografici. Ho iniziato a sospettare guardando il suo cellulare, finché l’ho colto in flagrante. L’avrei picchiato. Sono diventata sospettosa, io che mi fidavo di lui totalmente. Lo controllo in modo ossessivo, è più forte di me. Mi ha fatto sentire sbagliata, umiliata, ho pianto molte volte in silenzio, perché avendo due gemelline piccole, non potevo far ricadere il mio dolore su di loro. Loro sono il mio centro e la loro serenità è la mia serenità. Mi sono tormentata: forse non gli piaccio abbastanza. Eppure sono sempre stata considerata una donna bella, molto attraente. E’ un uomo che in quei momenti non mi ha portato rispetto. E addirittura: come faccio a non pensare che mentre fa l’amore con me lui non pensi a me, ma a quelle ragazze? Mai avrei pensato che arrivasse a farmi un torto simile, con tutto quello che abbiamo vissuto in questi anni. Soprattutto per la compagna che sono stata e sono tutt’ora: sono sempre stata presente, l’ho sempre sostenuto, ascoltato, mi sono sempre dedicata a lui e alla famiglia. Non me lo merito. Lui dice che è solo un antistress per il suo passato che ancora incombe, che non ha niente contro di me. Si è scusato, dice che non lo farà più. Vorrei credere che, lavorando insieme sul presente, si possa riconquistare un futuro più sereno. Ma come faccio a fidarmi ancora?».
R.A.
Vero e amaro: «Come faccio a fidarmi ancora?». Intuisco il suo dolore, gentile signora, e il senso di tradimento profondo, che va oltre la pornografia. Un dolore emotivo e affettivo che va a toccare corde molto più intime del suo cuore di donna, che amava in modo assoluto e antico. Intuisco il crollo della fiducia, che va a ferire una dedizione profonda e totale. Intuisco la collera furiosa e disperata, e quel bisogno ossessivo di controllo, purtroppo dai molti risvolti negativi per lei e per lui. Intuisco quanto sia difficile per lei far l’amore ora, chiedendosi: «Ma con chi lo sta facendo? Con me o con quelle altre che si prostituiscono on line?». E’ un pensiero tremendo. La sua testimonianza, così dolorosa, dà voce a molte altre donne che stanno vivendo lo stesso dramma affettivo.
Purtroppo molti fattori concorrono a moltiplicare le situazioni come la sua. Il primo è la normalizzazione di comportamenti sessuali stigmatizzati fino a tempi recenti. Tra questi svetta la pornografia («Tutti i maschi lo fanno»), che sta causando lacerazioni affettive profonde nelle donne più sensibili. E’ una normalizzazione generata dal florido mercato del porno, e del corpo, che ha raggiunto livelli inimmaginabili. E che è strategicamente orientata ad aumentare la dipendenza, più frequentemente maschile, con pervasività e seduttività, facendo leva sul bisogno di sentirsi potenti e capaci di avere un harem immaginario, senza considerare quanto la partner reale possa essere ferita da questi comportamenti.
«Ma quante storie fa – dirà più di qualcuno – per dei filmetti antistress!». Ecco la banalizzazione, alleata della normalizzazione del diritto alla trasgressione, «perché dà piacere a me». La priorità del piacere personale sessuale svetta oggi su tutte le altre considerazioni e le emargina. Pochi si chiedono «Che cosa proverei se lo facesse lei?». Molti direbbero: «Mi divertirei di più anch’io». L’egoismo crescente nella percezione del piacere sessuale, come diritto primario, prioritario e universale, emargina qualsiasi riflessione capace di empatia e di mettersi nei panni della partner così tradita.
Il bisogno di stimoli sempre nuovi, e la rapida usura dei precedenti, va poi ad alimentare una escalation nell’uso del porno, nelle sue varie declinazioni, «per sentirsi più vivi» o «come antistress». Questo può avere un ruolo per le persone single, ma dovrebbe porre dei seri quesiti in chi vive una relazione di coppia, spesso in difficoltà quando i bimbi sono molto piccoli. Simili comportamenti mettono a serio rischio la continuità del rapporto di coppia, quando la fiducia è stata ferita al cuore. Non ultimo, pesa la banalizzazione del valore della fedeltà nella relazione di coppia. Una psicoterapia individuale ben fatta le sarà utile per decantare il suo profondo dolore e scegliere come continuare. E potrebbe essere molto utile anche a lui, per superare la sua dipendenza sessuale. Le sono molto vicina.

Pillole di salute

«Mia figlia, 38 anni, è fissata con la magrezza. Mi ha detto che ha il ciclo due-tre volte l’anno. Ho visto i suoi video sull’osteoporosi e ho paura che lei l’abbia già! E’ il caso si faccia la MOC, come me?».
Mamma preoccupata

Senz’altro! La sua preoccupazione è più che giustificata. L’approfondimento medico in questi casi è necessario, perché l’osso è il primo bersaglio della doppia carenza di ormoni e di alimenti di qualità.

«L’infarto colpisce più gli uomini o le donne? Perché se ne parla sempre come un problema maschile?».
Alberta S.

Il Italia muore d’infarto il 33,4% delle donne e il 30,8% degli uomini (ISTAT). Che l’infarto sia una patologia maschile è una fake “sine materia”. Per inciso, solo il 2% delle donne muore per tumore al seno. Eppure medici e donne hanno (ancora) paura del tumore al seno, e non percepiscono che è il cuore l’organo più sensibile e più a rischio. Cuore che è ben protetto da stili di vita sani, accompagnati dopo la menopausa da una terapia ormonale sostitutiva su misura, se non ci sono controindicazioni. C’è molto da fare sul fronte della cultura medica!

Pornografia Rapporto di coppia Tradimento

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