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La psoriasi? Non è contagiosa!

24/06/2015

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

“Nostra figlia ha 18 anni. Non ha nemmeno un’amica. E non ha mai avuto un fidanzatino. E’ carina, alta, magra. Purtroppo soffre di psoriasi, soprattutto alle mani e alla schiena. Non fa sport, non vuole andare al mare, l’estate è un dramma. Mi ha detto piangendo di aver sentito delle frasi molto aggressive nei confronti dello “schifo” che fa la sua pelle. Io e suo padre siamo molto preoccupati per il suo futuro. Che cosa possiamo fare? Lei che cosa pensa dei farmaci biologici?”.
Antonella e Giovanni V. (Arezzo)
Capisco la vostra motivata preoccupazione, gentili signori. Purtroppo è vero che le malattie della pelle portano con sé pregiudizi millenari sulla possibile contagiosità delle lesioni. Diventano di conseguenza un fattore di allontanamento, di distanza, di separazione dagli altri.
La psoriasi, per esempio, è una malattia che ha cause genetiche e autoimmuni. Compare quando il nostro sistema di difesa (“immunitario”) sbaglia bersaglio e scatena un fuoco amico, perché attacca i nostri stessi tessuti, causando infiammazione e lesioni cutanee. La psoriasi NON è assolutamente contagiosa. Eppure un recentissimo studio francese ha dimostrato che il 50% delle persone ha un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle persone che ne soffrono, il 29,7 % non bacerebbe mai sulla guancia come gesto affettuoso, il 28,8% non stringerebbe le mani, 16,5% pensa sia decisamente contagiosa, il 44,1% non vorrebbe avere rapporti intimi con una persona colpita. La questione è seria. Non bastasse, studi sugli adolescenti indicano come le malattie della pelle visibili possano essere motivo di discriminazione e di bullismo.
Dal punto di vista pratico, la prima cosa è trattare le lesioni in modo efficace. I farmaci biologici sono molto promettenti. Si tratta di anticorpi che vanno a bloccare molecole specifiche della malattia, senza toccare altre funzioni. La riduzione netta delle lesioni visibili è il primo fattore concreto di speranza e di facilitazione dei rapporti interpersonali. Lo sport resta un fattore fondamentale per ridurre lo stress e mantenere una buona immagine corporea. Un aiuto psicologico qualificato potrà ulteriormente aiutare vostra figlia. Dovremmo poi impegnarci tutti per superare pregiudizi millenari, ma le acqua profonde dell’inconscio cambiano con molta lentezza. Prometto di impegnarmi per sfatare questi pregiudizi. Insieme possiamo farlo!

Prevenire e curare - Gli aiuti concreti per la psoriasi

- Rivolgersi a centri dermatologici qualificati
- Su APPelle, scaricabile dal sito appelle.it, è possibile individuare il centro pubblico più vicino alla propria residenza
- L’app contiene anche un diario personale per monitorare il decorso della malattia, le sue caratteristiche, la variazioni per stress, ma anche i progressi con le giuste cure
- Il contatto con altre persone giovani che ne soffrono e la condivisione di soluzioni efficaci sono essenziali per uscire in modo costruttivo dall’emarginazione e dalla solitudine

Adolescenti e giovani Bullismo e cyberbullismo Farmaci biologici Malattie autoimmuni Pelle / Malattie della pelle Pregiudizi sanitari Psoriasi

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