Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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28/03/2006

La nemica silenziosa della fertilità


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


Ho 35 anni. Ho avuto una gravidanza extrauterina e ho perso il bambino che aspettavo al secondo mese. Per poco non morivo anch’io, perché la tuba si è rotta e ho avuto un’emorragia grave. Il medico mi ha detto che la causa principale della gravidanza extrauterina è un’infezione sessualmente trasmessa. Io sono caduta dalle nuvole. Ma se sono sempre stata bene! Possibile che non mi sia accorta di niente? Quando potrei averla presa? Ci sono altri rischi? Il medico mi ha fatto fare gli esami che hanno confermato che effettivamente un’infezione del genere io l’ho avuta. Lui dice che probabilmente è lesa anche l’altra tuba e mi ha consigliato di fare un esame – l’isterosalpingografia o un esame ancora più accurato in laparoscopia – per valutare meglio la situazione prima di iniziare un’altra gravidanza. Ma vuole che sia così sfortunata che anche l’altra tuba è rovinata? Aperta era aperta, se sono rimasta incinta. Lei cosa pensa?
Carla S.

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Penso che è ben seguita, gentile signora. Si fidi di questo Collega che le ha fatto la diagnosi corretta e con saggezza sta valutando accuratamente altri possibili rischi. Non si tratta di sfortuna ma di fare una diagnosi articolata e una prognosi lucida. Purtroppo è vero che nella maggioranza dei casi il danno tubarico causato da infezioni sessualmente trasmesse è bilaterale. In una situazione come la sua, è senz’altro necessario valutare anche l’altra tuba, prima di intraprendere un’altra gravidanza, per non correre inutili rischi, anche gravi, di un’altra emorragia.
Capisco anche il suo stupore. L’infezione delle tube è in effetti molto insidiosa, proprio perché clinicamente “silente” nella maggior parte delle infezioni appena contratte, che possono risalire anche a molti anni prima della ricerca di un figlio. E’ una delle infezioni sessualmente trasmesse più frequenti. Negli ultimi dieci anni è aumentata da 6 a 10 volte nei Paesi del mondo “ad alto reddito”, come oggi si usa dire, per la crescente promiscuità sessuale. I batteri che più frequentemente la causano sono la Chlamydia trachomatis, che causa una risposta immunitaria distruttiva nei confronti dei tessuti infettati, e il gonococco. Quando l’infezione è forte può estendersi dalle tube al piccolo bacino, causando la cosiddetta “malattia infiammatoria pelvica”, nota tra i medici come “PID”, acronimo dell’inglese “Pelvic Inflammatory Disease”. Quest’infiammazione estesa colpisce circa il 40 per cento delle donne con infezione tubarica. La PID è responsabile di dolori addominali cronici e di dolore alla penetrazione profonda, oltre che di infertilità. L’infezione può causare una vera e propria pelviperitonite. Come vede, non è affatto un’infezione da banalizzare, anzi! Nel suo caso, è possibile che si sia limitata alle tube. E comunque, come le dicevo, è bene che lei segua i consigli del suo ginecologo curante, perché la prudenza e l’accuratezza diagnostica premiano sempre. Il tutto, sempre con uno sguardo positivo al futuro: quanto più la diagnosi è chiara e circostanziata, tanto più è probabile che lei possa poi avere il tanto desiderato bambino, in piena sicurezza.
In margine, anche per le altre lettrici, soprattutto giovani, annoto che la donna è molto più vulnerabile dell’uomo nel contrarre quest’infezione e sviluppare un’infiammazione cronica. Il rapporto tra uomini e donne è infatti di 1:5,6. Il che significa che le donne la contraggono quasi sei volte più dell’uomo, che spesso è un “portatore sano”. Nel senso che ha il germe ma non sviluppa l’infezione. Il 75 per cento delle donne non presenta sintomi al momento dell’infezione: questo spiega perché non vengano curate e possano poi ritrovarsi, magari a distanza di anni, con un danno tubarico irreversibile. L’unica prevenzione, gentili lettrici, giovani e soprattutto giovanissime, è una sola: profilattico sempre, fin dall’inizio del rapporto. Perché un amore di un giorno non  lasci cicatrici che possono poi causare una dolorosa infertilità, che addolora la vita.

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Parole chiave:
Clamidia - Fertilità e infertilità - Malattie sessualmente trasmesse

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.