Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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08/10/2013

Infezioni "estive": la trasgressione che rende sterili


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“A giugno ho fatto una bellissima vacanza a Ibiza. Mi sono divertita moltissimo, ho trovato un ragazzo fantastico. Da quando sono tornata ho notato perdite strane e dolori addominali, che prima non avevo mai avuto. Ho fatto la visita ginecologica: la dottoressa mi ha detto che potevo aver contratto una malattia con i rapporti e che questo può causare un’infiammazione grave degli organi femminili e anche sterilità! Gli esami hanno confermato che ho avuto un’infezione da Clamidia: una “bestiaccia”, mi ha detto lei, insidiosa e cattiva! Mi ha dato una forte cura antibiotica, però non mi ha spiegato bene questa questione della sterilità. Io vorrei avere dei bambini in futuro. Che rischi ci sono?” Grazie mille”.
Sonia T. (Modena)

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Volentieri, Sonia. Questo problema oggi interessa un numero crescente di donne, giovani e non. L’estate è tempo di amore, di avventure, di trasgressioni: purtroppo presenta poi un conto salato in termini di salute, se i rapporti non sono stati sempre protetti da un contraccettivo di barriera come il profilattico. La promiscuità non protetta favorisce indubbiamente le infezioni. Queste presentano un picco di incidenza dopo le vacanze, con un’incidenza massima da settembre in poi, a seconda del periodo di incubazione della malattia stessa. Sono ben 30 le malattie sessualmente trasmesse. Oggi approfondirò la tua, la Clamidia. Prossimamente parleremo di altre, molto frequenti e dannose, come l’infezione da Papillomavirus, da gonococco, da herpes…

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Le ragioni del corpo

Nello specifico, l’infezione da Clamidia è molto insidiosa, proprio perché è clinicamente “silente” nella maggior parte delle infezioni appena contratte. Solo nel 25% dei casi infatti dà sintomi vaghi, come quelli che tu hai notato. La tua ginecologa ha fatto bene a pensare a questo germe, perché con la cura antibiotica immediata si può ridurre drasticamente il rischio che l’infezione attacchi le tube e l’endometrio, diventi cronica e causi sterilità.

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Cosa sono le tube?

Si tratta di due organi silenziosissimi, posti a lato dell’utero. Ci accorgiamo della loro esistenza solo quando… si infiammano e si chiudono. Si tratta di due organi simmetrici, a forma di tromba, da cui deriva il nome, tube, o salpingi (nome che significa tuba in greco). L’estremità sottile si inserisce ai due lati dell’utero. L’estremità larga, che si sfrangia in tante “dita” (fimbrie), si posa delicatamente a ridosso dell’ovaio. Si può immaginarla proprio come le dita di una mano pronte a raccogliere l’ovocita, ossia la cellula riproduttiva femminile, al momento dell’ovulazione.

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Perché le tube sono importanti per la fertilità?

Quando c’è l’ovulazione, le fimbrie aspirano l’ovocita, e lo portano al proprio interno, evitando che “cada” nel peritoneo. L’incontro fra spermatozoi – le cellule riproduttive maschili – e l’ovocita, da cui dipende il concepimento, non avviene in utero, come molti pensano, bensì proprio nel terzo esterno della tuba, ossia dal lato delle fimbrie.
Compiuto il primo atto del concepimento, la tuba ha un altro compito: trasportare l’uovo fecondato fino all’interno dell’utero. Un viaggio che richiede circa tre giorni. La tuba utilizza due modalità, entrambe indispensabili. La prima, è costituita dai movimenti della muscolatura liscia che costituisce la parete della tuba stessa. Contraendosi sinuosamente, favorisce la propulsione dell’uovo fecondato. La parte più delicata del trasporto, tuttavia, è affidata all’epitelio ciliato che riveste la tuba. Ciascuna cellula ciliata può essere immaginata come una minuscola mano, di cui il palmo è il corpo cellulare mentre le dita sono le ciglia. Muovendosi ritmicamente nella stessa direzione (sono infatti azionate da filamenti che partono dal corpo cellulare), le ciglia costituiscono una sorta di affettuoso “tapis roulant” che gentilmente trasporta l’uovo fecondato, che intanto ha cominciato a moltiplicarsi, assumendo la forma di una piccola mora (“morula”, in latino). La nuova vita comincia così il suo cammino di tre giorni verso l’utero. Arrivata lì, resta sospesa per altri tre giorni nel liquido nutritivo prodotto dalle cellule dell’endometrio, il tessuto che riveste l’utero all’interno. Sotto l’effetto degli ormoni estrogeni e progesterone, l’endometrio diventa un soffice e accogliente terreno pronto ad accogliere la vita che verrà. L’annidamento comincia in genere dopo 7 giorni dal concepimento.

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Perché l'infezione alle tube può causare sterilità?

L’infezione (da Clamidia ma anche da gonococco, da mycobacterium tubercolosis, oggi in grande ritorno, e da altri germi) provoca la risposta di difesa del nostro organismo. Arrivano allora le truppe scelte, i nostri soldati (globuli bianchi, mastociti, cellule dendritiche) e comincia la guerra. Muoiono molti germi (non tutti, a meno che non si usino antibiotici mirati per azione e durata), muoiono molte cellule di difesa e si forma il pus. Come in ogni terreno di guerra, viene distrutta la struttura del tessuto infiammato (la “cito-architettura”, ossia la raffinatissima costruzione cellulare che costituisce i nostri organi, in questo caso le tube). Per alterarne la funzione è sufficiente che siano lese le cellule ciliate. In tal caso la tuba resta aperta, la fecondazione è possibile, ma l’uovo fecondato si annida dove si trova, ossia nella tuba. E questo causa la gravidanza “extrauterina”. Se l’infiammazione è più grave, la tuba si occlude, non consente più la risalita degli spermatozoi e si parla allora di “sterilità tubarica”. Sono questi i danni causati da germi come la Clamidia. La prevenzione resta la via più saggia: riflettere prima di lasciarsi andare alla passione e, comunque, usare sempre il profilattico, fin dall’inizio del rapporto. Altrimenti il domani del divertimento potrebbe essere molto doloroso!

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Approfondimento

L'infezione da Clamidia: così frequente, così silenziosa

- La Clamidia Trachomatis è un batterio che colpisce l’apparato sessuale femminile e maschile
- Le donne sono molto più vulnerabili: il rapporto tra uomini e donne colpiti è di 1:5.6. Dunque è quasi sei volte più frequente nelle donne rispetto agli uomini
- E’ responsabile di una delle infezioni sessualmente trasmesse più frequenti. Negli ultimi dieci anni è aumentata da 6 a 10 volte nei Paesi del mondo ad alto reddito, per la crescente promiscuità sessuale
- Dà sintomi precoci evidenti in circa il 25% circa dei casi; in tutti gli altri casi agisce silenziosamente o quasi
- I sintomi più tipici sono le secrezioni vaginali abbondanti e i dolori addominali; più rari sono il sanguinamento dopo il rapporto o i bruciori urinari
- Per la diagnosi, siccome la clamidia richiede un terreno di coltura particolare, occorre fare un tampone endocervicale specifico e/o la ricerca, nel sangue, degli anticorpi anticlamidia

L’infezione da Clamidia: così dannosa

Questo germe causa una risposta immunitaria distruttiva nei confronti dei tessuti genitali infettati. Lede infatti:
- le tube, dove provoca un’infiammazione di varia gravità (salpingite);
- l’endometrio, lo strato interno che riveste l’utero, dove può causare un’infiammazione che riduce ulteriormente la fertilità (endometrite);
- causa infertilità da danno tubarico (infertilità tubarica) nel 20% circa dei casi che hanno sviluppato la malattia pelvica.
Quando la infezione è intensa, può estendersi dalle tube al piccolo bacino, causando la cosiddetta “malattia infiammatoria pelvica”, nota tra i medici come PID, acronimo dell’inglese Pelvic Inflammatory Disease. Quest’infiammazione estesa colpisce circa il 40% delle donne con infezione tubarica da Clamidia.
La PID è responsabile di dolori addominali cronici e di dolore alla penetrazione profonda (dispareunia profonda).
La diagnosi precoce, con un’adeguata terapia antibiotica, consente di debellare il germe e prevenire le complicanze, in modo tanto più efficace quanto più è tempestiva.

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Le ragioni del cuore: attente all'alcol

Che cosa c’è di più emozionante dell’innamorarsi, di sentirsi desiderate e amate, di provare i brividi del desiderio e della passione? Tutto magnifico, certo. Tuttavia la promiscuità di questi tempi ha reso così elevata la probabilità di contrarre una o più malattie sessualmente trasmesse che non bisogna mai abdicare la propria capacità di proteggersi. In particolare, è saggio fare molta attenzione agli alcolici (“happy hour”, aperitivi, cocktail e compagnia). Basta un bicchiere perché la donna abbassi la guardia: con meno probabilità che valuti con attenzione le situazioni a rischio, che chieda di usare il profilattico, che eviti molestie, abusi e sesso non voluto, individuale o da più persone. La sobrietà consente di amare con passione, ma con saggia autoprotezione!

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Approfondimento

L’infezione da Clamidia: dannosa anche per lui!

Nell’uomo l’infezione da Clamidia trachomatis può provocare:
- uretriti, ossia infezioni e infiammazioni del canale da cui escono l’urina e lo sperma, nel momento dell’ejaculazione;
- epididimiti e orchiti: infezioni a carico dei testicoli, dove vengono prodotti gli spermatozoi, le cellule riproduttive maschili;
- prostatiti croniche, causa di dolore pelvico cronico anche nell’uomo.

Curiosità

I danni non si limitano all’apparato genitale: in entrambi i sessi la Clamidia, viaggiando nel sangue, può raggiungere organi molto distanti dai genitali. Per questo può provocare congiuntiviti difficili da debellare, e perfino artriti!

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Parole chiave:
Alcol - Clamidia - Fertilità e infertilità - Malattie sessualmente trasmesse - Profilattico

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.