Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
stampa
22/11/2010

Il tessuto che cura


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


Quanto può fare l’abbigliamento nel farci guarire, o ammalare? Evidenze scientifiche consolidate indicano come tessuti sintetici, coloranti, ma anche detersivi e ammorbidenti i cui residui permangono nei tessuti, possano concorrere a causare e/o mantenere patologie della pelle di tipo infiammatorio, allergico e irritativo. In positivo, crescenti ricerche evidenziano come i tessuti naturali, opportunamente trattati, possano invece diventare strumenti integranti di un progetto terapeutico multimodale.
Una delle novità più interessanti presentate all’86° Congresso Nazionale di Ginecologia e Ostetricia, che si è tenuto in questi giorni a Milano, riguarda proprio le proprietà terapeutiche di un tessuto di maglia di seta naturale medicata, costituita da fibroina 100% senza sericina, e nobilitata con un antimicrobico permanente non-migrante a base di ammonio quaternario, che protegge dalla contaminazione batterica e fungina. In termini semplici, questo tessuto, privato della sericina, che è la parte della seta che potrebbe creare allergie, e trattato con questa sostanza antibatterica che si lega permanentemente alla seta e non viene ceduta alla pelle, ha mostrato un’attività terapeutica formidabile.
Consente infatti un’eccellente modulazione della crescita batterica cutanea senza alcun assorbimento del principio attivo, prevenendo ogni rischio di tossicità, cutanea e sistemica. E’ un prodotto italiano, brevettato a livello internazionale, classificato come dispositivo medico di classe A. Clinicamente, è molto più conosciuto e apprezzato all’estero che non da noi. Basti dire che nel 2009 è stato inserito nelle Linee Guida europee per il trattamento della dermatite atopica, patologia particolarmente pesante nei bambini, perché aiuta a ridurre prurito, sudore e sintomi infiammatori, migliorando le lesioni cutanee. Studi rigorosi hanno dimostrato che vestire il bambino con tutine di questa seta di fibroina riduce gli episodi di dermatite acuta da 9 a 2 all’anno, con un’efficacia paragonabile a quella delle creme cortisoniche più potenti, con comprensibile soddisfazione sia dei bambini, che stanno molto meglio, sia dei genitori, che certamente preferiscono vedere i loro piccoli più sani e sereni con una semplice tutina “giusta” che non con tonnellate di farmaci. Il prodotto, diversamente dal cortisone, non ha alcun effetto collaterale.
Le evidenze scientifiche pubblicate, l’efficacia terapeutica obiettiva e il notevole risparmio – quantizzabile e non quantizzabile – hanno indotto il sistema sanitario inglese, svizzero, svedese, austriaco e olandese a rimborsarlo a spese dei relativi servizi sanitari o delle assicurazioni private, e molti altri Paesi hanno in corso le pratiche di registrazione. Oggi, per esempio, usa queste tutine di fibroina di seta il 30-40% dei bambini olandesi, contro meno dell’1% degli italiani...
E per le donne? Buone novità anche su questo fronte. Studi preliminari indicano che la biancheria intima in questo tessuto riduce significativamente i disturbi da candida albicans (vulviti e vaginiti) e il lichen sclerosus, una patologia della vulva caratterizzata da invecchiamento accelerato dei tessuti su base autoimmune, e da un prurito, soprattutto notturno, che può diventare invalidante. Questo tessuto migliora anche le ragadi in allattamento, e cura rapidamente l’intertrigine del solco sottomammario o delle pieghe inguinali, tipica degli anziani e delle persone obese, in quanto riduce significativamente le infezioni cutanee da Staphilococcus aureus e simili. Sta mostrando di essere un aiuto formidabile anche nella medicazione delle ustioni perché riduce le superinfezioni batteriche che sono una pesante complicanza di queste patologie. In più, questa seta di fibroina medicata aiuta a far rigenerare la pelle “a isola”, invece che dai bordi della ferita, per cui riduce anche le cicatrici.
Come curiosità, e come grande metafora della potenza del naturale usato con intelligenza clinica, c’è il fatto che per rompere un filo di seta continuo ci vuole un filo d’acciaio tre volte più spesso, come dimostrano i test al dinamometro. Lunga fino a 800-900 metri, la fibra di seta è perfettamente liscia ed evita quindi frizioni meccaniche e irritazioni. Per questo è utilizzata da decenni come filo di sutura non irritante in chirurgia e può essere applicata a diretto contatto con la cute lesa e ustionata.
In sintesi, la maglia di seta di fibroina aiuta a controllare e prevenire la colonizzazione di batteri e funghi, senza alterare la naturale flora cutanea; mantiene una traspirazione molto elevata, contribuendo a tenere la pelle fresca e asciutta, e controllando la sudorazione; favorisce il giusto equilibrio idrolipidico svolgendo un'azione emolliente e lenitiva. Grazie alla sua capacità igroscopica, il prodotto assorbe umidità fino al 30% del proprio peso restando asciutto (ideale per lo strato corneo, il cui equilibrio è garantito da una percentuale d'acqua tra il 10 e il 35%). Elimina rapidamente l'umidità in eccesso, risultando confortevole anche in presenza di forte sudorazione: quanto potrebbe piacere alle donne in menopausa con vampate e sudorazioni a manetta? La pelle si mantiene infatti asciutta e idratata, grazie alla naturale riserva di umidità trattenuta dalle fibre, mentre il tessuto riduce le forti sudorazioni che aggravano la secchezza cutanea.
E’ appassionante vedere come con un’intuizione terapeutica giusta si possa cambiare in meglio il destino di migliaia di persone di ogni età, agendo sulle prime battute di diverse patologie della pelle, anche genitale, e integrando eventuali terapie farmacologiche. Aprire la mente al nuovo: questo è il merito dei congressi ben fatti.

top

Parole chiave:
Candida recidivante - Lichen sclerosus - Seta naturale medicata

stampa

© 2010 - Il Gazzettino

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.