Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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26/03/2018

I benefici del fallimento e il potere dell'immaginazione


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


Il fallimento nella vita può insegnarci qualcosa di fondamentale? Sì: lo sostiene Joanne Rowling, autrice della straordinaria saga di Harry Potter con lo pseudonimo di J.K. Rowling. «Sette anni dopo la laurea, nessuno era più fallito di me: il mio matrimonio era imploso in tempi straordinariamente brevi, non avevo un lavoro, ero una madre sola ed ero povera quanto lo si può essere ai giorni nostri in Gran Bretagna pur conservando un tetto sopra la testa». Così racconta nel suo discorso per la cerimonia di laurea alla prestigiosa Università di Harvard, in USA, ora pubblicato in un piccolo libro: “Buona vita a tutti” (Salani Editore), dedicato ai benefici del fallimento e all’importanza dell’immaginazione.
Perché parlare dei benefici di un disastro? E perché parlarne a laureandi del Gotha americano? «Avere il coraggio di fallire è fondamentale per una buona vita, proprio come ogni altro traguardo considerato di successo. Nello specifico il fallimento mi costrinse ad eliminare tutto ciò che era superfluo. Smisi di illudermi di essere qualcosa che non ero, e presi ad incanalare ogni mia energia nel portare a termine l’unico lavoro che mi stava a cuore. Con il realizzarsi della mia più grande paura [fallire] mi ero ritrovata libera, ero ancora viva, avevo una figlia che adoravo, una vecchia macchina da scrivere e un’ottima idea. E così il fondo che avevo toccato diventò la solida base su cui costruii la mia esistenza».
E’ la storia di una ricerca di sé e del coraggio di perseguire le proprie aspirazioni più forti e profonde, nonostante le continue frustrazioni e la povertà obiettiva. Nel 1995, scritto il primo libro “Harry Potter e la pietra filosofale”, cominciò la penosa ricerca di un editore: propose il manoscritto a ben dodici case editrici, che lo rifiutarono. Dopo altri due anni di frustrazioni, nel 1997 la casa editrice Bloomsbury accettò il testo, che diventò il fenomeno letterario più clamoroso degli ultimi decenni, seguito da altri sei successi planetari.
Una certa dose di insuccesso è presente in ogni vita: analizzato, ascoltato, liberandosi del superfluo – il che presuppone un notevole coraggio e capacità di mettersi in discussione – può diventare la base per la realizzazione delle più profonde aspirazioni. Un messaggio fondamentale soprattutto per i più giovani, cui consiglio la lettura di questo piccolo libro scritto con semplicità e profondità di sguardo sulla vita. E’ tuttavia sull’importanza dell’immaginazione che Joanne Rowling dà il messaggio più significativo. Perché non parla del fervore creativo di chi scrive storie fantastiche, bensì di quella che ciascuno di noi dovrebbe coltivare nel suo intimo fin da piccolo: «Nella sua qualità forse più trasformativa e liberatoria, l’immaginazione è la forza che ci consente di provare empatia per altri esseri umani di cui non abbiamo mai condiviso le esperienze».
L’esperienza di lavoro ad Amnesty International la mise in contatto con il dolore fisico, emotivo, esistenziale di ex prigionieri politici, di donne abusate, di uomini torturati, di persone a cui per rappresaglia era stata uccisa la madre. L’immaginarsi al posto dei meno fortunati, il mettersi col cuore nei panni di chi ha vissuto il lato drammatico della vita è la base dell’empatia, madre della generosità vera, dell’altruismo, e della consapevolezza dei molti privilegi che abbiamo nelle nostre vite “normali”.
Nella Rowling l’immaginazione ha preso due vie: quella creativa, con personaggi fantastici che hanno incantato il mondo, e quella etico-solidale. Con i proventi dei libri sostiene migliaia di famiglie in difficoltà, di bambini orfani, di emarginati. In controtendenza verso l’epidemia di paura «che ci porta a chiudere la mente e il cuore a ogni sofferenza che non ci tocchi personalmente, che porta a rifiutarsi di sapere. Anche se non commettiamo un atto di esplicita crudeltà, con la nostra apatia ne diventiamo complici». Giustamente cita Plutarco, filosofo greco: «Ciò che conquistiamo interiormente modificherà la realtà esterna […] Non occorre la magia per trasformare il mondo. Dentro di noi abbiamo già tutto il potere che ci serve: il potere di immaginarlo migliore». E poi di agire con coerenza, ciascuno di noi, nella propria dimensione e misura. Innamorata degli studi classici, e della profondità di pensiero e di riflessione che incoraggiano in chi li ama, conclude con Seneca: «Come un racconto, così è la vita: non importa che sia lunga, ma che sia buona».

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Parole chiave:
Autorealizzazione - Empatia e solidarietà - Immaginazione - Libri e lettura - Riflessioni di vita

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.