«Fumavo molto, una trentina di sigarette al giorno. Quando ho cominciato ad avere problemi di erezione l’urologo, un tipo vecchio stampo, me l’ha messa giù piatta: “Il fumo è il più potente killer dell’erezione. Continui a fumare così e non ci saranno né santi né Viagra. E’ inutile andare dai medici e scavarsi la fossa da soli!”. Per fortuna era simpatico e quel modo diretto di dire le cose mi ha convinto. Ho smesso di colpo e il Viagra funziona. Faccio i miei controlli e con l’urologo ci ridiamo su, per come è riuscito a convertirmi in un botto solo. Mia moglie continua invece a fumare tanto, fuori casa (perché non voglio neanche più il fumo passivo). A lei nessun medico ha mai detto che il fumo le rovinerebbe i rapporti. Il fumo fa male solo ai maschi?».
Renato G.
Renato G.
Il fumo fa molto male anche alla sessualità delle donne, perché il danno è grave sui vasi e sulle ovaie. Purtroppo nella valutazione sessuologica persiste una polarizzazione antica: tutte le cause dei problemi sessuali sono considerate biologiche negli uomini, e psicologiche o relazionali, per problemi di coppia, nelle donne. Questo fa torto a entrambi, perché le componenti biologiche e psichiche sono compresenti.
In sessuologia, l’asimmetria diagnostica, con cecità sulle componenti fisiche, pesa purtroppo molto di più sulle donne. Se la donna ha dolore ai rapporti e/o cistiti 24-72 ore dopo il rapporto può fare anni di psicoterapia, ma continuerà ad avere dolore e cistiti sempre più aggressive. Solo una fisioterapia competente e l’uso appropriato di farmaci mirati potrà cambiarne il destino di salute. Idem se non ha desiderio, ha secchezza o l’orgasmo grigio dopo la menopausa. Solo gli ormoni, quando appropriati, possono rilanciare il piacere sessuale.
Il funzionamento di base del corpo di uomini e donne è molto più simile di quanto si pensi. Perché? Uomini e donne condividono 45 cromosomi su 46: in altre parole tutti i meccanismi biologici che fanno funzionare le cellule in tutti i tessuti, e determinano le vulnerabilità da fattori lesivi, sono gli stessi per organi e funzioni. Genitali inclusi. Solo il 46° cromosoma fa la differenza: il cromosoma X determina la nascita del feto femmina; quello Y, che è grande circa un terzo del cromosoma X, fa differenziare l’embrione in senso maschile.
Le differenze di genere, maschili e femminili, sono evidenti, sia sui caratteri sessuali primari (la forma dei genitali esterni alla nascita), sia sui secondari, che maturano alla pubertà. Tuttavia cuore, vari arteriosi e venosi, polmoni, intestino, fegato, reni, vescica e organi di senso, per fare qualche esempio, lavorano allo stesso modo. Muscoli, ossa, tendini, fasce e articolazioni si muovono seguendo la stessa biomeccanica. I meccanismi di funzionamento delle cellule nervose sono gli stessi. Gli ormoni sessuali causano differenze quantitative e qualitative, ma la biologia di base è la stessa.
Nello specifico, il fumo ha gli stessi effetti dannosi sul fronte oncologico, e non solo polmonare, e sul fronte cardiovascolare, con una tossicità specifica per i vasi genitali. Nell’uomo, le difficoltà di erezione anticipano di circa tre anni l’infarto. Nella donna la secchezza vaginale, le difficoltà di eccitazione e la riduzione dell’intensità dell’orgasmo da fumo cronico amplificano i danni da carenza ormonale, ma restano nell’ombra diagnostica.
Il fumo impone alle donne un costo in salute altissimo: oltre al rischio di tumori, aumenta anche il rischio cardiovascolare, di infarti e ictus, che è la prima causa di morte delle donne in Italia con il 33,4% (dati Istat), mentre il cancro al seno causa “solo” il 2% dei decessi. Tossico per le ovaie, il fumo riduce la fertilità, anticipa la menopausa e mina le basi fisiche della risposta sessuale. In modo tanto più grave quanto maggiore è stata l’esposizione al fumo, in termini di anni e di quantità giornaliera. Non bastasse, fumare controindica la contraccezione ormonale e la terapia ormonale sostitutiva. Meglio lasciare il fumo e scegliere la vita.
In sessuologia, l’asimmetria diagnostica, con cecità sulle componenti fisiche, pesa purtroppo molto di più sulle donne. Se la donna ha dolore ai rapporti e/o cistiti 24-72 ore dopo il rapporto può fare anni di psicoterapia, ma continuerà ad avere dolore e cistiti sempre più aggressive. Solo una fisioterapia competente e l’uso appropriato di farmaci mirati potrà cambiarne il destino di salute. Idem se non ha desiderio, ha secchezza o l’orgasmo grigio dopo la menopausa. Solo gli ormoni, quando appropriati, possono rilanciare il piacere sessuale.
Il funzionamento di base del corpo di uomini e donne è molto più simile di quanto si pensi. Perché? Uomini e donne condividono 45 cromosomi su 46: in altre parole tutti i meccanismi biologici che fanno funzionare le cellule in tutti i tessuti, e determinano le vulnerabilità da fattori lesivi, sono gli stessi per organi e funzioni. Genitali inclusi. Solo il 46° cromosoma fa la differenza: il cromosoma X determina la nascita del feto femmina; quello Y, che è grande circa un terzo del cromosoma X, fa differenziare l’embrione in senso maschile.
Le differenze di genere, maschili e femminili, sono evidenti, sia sui caratteri sessuali primari (la forma dei genitali esterni alla nascita), sia sui secondari, che maturano alla pubertà. Tuttavia cuore, vari arteriosi e venosi, polmoni, intestino, fegato, reni, vescica e organi di senso, per fare qualche esempio, lavorano allo stesso modo. Muscoli, ossa, tendini, fasce e articolazioni si muovono seguendo la stessa biomeccanica. I meccanismi di funzionamento delle cellule nervose sono gli stessi. Gli ormoni sessuali causano differenze quantitative e qualitative, ma la biologia di base è la stessa.
Nello specifico, il fumo ha gli stessi effetti dannosi sul fronte oncologico, e non solo polmonare, e sul fronte cardiovascolare, con una tossicità specifica per i vasi genitali. Nell’uomo, le difficoltà di erezione anticipano di circa tre anni l’infarto. Nella donna la secchezza vaginale, le difficoltà di eccitazione e la riduzione dell’intensità dell’orgasmo da fumo cronico amplificano i danni da carenza ormonale, ma restano nell’ombra diagnostica.
Il fumo impone alle donne un costo in salute altissimo: oltre al rischio di tumori, aumenta anche il rischio cardiovascolare, di infarti e ictus, che è la prima causa di morte delle donne in Italia con il 33,4% (dati Istat), mentre il cancro al seno causa “solo” il 2% dei decessi. Tossico per le ovaie, il fumo riduce la fertilità, anticipa la menopausa e mina le basi fisiche della risposta sessuale. In modo tanto più grave quanto maggiore è stata l’esposizione al fumo, in termini di anni e di quantità giornaliera. Non bastasse, fumare controindica la contraccezione ormonale e la terapia ormonale sostitutiva. Meglio lasciare il fumo e scegliere la vita.
Pillole di salute
«Ho assunto un farmaco per il mal di stomaco: si è bloccato il ciclo e mi è venuta una secrezione come latte ai capezzoli. Possibile?! E’ pericoloso?».
Rosaria
Non è pericoloso, ma è possibile perché la levosulpiride contenuta in quel farmaco alza la prolattina e può bloccare il ciclo causando galattorrea (latte dal capezzolo). L’effetto è del tutto reversibile: ne parli con il suo medico.
«Avevo cicli abbondanti, ero sempre senza forze e con desiderio morto e sepolto. Da 6 mesi prendo una pillola che ha tolto il ciclo: mi son tornate le forze e anche il desiderio è resuscitato. Il ciclo non lo voglio più! Ma mia madre dice che mi faccio brutti danni…».
Assunta T.
Il ciclo non è necessario alla salute, purché gli ormoni siano in equilibrio. Oggi una donna ha mediamente 450-480 cicli nella vita, cento anni fa ne aveva mediamente 150 (fra pubertà più tardiva, molti figli, allattamenti protratti). Regola d’oro: quando i cicli mestruali si accompagnano a molti sintomi, la salute migliora se si riduce il loro numero con le giuste cure. Mamma, stia tranquilla!
Rosaria
Non è pericoloso, ma è possibile perché la levosulpiride contenuta in quel farmaco alza la prolattina e può bloccare il ciclo causando galattorrea (latte dal capezzolo). L’effetto è del tutto reversibile: ne parli con il suo medico.
«Avevo cicli abbondanti, ero sempre senza forze e con desiderio morto e sepolto. Da 6 mesi prendo una pillola che ha tolto il ciclo: mi son tornate le forze e anche il desiderio è resuscitato. Il ciclo non lo voglio più! Ma mia madre dice che mi faccio brutti danni…».
Assunta T.
Il ciclo non è necessario alla salute, purché gli ormoni siano in equilibrio. Oggi una donna ha mediamente 450-480 cicli nella vita, cento anni fa ne aveva mediamente 150 (fra pubertà più tardiva, molti figli, allattamenti protratti). Regola d’oro: quando i cicli mestruali si accompagnano a molti sintomi, la salute migliora se si riduce il loro numero con le giuste cure. Mamma, stia tranquilla!
Fertilità e infertilità Fumo Menopausa precoce Secchezza vaginale