Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
stampa
09/04/2014

Disturbi dell'identità: ha senso ritardare la pubertà?


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Abbiamo un problema che per noi è una tragedia: nostro figlio di 12 anni soffre di un grave disturbo dell’identità. Sostiene di essere una donna intrappolata in un corpo di maschio. Alcuni specialisti ci hanno parlato di transessualismo, altri di “disforia di genere” grave. Siamo stati in Olanda, in un centro specializzato, e ci hanno consigliato di ritardare la pubertà di 3-4 anni. Noi siamo disorientati. Lei cosa ne pensa?”.
Lettera firmata (Verona)

top

Gentili signori, intuisco la gravità delle vostre preoccupazioni. Il disturbo dell’identità sessuale è complesso, serio, ha molte cause e presenta molteplici difficoltà, anche nello scegliere il meglio per il proprio figlio.
Il consiglio di ritardare la pubertà è assolutamente sensato, corretto e mi vede d’accordo. Molti studi scientifici confermano che questa “finestra di riflessione” biologica, con un corpo efebico, non ancora mascolinizzato (o femminilizzato, a seconda del sesso biologico originario), regala tre o quattro anni di riflessione in più. Con questo obiettivo: poter fare una psicoterapia di supporto, sia per il ragazzo (o la ragazza) sia per i genitori, per chiarire anzitutto se si tratti di un disturbo dell’identità “difensivo” o “espressivo”. Se sia cioè conseguenza della paura di essere maschio, una sorta di fuga da una mascolinità temuta per ragioni diverse, da comprendere e curare, senza cambiare sesso; oppure espressiva di un’identità davvero strutturalmente (a livello neurobiologico e psichico) tipica del sesso opposto, per la quale il cambiamento di sesso è appropriato e indicato.
Restare in fase prepubere dal punto di vista ormonale consente di avere poi risultati cosmetici infinitamente migliori, e un’identità quindi più gradevole, credibile e soddisfacente, con minor numero e tipo di interventi, in caso di riattribuzione chirurgica e anagrafica del sesso.
Si tratta quindi di tenere “addormentata” (reversibilmente) la pubertà per pochi anni, per aiutare il ragazzo o ragazza a prendere la decisione migliore per la sua vita, grazie a una maggiore maturità e all’intenso lavoro psicoterapeutico svolto sia con lui/lei, sia con la sua famiglia. Il tutto seguiti da centri multidisciplinari specializzati in quest’ambito. Auguri di cuore!

top

Prevenire e curare – Per ottimizzare il percorso di crescita

Sono preziosi:
- stili di vita sani: rispetto di otto ore di sonno, niente alcol, fumo o droghe, cibi sani;
- sport: l’attività fisica regolare è importante per scaricare le emozioni negative, mantenere un‘immagine corporea equilibrata, trarre piacere fisico dal proprio corpo, concentrarsi su obiettivi diversi dal solo cambio di identità;
- supporto psicologico qualificato;
- integratori alimentari e modulatori dell’umore/ansiolitici, quando indicati.

top

Parole chiave:
Identità sessuale / Disturbi dell'identità - Pubertà e pubertà precoce - Riattribuzione chirurgica del sesso

stampa

© 2014 - RCS Periodici

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.