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Cistite emorragica: il regalo avvelenato di un amore cinico

Cistite emorragica: il regalo avvelenato di un amore cinico
13/08/2025

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

«No engagement, no commitment: nessun impegno, d’accordo? Mi ha detto sornione lo sciagurato collega, molto seduttivo, incontrato in un viaggio di lavoro. Certo, ho detto io, convinta di poter mettere il cuore in frigorifero e divertirmi un po’, in un periodo pesante. Due giorni di lavoro e tre giorni di felicità assoluta, notti senza fine, un’intesa fisica fantastica. Un sogno. “No need to call”, mi ha detto sorridendo quando ci siamo salutati. “The terms were clear”, i patti erano chiari. Sparito. Ci sono rimasta malissimo. Mi è venuta una gran rabbia, con me per prima, che mi sono fatta incantare come una stupida. Due giorni dopo, una cistite emorragica furiosa, la prima della vita, mi ha fatto andare del tutto all’inferno. Adesso sono al mare, con la vescica che brucia, la faccia di una che è passata sotto un Tir e mio marito che non capisce perché sia così nera. “Perché ho la cistiiiteee!”, gli ho risposto. Cosa mi consiglia? Che rischi corro?».
Notti bianche
Intuisco la rabbia, la delusione e la preoccupazione. Regali avvelenati, insieme alla cistite, di un’avventura luminosa e breve, come un fuoco d’artificio in una notte buia.
Primo rischio: che la cistite si ripeta in futuro, perché il microrganismo che la provoca, l’Escherichia coli uropatogeno (UPEC), tranquillo commensale nell’intestino ma nemico in vescica, tende a infettare le cellule uroteliali, che rivestono la parete stessa della vescica, scatenando ulteriori infezioni e cistiti dopo un rapporto, un colpo di freddo o dopo disturbi intestinali, tra cui stipsi e diarrea.
La forma emorragica è seria: la curi bene, dopo aver fatto l’esame delle urine e l’antibiogramma, per scegliere l’antibiotico più efficace. Importanti i probiotici: tra questi il Saccharomyces boulardii, da assumere anche durante la cura antibiotica, perché resiste all’antibiotico e protegge il microbioma sano; e l’Escherichia coli di Nissle, scoperto nel 1918, che combatte per noi contro l’UPEC. Utili i fitoterapici come il destro mannosio e il mirtillo rosso.
Secondo rischio: se non ha avuto rapporti protetti, faccia gli esami per le infezioni a trasmissione sessuale non appena può e dopo tre mesi, perché possono avere tempi di incubazione diversi. Eviti i rapporti, per ora, per non ri-scatenare la cistite, ancora in agguato. Al rapporto con suo marito penserà quando si sarà rasserenata un po’.
«La cistite è la casa che piange», dicevano gli antichi Cinesi: un’intuizione potente e vera, che ho ritrovato in tante situazioni di dolore, anche affettivo. Se la rabbia persistesse, le suggerirei di dar voce ai sentimenti negativi che questa storia ha provocato, dopo i giorni incantati, con una psicoterapia breve. Scelga una terapeuta competente: perché la sua vescica non diventi il bersaglio doloroso di una guerra emotiva interna, silenziosa e feroce, tra rabbia e ricordi felici.

Pillole di salute

«Lei crede all’amore grande e corrisposto, a settant’anni?».
Annalisa

Sì, se si incontrano due romantici dal cuore giovane, oppure due persone ancora capaci di una forte passione fisica! Situazione rara, quest’ultima, ma possibile se entrambi hanno anche ottimi livelli di ormoni sessuali …grazie a opportune terapie sostitutive, se indicate, perché mantengono più vivo il corpo, e il cuore.

«Perché d’estate mi torna sempre la candida e far l’amore diventa un incubo? Come faccio a togliermela per sempre?».
Che jella!

E’ impossibile, purtroppo, perché la candida è un fungo che fa parte stabile del nostro microbioma, ossia dei triliardi di microrganismi che convivono con noi da oltre duecentomila anni. Abita sulla pelle, sulle mucose, in vagina, in bocca, nell’intestino, persino nei polmoni. Se siamo in salute, dormicchia, in forma di spora. Ci causa problemi in due casi: quando si virulenta e si moltiplica, liberando sostanze molto irritanti per i tessuti genitali, tra cui la candida-lisina, che provoca un bruciore tremendo, oltre a rossore, gonfiore e dolore; oppure quando compare una risposta immuno-allergica alterata agli antigeni della candida, che predispone alla fastidiosa vestibolodinia, con dolore del vestibolo vulvare, all’entrata vaginale, associato a dolore all’inizio della penetrazione.
La scatenano gli zuccheri (gelati, dolci, alcol), la secchezza vaginale (anche per scarsa eccitazione) e un’eccessiva contrazione dei muscoli del pavimento pelvico che, restringendo l’entrata vaginale, facilita le microabrasioni della mucosa durante il rapporto, con la sensazione “di avere dei taglietti lì”. Microscopici ma fastidiosi, mettono la candida vaginale a contatto con il nostro sistema immunitario, scatenando un bruciore tremendo.
Per prevenirla: riduca gli zuccheri; rilassi i muscoli contratti con esercizi di respirazione diaframmatica e poi con una fisioterapia ben fatta; protegga la mucosa prima del rapporto, con vitamina E o unguenti lubrificanti; e la ripari, dopo, con il gel alla spermidina e acido ialuronico, unico dispositivo medico sinora approvato per la vestibolodinia e la secchezza genitale.

Cistite post coitale Escherichia coli di Nissle 1917 Escherichia coli uropatogeno Malattie sessualmente trasmesse Saccharomyces boulardii

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