Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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28/01/2012

Attacco di panico, che cos'è e come prevenirlo


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Mia sorella ha 42 anni e qualche giorno fa è stata colpita da un attacco di panico. Ci siamo tanto spaventati, anche perché all’inizio sembrava addirittura un attacco di cuore. I medici del pronto soccorso ci hanno detto che la cosa potrebbe ripetersi. Che cosa possiamo fare perché questo non accada?”.
Silvia G. (Pescara)

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Gentile signora, capisco il vostro spavento e la vostra preoccupazione: l’attacco di panico comporta un notevole carico di sofferenza psicofisica e compromette la qualità della vita non solo di chi ne è colpito, ma anche dei familiari e degli amici. In positivo, con le giuste terapie e soprattutto adeguati stili di vita, può essere prevenuto efficacemente.
L’attacco di panico di solito scatta all’improvviso: la persona avverte un intenso batticuore, forti tremori e un acuto dolore toracico, mentre il respiro viene a mancare. E’ proprio a causa di questi sintomi che spesso si teme un infarto, come è avvenuto nel caso di sua sorella. In parallelo, si prova un inspiegabile terrore, spesso associato a nausea e alla sensazione di “testa vuota”.
Questi sintomi sono provocati da un violento picco di adrenalina, l’ormone dello stress, che si libera in risposta all’attivazione dell’area del cervello che regola i nostri sistemi di allarme e sopravvivenza. Nell’attacco di panico questa zona si attiva in risposta non a una minaccia esterna reale, ma ad uno stimolo interno, ad esempio lo stress prolungato. Il nostro sistema di difesa scatta improvvisamente, e il rilascio massiccio di adrenalina, che è un potente vasocostrittore e broncocostrittore, causa la sensazione di dolore cardiaco, la sudorazione fredda, la fame d’aria, l’ansia incontrollabile.
L’attacco di panico colpisce soprattutto le donne: ne soffre il 7%! La predisposizione genetica sembra ricoprire un ruolo significativo: si traduce in patologia effettiva soprattutto in presenza di stress prolungato e di stili di vita poco sani. La prima e insostituibile forma di prevenzione è dunque curare il sonno, il riposo, l’alimentazione e il movimento fisico, riducendo nel contempo le cause di stress (cf. box). L’aiuto farmacologico dopo un primo episodio contribuisce a tenere sotto controllo i meccanismi neurobiologici della reazione di panico, riducendo il rischio di ricadute: gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) e le benzodiazepine, in particolare, “calmano” il sistema di allarme e attenuano la paura che l’attacco si ripeta. Nelle forme più severe, infine, una psicoterapia di tipo cognitivo comportamentale (con terapeuti specializzati in quest’area) può ottimizzare il risultato dei farmaci.

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Gli stili di vita preventivi

Prima di tutto, è importante riposare non meno di 7 ore per notte. In secondo luogo, è consigliabile fare ogni giorno un po’ di movimento fisico (jogging, bicicletta, ballo), in modo da scaricare l’ansia e lo stress accumulati nella vita quotidiana. Ottimi, da questo punto di vista, anche lo yoga e il training autogeno respiratorio. Sul piano dell’alimentazione, va limitata l’assunzione di sostanze eccitanti, come il the, il caffè e gli alcolici. E’ invece totalmente da eliminare (e non solo per prevenire l’attacco di panico) ogni tipo di droga, in particolare ecstasy e cocaina. E’ infine importante mantenere affetti solidi, relazioni stimolanti e un passatempo che renda appassionante il tempo libero, introducendo momenti di bellezza e di pace anche nelle giornate più intense e concitate.

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Cifre in breve

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... L’attacco di panico colpisce le donne due volte più degli uomini, con un primo picco nell’adolescenza e un secondo intorno ai 45 anni. Questo accade perché le vie e i centri nervosi che coordinano l’emozione del panico sono particolarmente sensibili agli estrogeni e alle loro fluttuazioni.

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Parole chiave:
Ansia - Attacco di panico

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.