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Alcol, seduttore pericoloso e implacabile

Alcol, seduttore pericoloso e implacabile
01/04/2026

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

«Sono una nonna di 72 anni, cara professoressa, e ho bisogno del suo aiuto per la mia unica nipotina, di 16 anni. E’ molto bella, a scuola andava bene, ma quest’anno ha avuto un crollo di rendimento. Ha in mente solo feste e festine. Abitiamo vicine. Spesso lei veniva da me a pranzo o cena, e faceva i compiti da me. Abbiamo sempre avuto un affetto profondo e molta confidenza. Però adesso ho la sensazione che stia succedendo qualcosa che le fa molto male. Mi parla con superficialità di happy hour e tanto divertimento. Temo che beva. Gliel’ho chiesto apertamente, una sera in cui era tranquilla, e ridendo lei mi ha risposto: “Ma dai, nonna, che male c’è? Bevono tutti, e poi ci divertiamo di più!”. Sono molto preoccupata, anche perché mio figlio e mia nuora sono molto orgogliosi della bellezza della figlia e sembrano non accorgersi di niente. Mi sembra di essere l’unica rimasta coi piedi per terra. Parli per favore dei rischi dell’alcol sui giovani, così almeno ho qualcosa di serio su cui farla riflettere un po’. Grazie di cuore».
Nonna in pena
Intuisco la sua giusta preoccupazione, gentile signora, che emerge con lucidità dalle sue parole che ho cercato di sintetizzare. Fa bene ad ascoltare il suo cuore, che sente e vede ben oltre le apparenze, proprio per la profonda sintonia che aveva con la sua nipotina. L’alcol è un seduttore potente e sottovalutato a tutte le età, ma ha il massimo di pericolosità sul cervello giovane, ancora in crescita e in formazione. Il “bevono tutti” denuncia la banalizzazione in corso nei confronti dell’alcol, e la forte crescita nell’uso di alcol da parte delle donne, non solo adolescenti. In più, a parità di dose, per esempio due bicchieri di vino, l’alcol ha una tossicità doppia sul cervello della donna rispetto all’uomo, perché noi produciamo meno della metà dell’enzima alcol-deidrogenasi, che demolisce e neutralizza l’alcol. I livelli dell’alcol nel sangue e nei tessuti restano allora più alti e per un tempo maggiore rispetto agli uomini, con aumento della tossicità. Nelle adolescenti, l’immaturità del sistema nervoso aumenta il rischio di dipendenza in periodi più brevi, e di lesioni delle cellule nervose. Nel lungo termine, e con l’aumentare delle dosi di alcol, come nel bere compulsivo (binge drinking), questo può ridurre anche la capacità di apprendimento e di realizzazione nella vita. Merita riflettere anche sui rischi sessuali, massimi nelle giovani.
«Stai attenta: alle feste non bere» era in passato la saggia raccomandazione di mamme e nonne a figlie e nipoti. Perché l’alcol non solo rende “allegre e disinibite”, ma abbassa anche la soglia di autoprotezione, ossia la capacità di valutare i rischi di una situazione sessuale. Moltissimi studi hanno ben documentato che sotto effetto dell’alcol aumenta il rischio di avere rapporti non desiderati, non consenzienti o francamente forzati, sino alla violenza e allo stupro individuale o di gruppo. Aumenta così il rischio di contrarre infezioni a trasmissione sessuale, perché anche la donna che normalmente chiede e impone l’uso del profilattico al partner diventa meno assertiva sotto effetto alcolico e finisce per accettare un rapporto non protetto, con il rischio anche di un concepimento non desiderato. Dei seri rischi dell’alcol sugli adolescenti bisognerebbe parlare con chiarezza in famiglia e a scuola, prima che sia tardi. Auguri di cuore!

Pillole di salute

«Ho 54 anni. Mi è successa una cosa tremenda. Nel momento dell’orgasmo ho perso urina. Proprio urina, altro che squirting! Una vergogna, mi sarei sotterrata. In più, da qualche mese soffro anche di urgenza minzionale. Le due cose sono collegate? E cosa posso fare?».
Rebecca T.

Sì, le donne che soffrono di urgenza minzionale, quel bisogno impellente di urinare in luoghi e tempi inappropriati, sono più vulnerabili anche alla perdita di urina con l’orgasmo. Il primo passo è fare un esame urodinamico, per valutare bene la situazione della competenza vescicale e documentare se l’urgenza minzionale non stia diventando una vera e propria “incontinenza da urgenza”. Una valutazione urologica accurata è il secondo passo. Accanto poi alla terapia farmacologica che l’urologo potrebbe consigliarle, in assenza di controindicazioni, “calmano” la vescica gli estrogeni in vagina e il testosterone applicato sulla parete vaginale anteriore. In tre-sei mesi questi ormoni, agendo sui recettori ormonali della parete vescicale e calmandola, aiutano il cervello a riprendere il comando sulla vescica, che altrimenti diventa sempre più anarchica, causando incontinenza, anche, e non solo, all’orgasmo.

«Il mio nuovo compagno mi ha detto che ha sofferto di prostatite, ma che adesso sta bene. Può essere una malattia sessuale, che mi può trasmettere?».
Carlotta C.

In teoria sì, bisognerebbe però sapere se sia stata fatta una diagnosi specifica sul germe in causa o se si fosse trattato di una “prostatite aspecifica”. In pratica, gli chieda di usare sempre il profilattico, fin dall’inizio del rapporto, e non solo vaginale.

Abuso, molestie, stalking, violenza sessuale e domestica Adolescenti e giovani Alcol Cervello / Sistema nervoso centrale

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