
Quanto pesa il dolore nella vostra vita? La vostra esperienza conta: partecipate al sondaggio pubblicato sul sito della Fondazione Alessandra Graziottin
Soffrite di cefalea, dolori mestruali, dolori addominali, endometriosi, fibromialgia, dolore ai rapporti sessuali, o altro? Come si manifesta e quanto forte è questo dolore? Quanto incide sulla vostra vita e sulle attività quotidiane? Quali terapie avete assunto per combatterlo, e quali risultati avete ottenuto?
Partecipate alla nostra ricerca compilando il questionario pubblicato sul sito della "Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna"...
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Candida: attenzione agli antibiotici
La Candida è ormai una vera e propria emergenza ginecologica. Le statistiche italiane parlano chiaro: il 28% delle giovani che si rivolgono agli ambulatori ospedalieri pubblici per una visita ha un’infezione provocata da questo germe. E la causa scatenante più frequente sono gli antibiotici: un dato confermato non solo dall’esperienza clinica, ma anche da rigorosi studi controllati, che rivelano inoltre come una delle complicanze più temibili dell’infezione sia, nel 22% dei casi, la vestibolite vulvare. In positivo, la Candida può essere combattuta limitando al massimo l’assunzione degli antibiotici, o accompagnandola con una profilassi antimicotica, e adottando i giusti stili di vita, anche per contrastare i fattori individuali che accrescono la vulnerabilità alle recidive.
In quale modo gli antibiotici favoriscono le infezioni da Candida? Come si manifesta la vestibolite vulvare? In che cosa consiste la profilassi antimicotica? Come si possono prevenire le recidive?
In questo articolo illustriamo:
- come gli antibiotici favoriscano l’esplodere della Candida alterando l’ecosistema intestinale e vaginale;
- il conseguente passaggio del germe dalla forma di spora, innocua, a quella di ifa, molto virulenta;
- i dati statistici sulla relazione fra cure antibiotiche e rischio di Candida;
- i sintomi della vestibolite vulvare;
- la posologia (sempre da concordare con il proprio medico curante) del fluconazolo, uno dei più efficaci farmaci antimicotici;
- come ridurre il rischio di recidiva a livello di alimentazione, vestiario, attività sportiva, vita sessuale;
- alcune linee terapeutiche in caso di vestibolite vulvare associata a iperattività del pavimento pelvico.
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Dispareunia dopo la menopausa: quando il dolore minaccia l'amore
La professoressa Graziottin inizia da questa settimana una nuova collaborazione giornalistica con il settimanale femminile “Gioia”. Al centro dell’attenzione, la ginecologia in tutte le sue declinazioni: fisiologia, patologie, terapie, consigli per il benessere psicofisico, piccoli trucchi per vivere meglio e in salute.
Menopausa e dispareunia, un destino inevitabile? Una donna di 54 anni, dopo anni di solitudine, si innamora di un amico di gioventù. Ma al primo rapporto, la secchezza vaginale provoca un dolore lancinante, che impedisce ogni intimità e minaccia di sconvolgere il sentimento appena sbocciato. «Devo chiudere con l’amore?», chiede la signora angosciata. Assolutamente no. La secchezza, abbinata spesso a una vera e propria “involuzione” dei genitali, è un disturbo frequente in menopausa, ma superabile con le cure opportune.
Perché la menopausa provoca secchezza? Perché i sintomi ad essa collegati tendono a peggiorare con l’età? Quali terapie e quali stili di vita aiutano a vincere la secchezza?
In questo articolo illustriamo:
- l’incidenza della secchezza vaginale fra le donne in menopausa;
- i fattori biologici che la provocano;
- l’effetto cumulativo dell’età sugli ecosistemi vaginali e vulvari;
- quali sono i sintomi e i segni dell’involuzione genitale risultante dall’invecchiamento dei tessuti;
- che cosa sono gli ecosistemi e perché sono importanti per la salute;
- l’importanza di una corretta diagnosi differenziale per identificare e curare i fattori che causano il dolore;
- tre consigli per vincere la secchezza a livello di vestiario, igiene intima e vitamine;
- tre indicazioni terapeutiche per la distrofia dei genitali esterni, la secchezza vaginale e l’ipertono del pavimento pelvico.
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Candida recidivante - Seconda parte: Fattori di infezione, sintomatologia, linee diagnostiche
Nella prima parte della scheda abbiamo illustrato i diversi tipi di Candida, la loro incidenza epidemiologica e le principali complicanze cui possono dare origine; i fattori di vulnerabilità legati alla virulenza del germe e al sistema immunitario della donna; la diffusione della Candida in Italia.
In questa seconda parte esaminiamo:
- i fattori predisponenti, precipitanti, di mantenimento e iatrogeni dell’infezione;
- il ruolo dell’intestino e degli antibiotici nella genesi dell’infezione;
- i sintomi e la diagnosi della candidiasi vaginale.
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Gravidanze over 40: la verità medica oltre l'apparenza mediatica
Un figlio anche dopo i 40 anni: è il desiderio di molte donne d’oggi, che abbiano a lungo rinviato la maternità per ragioni economiche o professionali, oppure per la mancanza di un partner stabile con cui costruire un progetto di famiglia. Un desiderio alimentato anche da molti casi, più o meno celebri, pubblicizzati dai media. Nella vita reale, però, il sogno si scontra quasi sempre con una verità biologica ineludibile: il progressivo decadimento della qualità riproduttiva degli ovociti, che riduce la probabilità di concepire spontaneamente ed espone al rischio di aborto spontaneo, anomalie e malattie genetiche, malformazioni. In positivo, con l’ovodonazione, si può concepire un figlio sano a ogni età: anche se, dopo i 50 anni, il divario di età fra la donna e il bambino può incidere pesantemente sul corretto sviluppo psicologico del piccolo.
Come si modifica la vitalità degli ovociti con l’avanzare dell’età? Quali sono i rischi di un concepimento dopo i 40 anni? In che modo si può diagnosticare se il nascituro è sano? Che cosa comporta la procedura dell’ovodonazione?
In questa intervista illustriamo...
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La demenza: un nemico che si può combattere
“Gentile Professoressa, ho 34 anni e sono figlio unico. Mia madre ha 68 anni. E’ sempre stata una donna brillante e piena di spirito, ma ultimamente dice che non si ricorda le cose, che certe volte non le vengono le parole, che si sente poco lucida. All’inizio, dava colpa alla “vecchiaia”, e ci rideva su. Adesso invece è proprio preoccupata. E in effetti anch’io mi sono accorto che un declino c’è: la sua conversazione è meno vivace e talvolta, se non sono io a stimolarla, calano fra noi lunghi silenzi, come se non avesse niente da dirmi. C’è il rischio che stia sviluppando una demenza di Alzheimer? O ci sono anche altre cause che potrebbero spiegare questo triste appannamento? Mi aiuti a capire, la prego: per mia mamma farei qualsiasi cosa, a maggior ragione per una malattia che so essere spaventosa e senza via di uscita. Grazie di cuore”.
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Sessualità e disturbi mentali in un'ottica multidisciplinare – Fattori predisponenti, precipitanti e di mantenimento: il punto di vista del ginecologo
Graziottin A.
Sessualità e disturbi mentali in un’ottica multidisciplinare –
Fattori predisponenti, precipitanti e di mantenimento: il punto di vista del ginecologo
14° Congresso della Società di Psicopatologia (SOPSI), Roma, 16-20 Febbraio 2010
I disturbi sessuali femminili sono stati storicamente letti in chiave psicologica e psicodinamica, con un sostanziale negletto dei cofattori etiologici di tipo biologico, per la persistenza di un “bias” di genere...
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Vaginismo: fisiopatologia e diagnosi
Graziottin A.
Vaginismo: fisiopatologia e diagnosi
in: Jannini E.A. Lenzi A. Maggi M. (Eds), Sessuologia Medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità, Elsevier Masson, Milano, 2007, p. 374-379
Il vaginismo e la dispareunia rappresentano un frequente motivo di consultazione medica e sessuologica. La fisiopatologia del vaginismo non è stata ancora perfettamente compresa, né sono state risolte le controversie sulla sua natura nosograficamente “autonoma” rispetto alla dispareunia. Dal punto di vista clinico, invece, la diagnosi di vaginismo è facile purché il medico abbia chiari alcuni semplici elementi anamnestici e semeiologici...
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