Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin

Primo piano

Amore, addio

Come lasciarsi, senza distruggersi? E quali sono i fattori che più condizionano la nostra capacità di separarci senza lasciare sul campo morti e feriti, e non solo in senso metaforico? Innanzitutto, conta molto l’età: più si è giovani, più è facile dirsi, senza troppo rimpianto: “Chi non mi ama, non mi merita! Ciao e a mai più.” anche se è l’altro/a a lasciarci, d’improvviso, nell’arco di una sera. Ci sono poi le motivazioni – consce ma soprattutto inconsce – alla scelta del partner...

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Obiettivo salute

Ragazze, attente all'AIDS!

Una ragazza milanese, fedelmente legata da quattro anni a un uomo di dieci anni maggiore di lei, scopre di essere sieropositiva quando, volendo donare il proprio sangue, si sottopone a un esame di controllo. La notizia è di quelle che fanno davvero paura: se neppure una storia seria e duratura mette al riparo da certi rischi, di chi ci si può ancora fidare? La risposta è al tempo stesso netta e amara: di nessuno. Nel senso che l’essere un bravo ragazzo, una ragazza per bene, non significa nulla perché ormai, in una società sempre più promiscua, la catena degli “untori” insospettabili è virtualmente senza fine, e l’unica vera forma di prevenzione è il profilattico usato sempre, senza eccezioni.
Che cosa si rischia accettando di avere rapporti non protetti? E’ vero che le infezioni sessuali sono in rapido aumento? Che cosa rispondere quando lui insiste per non usare il profilattico?
In questo articolo illustriamo:
- come, senza un’adeguata protezione, si corra il rischio di contrarre non solo l’AIDS, ma anche la Chlamydia, il Papillomavirus e numerose altre malattie a trasmissione sessuale;
- il trend di contagio emergente in Italia e, in particolare, a Milano;
- perché l’HIV è un virus particolarmente insidioso dal punto di vista sintomatico;
- come la crescente svalutazione della fedeltà favorisca la diffusione esponenziale delle infezioni, anche in coppie per altri aspetti “stabili”;
- a quali condizioni estremamente restrittive un rapporto si può considerare sicuro anche quando non sia protetto;
- che cosa rispondere, in tutti gli altri casi, a chi è contrario al profilattico, o comunque mostra di non attribuirvi l’importanza che merita.

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Schede mediche

Immagine corporea e funzione sessuale dopo un tumore al seno – Seconda parte: fattori psicosessuali

Il tumore al seno colpisce l’8-10 per cento delle donne nel corso della loro vita: il 25% di queste è in fase premenopausale. Oltre che sulla salute generale, questa forma di tumore può avere effetti pesanti anche sull’immagine corporea e sulla funzione sessuale, in funzione di molteplici fattori dipendenti dal tumore stesso, dalla donna e dal contesto.
Nella prima scheda abbiamo illustrato:
1) che cosa significa “immagine corporea”;
2) quali fattori la condizionano a livello biologico e psicosociale;
3) l’impatto del tumore al seno sull’immagine corporea e sulla funzione sessuale, dal punto di vista biologico.
In questa seconda scheda studiamo:
1) le conseguenze del tumore sull’immagine corporea e sulla sessualità, dal punto di vista psicologico e sessuale;
2) i fattori e le strategie di adattamento (“coping strategies”) che possano aiutare la donna a elaborare e percepire una migliore immagine del proprio corpo dopo la terapia;
3) come l’immagine corporea venga condizionata della mastectomia profilattica bilaterale, spesso praticata alle donne che presentino un’elevata predisposizione genetica alla malattia.

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Audio stream

Cistite post-coitale: fattori predisponenti, precipitanti e di mantenimento

La cistite post-coitale è un disturbo molto fastidioso, spesso recidivante e più diffuso di quanto si pensi: si manifesta con un forte dolore 24-72 ore dopo il rapporto, bruciore vescicale e uretrale, una minzione frequente e dolorosa, e a volte perdite di sangue nell’urina (ematuria). Esasperata da un disagio che non riesce a superare, la donna finisce spesso per evitare ogni forma di intimità, il che però può logorare l’armonia della coppia. L’assunzione indiscriminata e spesso autogestita di antibiotici, d’altra parte, non risolve quasi mai il problema, e alla lunga può danneggiare l’ecosistema intestinale e vaginale.
Per guarire è invece indispensabile che siano correttamente diagnosticate e curate le cause che favoriscono l’infiammazione (fattori predisponenti), quelle che la scatenano (fattori precipitanti) e, infine, quelle che ostacolano la guarigione (fattori di mantenimento). Solo in questo modo è possibile ritrovare il benessere fisico, stroncare il circolo vizioso delle recidive e recuperare una relazione sessuale pienamente soddisfacente.
Che cos’è esattamente la cistite? Da quali cause è innescata? Perché può essere scatenata anche dai rapporti sessuali?
In questa intervista illustriamo...

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Le vostre domande

Amore e ascolto, aiuti preziosi per chi è ammalato

“Gentile Professoressa, ho letto con interesse ed emozione l’articolo “L'amore nutre la vita anche nella malattia”, pubblicato il 15 gennaio scorso, e nel quale un lettore racconta come sia riuscito a vincere un tumore anche grazie all’amore per la sua compagna e a un rapporto ritrovato, meno frenetico, con il tempo e con la vita. In questi mesi mi trovo ad affrontare un problema simile, ma visto – per così dire – dal versante opposto: non sono io ad esser ammalato, ma il padre di mia moglie, un uomo a cui voglio molto bene e che sei mesi fa è stato colpito da una grave forma di mieloma. All’inizio, abbiamo tutti reagito in modo molto efficiente, garantendogli un’assistenza di qualità. Ma ora che il ricovero si prolunga, vengono fuori la stanchezza e la sfiducia. Mi rendo conto che le visite quasi quotidiane restano importanti, ma il problema è cosa fare di concreto in quelle visite, come condurle, come far sì che lascino davvero un segno positivo. A volte, vengo via dall’ospedale con un senso di impotenza e inutilità, aggravato dal fatto che mio suocero sembra sempre più dipendente da noi e, al tempo stesso, quasi incontentabile. Che cosa posso fare? Grazie di cuore”.

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L'angolo del clinico

Stipsi e disfunzioni sessuali femminili: il ruolo del proctologo

Giovannelli C. Graziottin A.
Stipsi e disfunzioni sessuali femminili: il ruolo del proctologo
Graziottin A. (Guest Ed.), I disturbi sessuali femminili: quando il medico conta
Giornale Italiano di Ginecologia, Vol. XXVIII - n. 6, giugno 2006, p. 277-281

Il setto retto-vaginale può essere considerato una “struttura-barriera” che separa clinicamente il proctologo e/o gastroenterologo dal ginecologo, con importanti ripercussioni nella pratica ambulatoriale quotidiana e nell’indagine scientifica. Patologie dell’ano-retto e patologie ginecologiche o sessuali sono spesso presenti nella singola donna, senza che dagli specialisti venga presa in considerazione la loro comorbilità...

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Aggiornamenti scientifici

Fisiopatologia dell'ipolubrificazione

Scarselli G.F. Rovei V. Graziottin A.
Fisiopatologia dell'ipolubrificazione
in: Jannini E.A. Lenzi A. Maggi M. (Eds), Sessuologia Medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità, Elsevier Masson, Milano, 2007, p. 360-364

L’ipolubrificazione, portata in consultazione in forma di “secchezza vaginale”, è il sintomo spia di molteplici condizioni biologiche, psicosessuali e/o relazionali. Esse possono contribuire al sintomo in qualità di fattori predisponenti, precipitanti e/o di mantenimento, variamente interagenti nel singolo caso...

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Insieme contro il dolore

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