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13/04/2011

Pillola in continua per la cura dell'endometriosi


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Mia figlia ha 17 anni ed è stata operata di cisti endometriosiche bilaterali alle ovaie. Ora la dottoressa dice che mia figlia dovrebbe prendere la pillola continuativamente per evitare del tutto le mestruazioni e che sarebbe meglio la prendesse finché non vorrà figli. Io sono preoccupata. Vorrei evitare che l’endometriosi si ripresenti, ma le chiedo: non le farà male non avere il ciclo? Che conseguenze può avere prendere la pillola per dieci anni o più? Grazie mille!”.
Mamma preoccupata (Padova)

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Gentile signora, la rassicuro subito. Condivido totalmente la prescrizione della Collega, molto aggiornata! L’endometriosi è una malattia caratterizzata dalla presenza di endometrio (la mucosa che riveste la parete interna dell’utero e si sfalda ad ogni mestruazione) in sedi “ectopiche”, ossia fuori posto: sull’ovaio, sul peritoneo, sulla parete intestinale, in vescica, dentro lo spessore della parete dell’utero (in tal caso si parla di “adenomiosi”), e perfino lungo il decorso dei nervi o nel polmone. L’endometrio ectopico va incontro alle modificazioni della mucosa endouterina e si sfalda in coincidenza con il flusso mestruale, liberando il sangue all’interno del tessuto in cui si trova.

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Che cosa provoca il sangue mestruale "fuori posto"?

E’ molto lesivo per i tessuti perché:
1. provoca un’infiammazione acuta locale, responsabile del dolore, che tende a peggiorare ad ogni ciclo, e di cicatrici interne (“aderenze”);
2. attiva i mastociti, cellule che sono i grandi direttori d’orchestra dell’infiammazione ma che, iperstimolati dal ripetersi mensile del sanguinamento e dell’infiammazione, tendono ad iperattivarsi, con produzione eccessiva non solo di sostanze infiammatorie, responsabili del dolore, ma anche di Nerve Growth Factor (NGF, fattore di crescita dei nervi,) che determina un aumento numerico progressivo delle fibre del dolore;
3. aumenta il ferro libero nel tessuto endometriosico e dintorni, dopo la digestione dell’emoglobina da parte delle nostre cellule spazzino, i macrofagi. Il ferro libero tissutale (che è doppio nelle donne con endometriosi rispetto ai controlli) è tossico per le cellule che rivestono il peritoneo, aumenta la formazione di nuovi vasi (“angiogenesi”), causa ulteriore proliferazione delle cellule endometriali ectopiche e iperattiva ancor più i mastociti.
Per interrompere questa cascata di eventi negativi, che rendono l’endometriosi sempre più aggressiva, dolorosa e invalidante, aumentando poi la necessità di ulteriori interventi con tutti i rischi correlati, c’è un’unica logica strategia: evitare che compaia il ciclo. Solo così è possibile evitare il sanguinamento ectopico, fuori posto, e ridare ai tessuti la possibilità di ridurre l’infiammazione e il dolore, in parallelo riducendo (dal 60 all’80%) le recidive dell’endometriosi, specie ovarica. L’importante per la salute è garantire che il corpo riceva la giusta quantità di ormoni. Ecco perché, se non esistono controindicazioni mediche, il consiglio di evitare il ciclo con una pillola in continua (o cerotto o anello vaginale, se la ragazza ha già rapporti), è la scelta migliore. Si sente più serena?

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Prevenire e curare – I vantaggi della pillola in continua

- Si evitano del tutto il ciclo e il dolore mestruale (dismenorrea).
- L’infiammazione dei tessuti si riduce progressivamente.
- Per ogni anno d’uso della pillola si riduce del 5% il rischio di tumori ovarici (che è doppio nelle donne con endometriosi): più anni d’uso, più prevenzione di un tumore importante!
- La stabilità dei livelli ormonali di estrogeni e progestinici, raggiunta grazie alla somministrazione continua, garantisce miglior benessere psicofisico.
- Alla sospensione della pillola, la fertilità, che è stata protetta mettendo a riposo le ovaie, può riprendere perfettamente, se non intervengono altri fattori lesivi.

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.