Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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26/05/2005

Dizionario del ciclo mestruale


Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


Introduzione

La mestruazione è lo specchio della salute generale e ormonale di una donna. Oggi più di ieri i disturbi mestruali  esprimono i disagi e la fatica di essere donne, specialmente nell'adolescenza, e rivelano con chiarezza le conseguenze di una vita sempre più stressata. Inoltre, il rinvio della prima gravidanza e la riduzione drastica del numero dei figli concorrono allo sviluppo di patologie in passato meno frequenti: fibromatosi dell'utero, emorragie, endometriosi. Infine, il ritmo del ciclo può svelarci, anche nelle più giovani, se sia in agguato un esaurimento dell'ovaio, con il rischio di una menopausa precoce che oggi interessa l’1% delle donne prima dei 40 anni e il 25% fra i 40 e i 45 anni. Esaminiamo quindi più da vicino le manifestazioni fisiologiche e patologiche di questo fenomeno cardine della femminilità.

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I termini del ciclo mestruale

Amenorrea: mancanza di mestruazioni. Si parla di amenorrea primaria, quando non è ancora comparso il menarca, e di amenorrea secondaria, quando il blocco mestruale, non dovuto alla gravidanza, compare in età fertile dopo un periodo variabile di flussi più o meno regolari e dura più di sei mesi. L’amenorrea è oggi molto frequente nelle adolescenti che si sottopongono a diete drastiche o “autogestite”, che hanno subìto stress affettivi importanti (quali un abbandono amoroso o un lutto), che non hanno un adeguato peso corporeo, che fanno sport in modo eccessivo o praticano sport agonistici di particolare impegno per l’organismo (quali il mezzofondo o la maratona).

Climaterio: indica le molteplici modificazioni fisiche e psichiche che si realizzano negli anni prima della menopausa (mediamente tre/quattro, ma possono estendersi fino a dieci) e nei due successivi. Il termine deriva dal greco “climactèr”, che significa “scalino” ma anche “punto critico della vita”. Le fasce di età in cui iniziano si manifestano i primi cambiamenti climaterici sono percentualmente le seguenti:
- 30-34 anni: 10 %;
- 35-39 anni: 27 %;
- 40-44 anni: 41 %;
- 45-49 anni: 18 %;
- 50-54 anni: 4 %.

Dismenorrea: mestruazione dolorosa, più frequente nelle giovani donne, che ne sono colpite in circa il 70% dei casi.

Emicrania mestruale, o catameniale: forma particolare e periodica di emicrania che caratteristicamente compare in coincidenza delle mestruazioni. Indica una particolare vulnerabilità dei sistemi algogeni e dei neurotrasmettitori cerebrali alle fluttuazioni ormonali coincidenti con il ciclo mestruale.

Endometrio: mucosa che riveste la parte interna dell’utero. Dopo la pubertà, cresce per l’effetto degli estrogeni e del progesterone (due ormoni sessuali), e si prepara ad accogliere un eventuale uovo fecondato. Se non c’è stata fecondazione, l’endometrio si sfalda ad ogni ciclo, dando luogo alla mestruazione.

Eumenorrea: ciclo mestruale normale, sia per ritmo (secondo recenti statistiche, ogni 29 giorni, più o meno tre, quindi dai 26 ai 32), sia per durata (cinque giorni, più o meno uno, quindi dai quattro ai sei), sia per quantità (con valori medi di 36,7 ml per flusso e ampie oscillazioni da 9,4 a 207 ml). La conseguente perdita di ferro, che è il costituente principale dell'emoglobina contenuta nel sangue, si aggira sui 3-30 mg per ogni mestruazione normale. La regolare integra¬zione alimentare del ferro e della vitamina B, essenziali per la produzione dei globuli rossi, è quindi un elemento fondamentale per la salute e il benessere.

Ipermenorrea: mestruazione abbondante, per quantità e durata.

Ipomenorrea: mestruazione scarsa, per quantità e durata.

Menarca: prima mestruazione, che compare nelle ragazze italiane intorno ai dodici anni e sei mesi. Si considera normale il menarca che compare tra i 10 e i 14 anni. Considerata la graduale tendenza a una maggiore precocità della pubertà in tutto il mondo occidentale, molti studiosi considerano oggi normale il menarca che compare anche a 9 anni. Il menarca segna la fine dei processi biochimici, ormonali e fisici che caratterizzano la pubertà. Il menarca indica l’inizio dell’attività dell’ovaio che culmina ogni mese, a metà ciclo, con l’ovulazione, e inaugura quindi la stagione della fertilità femminile, per lo meno come potenzialità biologica. E’ considerato normale che le mestruazioni siano irregolari per ritmo, quantità e/o durata, per circa due anni dopo il menarca. Il termine deriva dalle parole greche “mènos” (mestruazione) e “arché” (inizio).

Menometrorragia: mestruazione eccessiva sia per quantità che per durata del flusso.

Menopausa: cessazione delle mestruazioni per esaurimento della capacità ovulatoria dell'ovaio. Segna quindi la fine del periodo fertile della donna. E’ un dato “retrospettivo”, nel senso che solo a posteriori si riconosce quale sia davvero l’ultima mestruazione. L’età media della menopausa naturale, o spontanea, è 50 anni, oscillando nella maggior parte delle donne tra i 48 e i 52 anni. La menopausa può però comparire anche in anticipo. Si parla allora di menopausa precoce, se si manifesta prima dei 45 anni, e prematura, se avviene prima dei 40 anni. Quando è prematura, la menopausa può essere spontanea e si parla allora di "fallimento ovarico prematuro (Premature Ovarian Failure, POF). Le cause possono essere genetiche, immunitarie, virali. La menopausa anticipata (sia precoce sia prematura) può essere anche provocata da terapie mediche (chemio o radioterapia) o interventi chirurgici, quando la donna subisce l’asportazione di entrambe le ovaie mentre si trova ancora in età fertile: in tutti questi casi si parla di menopausa iatrogena, cioé provocata da cure mediche. In particolare, poi, si parla di menopausa chemioterapica, quando la distruzione del patrimonio di follicoli ovarici è dovuto alla chemioterapia, e di menopausa radioterapica, quando è dovuta alla radioterapia applicata alla zona pelvica, ossia del piccolo bacino femminile in cui le ovaie sono contenute.

Mestruazione: al termine di ogni ciclo ovarico, indica l’uscita dalla vagina di sangue misto a frammenti di endometrio, la mucosa che riveste la parte interna dell’utero.

Metrorragia: mestruazione molto abbondante per quantità.

Oligomenorrea: mestruazioni rare (con un ritmo superiore ai 40 giorni). Quando la mestruazione salta un intero ciclo, intorno o anche prima dei 40 anni (quindi, se il ciclo normale è di 28 giorni, quando il flusso compare dopo 56 giorni), può essere il sintomo che il climaterio sta iniziando.

Ovulazione: produzione da parte dell'ovaio di una cellula uovo, detta anche “ovocita”, ossia della cellula riproduttiva femminile. Quando una donna ha cicli regolari, in cui le mestruazioni compaiono mediamente ogni 28 giorni (mese lunare), la liberazione dell'ovocita da parte dell'ovaio avviene all'incirca al quattordicesimo giorno del ciclo, contando dal primo giorno del precedente flusso mestruale. Siccome il giorno preciso dell’ovulazione può variare per ragioni fisiche e psichiche, si considerano fertili i giorni dal 10° al 16°, in un ciclo di 28 giorni.

Polimenorrea: mestruazioni frequenti (con un ritmo inferiore ai 24 giorni, dai 15 ai 23).

Postmenopausa: periodo successivo all'ultima mestruazione. E’ la fase in cui le ovaie non producono più gli ormoni (estrogeni e progesterone) che inducono le mestruazioni. La sua caratteristica fondamentale è quindi  la mancanza di mestruazioni (amenorrea).

Sindrome premestruale: insieme dei sintomi psichici (irritabilità, depressione, ansia, sbalzi di umore,  aggressività, caduta del desiderio sessuale) e fisici (aumento dell’appetito e del peso, ritenzione idrica,  gonfiore addominale, insonnia o ipersonnia, cefalea) che compaiono con varia gravità nella settimana precedente il flusso mestruale. E' più frequente dopo i trent’anni e può ulteriormente peggiorare nel periodo premenopausale. Il 4-6% delle donne ne soffre in modo invalidante: si parla allora di “sindrome disforica della fase luteale tardiva”, che richiede una terapia specifica. Sono particolarmente efficaci un rimedio naturale, l’agnocasto (1cp/die), e gli antidepressivi della famiglia degli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), quale la paroxetina. Questo antidepressivo, che svolge anche un’azione ansiolitica, si è dimostrato capace di ridurre drasticamente la intensità dei sintomi psichici premestruali, inclusa la cefalea. A volte è sufficiente assumerne mezza compressa al mattino (10 mg) ogni giorno, eventualmente aumentando a 1 compressa (20 mg) nella settimana premestruale, nei casi più severi, sempre su prescrizione e sotto stretto controllo medico. Sia l’agnocasto che gli SSRI hanno dimostrato di ridurre i sintomi sia psichici, sia fisici. Ma sono utili anche l’integrazione di magnesio, l'olio di borragine, l'oenothera e i fitoestrogeni (40-60 mg/die). Il training di rilassamento e lo yoga, nonché il movimento fisico regolare, possono ulteriormente aiutare.

Spotting: termine derivato dall’inglese (to spot: macchiare), indica le piccole perdite di sangue che possono comparire durante il mese, fra una mestruazione e l'altra. Oltre che nei cicli naturali, lo spotting può comparire in circa il dieci per cento delle donne nel primo mese di assunzione della pillola contraccettiva, del cerotto contraccettivo o dell’anello vaginale contraccettivo. In questo caso, il fenomeno può dipendere da tre cause principali: dosaggio di estrogeni troppo basso rispetto al proprio biotipo ormonale; assunzione irregolare; transito intestinale eccessivamente veloce, provocato da un uso eccessivo di lassativi. Se persistente, può indicare un ridotto assorbimento degli ormoni contenuti nella pillola, nel cerotto o nell’anello vaginale, e quindi una ridotta efficacia contraccettiva.

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Come si può proteggere la salute del ciclo?

Occorre seguire quattro strategie fondamentali:
- mantenere un peso corporeo normale per l'età;
- avere un'alimentazione variata e sana, con prevalenza di: legumi (che contengono anche il ferro, se non si ama la carne); soia e verdura (ricche di fitoestrogeni - isoflavoni e lignani - che modulano l'azione degli estrogeni prodotti dall'ovaio); oli vegetali, come l’olio di oliva (uno-due cucchiaini al giorno), che contengono gli acidi grassi essenziali, precursori degli ormoni femminili. Un'integrazione di magnesio può poi concorrere a ridurre i disturbi psichici perimestruali;
- dormire regolarmente e trovare il tempo per il recupero dello stress, uno dei nemici maggiori dell'armonia del ciclo;
- fare movimento fisico regolare (che contribuisce a ridurre anche il dolore mestruale), ma senza gli eccessi che possono determinare uno stress fisico cronico bloccando il ciclo, come avviene nelle maratonete.

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.

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