Attività divulgativa >
Schede mediche >
Stili di vita e salute >
Donne e fumo: tutti i rischi per la salute
14/06/2005
Donne e fumo: tutti i rischi per la salute
Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano
Introduzione
In Italia il fumo è donna! Ben 4 milioni di donne fumano (il 21%). Nel nostro Paese il numero dei fumatori maschi è in calo mentre le donne che fumano sono sempre di più: di conseguenza negli uomini c’è una riduzione del 15% del tumore ai polmoni, mentre nelle donne questo cancro è aumentato di ben il 30% negli ultimi anni (Spaggiari 2005).
In particolare:
- è sempre più precoce l’età di inizio (11-12 anni);
- è in forte aumento il fumo nelle ragazze: con un incremento del 70%, mentre è del 33% nei maschi;
- le ragazze iniziano prima dei coetanei maschi (in maggioranza prima dei 16 anni), fumano più sigarette e più forti;
- purtroppo la cultura in questo caso non è affatto un deterrente: sono proprio le ragazze e le donne più istruite a fumare di più!
Eppure smettere potrebbe portare notevoli vantaggi specifici per il sesso femminile.
top
Esiste una "dipendenza" da fumo?
Sì, il fumo è una vera e propria dipendenza. Il “bisogno di nicotina” tipico del fumatore risponde a tutti i criteri che, secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), qualificano una dipendenza:
1) tolleranza;
2) dipendenza;
3) crisi di astinenza;
4) uso superiore a quello programmato;
5) persistente desiderio di smettere;
6) grande quantità di tempo utilizzata a fumare;
7) attività ridotte a causa del fumo;
8) continuo utilizzo nonostante problemi fisici o psicologici con la sostanza.
top
Quali sono i danni per la salute riproduttiva?
Il fumo è dannoso:
1) per la fertilità:
- riduce la probabilità di concepimento per un danno tossico diretto sull’ovaio;
- riduce la probabilità di successo della fecondazione assistita: l’effetto del fumo sulla percentuale di nati vivi da fecondazione assistita è così drammatico che equivale all’effetto negativo di un aumento di età femminile di 10 anni rispetto all’indice di fertilità che si ha verso i 20-30 (Lintsen et Al. 2005);
- aumenta il rischio di aborto;
- aumenta il rischio di malformazioni fetali;
- altera il decorso della gravidanza, aumentando la probabilità di insufficienza placentare e di parto prematuro, nonché di insufficiente accrescimento fetale per tossicità diretta sui vasi placentari;
- è tossico per il bambino, per il quale costituisce un vero e proprio “abuso” in utero;
2) per la salute dell’ovaio: può anticipare la menopausa di circa due anni. Considerando che l’1% delle donne ha la menopausa spontanea (Premature Ovarian Failure, POF) prima dei 40 anni, e che il 25% delle donne che si rivolgono ai centri della menopausa l’ha avuta tra i 40 e i 45 anni (il 15% spontanea, il 10% provocata da ovariectomia bilaterale), è saggio non fumare per non aumentare il rischio di un prematuro esaurimento dell’ovaio. La menopausa precoce comporta un’accelerazione di tutti i processi di invecchiamento: della pelle, del cuore, del cervello, dei vasi sanguigni, dell’apparato urogenitale, con appannamento anticipato anche della sessualità. Perché rischiare? Inoltre il fumo peggiora anche la frequenza e la gravità delle vampate di calore, come è stato recentemente dimostrato (Ford et Al. 2005).
top
Il fumo è dannoso anche per i figli?
Sì, ben oltre il danno in utero:
- aumenta di ben 6 volte la probabilità di “morti improvvise in culla” (“morti bianche”) nei primi mesi di vita, quando i genitori fumano;
- agisce negativamente sul fronte fisico, aumentando il rischio di asma allergico (cui sono più vulnerabili i bambini maschi) (Cantani e Micera 2005), otiti e bronchiti recidivanti;
- aumenta inoltre significativamente il rischio che il figlio stesso diventi un fumatore: se è la mamma che fuma, la probabilità che il figlio diventi fumatore aumenta di 5 volte rispetto al figlio della non fumatrice. Sale a 8 volte di più se entrambi i genitori fumano!
- uno studi recentissimo indica che i figli di madri che fumano hanno anche un rischio aumentato del 24% (OR=1.24) di avere un tumore cerebrale (Brooks et Al. 2004).
top
Il fumo provoca solo il cancro al polmone?
No: aumenta anzi il rischio di cancro anche in altri organi, perché gli idrocarburi policiclici, che sono le sostanze cancerogene prodotte dalla combustione del tabacco, e gli altri 50 cancerogeni ad essi associati, entrano nel circolo sanguigno e raggiungono tutti i tessuti. Ecco perché le fumatrici hanno anche più cancri al seno, al collo dell’utero (in cui il fumo potenzia l’azione cancerogena dei papillomavirus contratti attraverso i rapporti) e alla vescica (perché le sostanze cancerogene vengono poi escrete dal rene e si concentrano in vescica specie durante la notte, quando le urine sono più concentrate).
top
Il fumo incide anche sulla sessualità: come e cosa si può fare per contrastare gli effetti più negativi?
La prevenzione migliore è non fumare! Gli effetti più negativi si esercitano a livello vascolare: negli uomini il fumo è il più forte fattore predittivo di difficoltà di erezione da danno vascolare. E’ plausibile che nella donna il fumo cronico causi danno vascolare con difficoltà di eccitazione genitale (e quindi secchezza vaginale, dolore ai rapporti e difficoltà orgasmiche), ma per il momento ci sono solo evidenze preliminari. Esistono studi sugli animali che dimostrano uno specifico danno della lubrificazione vaginale quando le arterie sono lese del fumo.
top
Nicotina e bellezza: come si trasforma la pelle delle fumatrici?
La nicotina e gli altri fattori tossici contenuti nei prodotti della combustione del tabacco (oltre 50 principi tossici!) agiscono sulla pelle in modo complesso: riducono l’ossigenazione della cute, per il danno vascolare che provocano, causando il colore “grigiastro” tipico dei forti fumatori; riducono la produzione di collagene, elastina e mucopolisaccaridi da parte dei fibroblasti, riducendo quindi il turgore e l’elasticità della cute stessa; aumentano la vulnerabilità ai danni da raggi ultravioletti.
top
Una delle resistenze a smettere di fumare è che si ingrassa: è vero? E che cosa si può fare per evitarlo?
Sì, una parte dei fumatori aumenta di peso quando tenta di smettere: sono i soggetti che compensano la liturgia “orale” del fumo – che ha un effetto ansiolitico – con il cibo. Sono a rischio anche i soggetti che più o meno consapevolmente usano il fumo come “autoterapia” anti-fame. Per evitare l’aumento di peso sono fondamentali: il movimento fisico quotidiano (sia perché brucia calorie, sia e soprattutto perché scarica le tensioni che altrimenti si cerca di attenuare fumando la sigaretta), una dieta appropriata ed eventualmente il bupropione (che agisce come antidepressivo ma aiuta anche a disintossicarsi dal fumo).
top
Fumo, cuore e pillola: come interagiscono?
La pillola non aumenta il rischio di infarto se non marginalmente (1.1 volte). Il fumo – da solo – aumenta invece il rischio di infarto di ben 8.9 volte, rispetto alla non fumatrice. E se la donna, oltre a fumare, assume anche la pillola, il rischio aumenta di 30 volte!
Il rischio di ictus aumenta invece da 3,6 a 7,2 volte nelle donne fumatrici che assumano la pillola.
Il fumo aumenta infine di 8 volte il rischio di trombosi in una donna che prenda la pillola, rispetto alla donna che non fuma.
top
E' vero che il fumo può favorire l'aneurisma e la rottura dell'aorta addominale?
Sì. Un recentissimo studio pubblicato sul British Medical Journal (Lederle et Al. 2008) indica che le donne che fumano sono esposte al rischio di aneurisma dell’aorta addominale otto volte di più delle donne che non hanno mai fumato.
L’aneurisma consiste in una dilatazione della parte discendente dell’aorta, conseguente ad aterosclerosi, e ha come principale complicazione la rottura del vaso sanguigno. Si tratta di un disturbo asintomatico e con un tasso di mortalità che si aggira tra il 75 e l’80%. Negli Stati Uniti provoca circa 15.000 morti l’anno, di cui 40% è costituito da donne.
Lo studio coordinato da Frank Lederle è stato condotto per quasi otto anni su più di 161 mila donne in stato postmenopausale, tra i 50 e i 79 anni, reclutate in 40 ospedali statunitensi attraverso il progetto “Women's Health Initiative”.
Il risultato è che le fumatrici sono esposte al rischio di aneurisma otto volte di più delle donne che non hanno mai fumato.
All’inizio del lavoro, 301 donne avevano già avuto un aneurisma aortico. Durante il follow up, si sono verificati altri 184 eventi, 18 dei quali in donne già precedentemente colpite dal disturbo. In tutto, quindi, sono state studiate 467 donne (0,3% del campione) con aneurisma aortico verificatosi prima o durante lo studio.
I 184 casi di aneurisma verificatisi durante lo studio hanno mostrato una forte correlazione con l’età e il fumo. In particolare, al rischio contribuiscono sia la durata della dipendenza, sia la quantità giornaliera di sigarette.
Sono emerse inoltre queste correlazioni:
- il rischio aumenta ulteriormente nelle donne alte di statura, affette da ipertensione, sottoposte a trattamento per l’abbassamento del colesterolo, e con disturbi coronarici e delle arterie periferiche;
- il rischio è più basso nelle donne affette da diabete, un dato già emerso in precedenti ricerche sugli uomini;
- il rischio sembra ridursi anche nelle donne sottoposte a terapia ormonale sostitutiva. Questa è un’ottima notizia, anche se quest’ultima indicazione richiede ulteriori approfondimenti.
Smettere di fumare e sottoporsi periodicamente ai necessari controlli medici è dunque indispensabile per ridurre la probabilità di questo pericolosissimo evento cardiocircolatorio.
top
Il fumo, da solo, è pericoloso dal punto di vista cardiovascolare anche nelle giovanissime?
Sì. Uno studio recentissimo, pubblicato sulla prestigiosa rivista Stroke da V.M. Bath e collaboratori (Bhat et Al. 2008) ha dimostrato che il rischio di ictus aumenta con il numero di sigarette fumate, anche nelle giovanissime. In particolare, le giovani fumatrici hanno un rischio più che doppio di ictus rispetto alle coetanee che non fumano. Il rischio, inoltre, cresce con il numero di sigarette fumate al giorno, aumentando di oltre 4 volte oltre le 20 sigarette e addirittura di 9 volte oltre le 40 sigarette.
top
Che differenza di rischio c'è se si fumano solo poche sigarette al giorno? Le sigarette light fanno meno male?
Il rischio è proporzionale al dosaggio: non esiste quindi una “dose sicura”. I dati sulle light non sono conclusivi per una reale maggiore innocuità.
top
Quali sono i consigli del ginecologo sui metodi più efficaci per smettere di fumare?
I metodi antifumo che hanno dimostrato di funzionare sono:
- terapia farmacologica con bupropione (Ziban): un antidepressivo che ha anche il pregio di rispettare il desiderio e la sessualità;
- terapia nicotinica sostitutiva (TNS), con cerotti che aiutano a ridurre gradualmente la dipendenza fisica, allentando anche in parallelo il bisogno della “liturgia” comportamentale (prendere la sigaretta, guardarla, accenderla, spegnere il cerino, aspirare, contemplare il fumo, restare soprappensiero, eliminare la cenere, spegnere il mozzicone, eccetera);
- terapia combinata (farmacologica con il bupropione e nicotinica sostitutiva);
- terapia con clonidina, un vecchio antidepressivo che ha dimostrato di facilitare la disassuefazione dal fumo;
- training medici/infermieri: se ogni medico o infermiere parlasse chiaramente con ogni paziente fumatore, spiegando i molteplici problemi di salute causati dal fumo, il numero dei fumatori si dimezzerebbe;
- terapia comportamentale di gruppo: aiuta efficacemente chi abbia deciso di fumare, sfruttando i principi del self-help corale;
- interventi sulla comunità: come la legge antifumo ha dimostrato, le misure – anche punitive – possono essere efficaci, sia nel proteggere i non fumatori dai danni del fumo passivo, sia nel ridurre di fatto anche il numero dei fumatori attivi;
- interventi sul posto di lavoro;
- programmi personalizzati di terapia.
Non c’è invece un’evidenza scientifica conclusiva sull’efficacia di agopuntura, ipnosi, tecniche comportamentali di avversione al fumo, counseling telefonico o ansiolitici.
top
Conclusioni
Eliminare il fumo dalla vita delle donne significa superare anche l’idea che parità, o emancipazione, significhi imitare l’autodistruttività che percorre il mondo di molti uomini. E poi, come dice Lorenzo Spaggiari, brillante chirurgo, Direttore della Divisione di Chirurgia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia: “Chi fuma non è più bello, più intelligente o più trendy. E’ solo più malato…”.
top
Approfondimenti specialistici
Bhat V.M. Cole J.W. Sorkin J.D. Wozniak M.A. Malarcher A.M. Giles W.H. Stern B.J. Kittner S.J. 2008
Dose-Response Relationship Between Cigarette Smoking and Risk of Ischemic Stroke in Young Women
Stroke. 2008 Sep; 39 (9): 2439-2443
Brooks D.R. Mucci L.A. Hatch E.E. Cnattingius S. 2004
Maternal smoking during pregnancy and risk of brain tumors in the offspring. A prospective study of 1.4 million Swedish births
Cancer Causes Control 15 (10): 997-1005, 2004
Cantani A. Micera M. 2005
Epidemiology of passive smoke: a prospective study in 589 children
European Review Med. Pharmacol Science 9 (1): 23-30, 2005
Ford K. Soers M. Crutchfield M. Wilson A. Jannaush M. 2005
A longitudinal study of the predictors of prevalence and severity of symptoms commonly associated with menopause
Menopause 12 (3): 308-17, 2005
Lederle F.A. Larson J.C. Margolis K.L. Allison M.A. Freiberg M.S. Cochrane B.B. Graettinger W.F. Curb J.D. - Women's Health Initiative Cohort Study 2008
Abdominal aortic aneurysm events in the women's health initiative: cohort study
BMJ. 2008 Oct 14; 337: a1724. Comment in: BMJ. 2008; 337: a1894
Lintsen A.M. Pasker-de Jong P.C. de Boer E.J. et Al. 2005
Effects of subfertility cause, smoking and body weight on the success rate of IVF
Human Reproduction 7: 200-206, 2005
Spaggiari L. 2005
Fumo e donna nel terzo millennio
Presentazione al Convegno della Fondazione Veronesi su “Donne e nuovi equilibri”, Milano, 25 maggio 2005
top
Schede correlate:
Prevenzione e alimentazione in gravidanza
Link correlati:
Donne e fumo: un'alleanza pericolosa - Prima parte
Donne e fumo: un'alleanza pericolosa - Seconda parte
Si può prevenire il tumore alla mammella?
© 2005 - Prof. Alessandra Graziottin
ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.