Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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19/10/2011

Che cosa ci fa sentire maschio o femmina


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Sono rimasta molto turbata, al mare, al vedere un maschietto di due anni che si comportava come una bambina in tutto e per tutto, e che giocava solo con le bambine. Lui e la mamma erano miei vicini di ombrellone, per cui ho osservato a lungo. Diventerà trans? Che cosa può così condizionare il comportamento di un bambino così piccolo?”.
Marcella G. (Ivrea)

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Non si può dire ora se il bambino svilupperà con certezza un’identità transessuale, gentile signora. L’identità sessuale, ossia il sentimento di appartenere al sesso maschile o femminile, coerente con il proprio sesso biologico, è molto dinamica. Può andare incontro a ristrutturazioni continue, ben oltre l’età adolescenziale. Tuttavia un comportamento così precoce e così simile a quello del sesso opposto fa pensare che quel bambino abbia un serio problema di identità (la mamma come si comportava nei confronti del piccolo? E il piccino era sereno? Si intuiva la presenza di un papà, o no?).
Per la strutturazione dell’identità sessuale, fin dalla nascita è cruciale il rapporto con i genitori o loro sostituti stabili. Dal punto di vista psicologico l’identità sessuale si struttura grazie:
1) all’identificazione con il genitore dello stesso sesso, e quindi la madre (naturale o adottiva), per le femmine; il padre o suoi sostituti stabili, per i maschi, purché ci sia la possibilità di un rapporto continuativo e affettuoso;
2) alla complementazione con il genitore del sesso opposto (o un suo sostituto stabile).
Per esempio, l’assenza del padre e un rapporto simbiotico con la mamma possono favorire un’identità femminile precoce nel maschietto. Di converso, per la bambina, un rapporto conflittuale o di rifiuto, o l’assenza della madre, e un rapporto profondo ed esclusivo con il padre possono favorire un’identificazione maschile.
Tuttavia è possibile che siano in gioco fattori biologici precoci non ancora chiariti.
E’ poi essenziale la qualità dell’affetto (stile di attaccamento) tra i genitori (o loro sostituti significativi) e il bambino. Un amore sicuro, tenero, sereno contribuisce alla crescita della cosiddetta “base sicura” che nutre la fiducia interiore sul proprio valore, sull’essere capaci di amare e meritevoli di essere amati. Di converso, relazioni anaffettive, o con abusi verbali, fisici o sessuali possono ferire profondamente il processo di crescita dell’identità sessuale e la capacità di vivere relazioni affettive significative e gratificanti. E’ essenziale anche il rapporto dei genitori tra loro, e, se separati, la qualità della presenza e dell’amore che riescono a dare al piccolo.
Sentirsi bene nella propria pelle di bambino o bambina, e di uomo o donna, richiede armonia nel percorso di crescita e stabilità degli affetti: obiettivi sempre più difficili nel mondo lacerato di oggi.

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Prevenire e curare – I volti dell'identità sessuale

E’ costituita da:
- sesso cromosomico: al concepimento, il sesso viene determinato dai cromosomi sessuali: due XX fanno sviluppare il feto in senso femminile; la coppia XY lo fa sviluppare in senso maschile;
- sesso genitale: legato all’aspetto dei genitali esterni, maschili o femminili. Alla nascita, questo consente l’attribuzione del...
- sesso anagrafico: da cui dipendono la denuncia di nascita, la scelta dei nomi e dei colori, nonché gli atteggiamenti verbali e comportamentali con cui si tratta il bambino o la bambina;
- sesso intrapsichico: la percezione sessuata, maschile e femminile, che sviluppiamo dentro di noi e che viene ulteriormente rinforzata (o incrinata) alla pubertà con la comparsa dei caratteri sessuali secondari (seno, mestruazioni, forma corporea nella donna; peluria, muscolatura, voce e apparato genitale adulto nel maschio).
L’identità sessuale è tanto più solida quanto più è soddisfatta di sé ed esente da conflitti interni.

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Parole chiave:
Identità sessuale / Disturbi dell'identità - Infanzia

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.