Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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02/03/2011

Esame seminale: perché molti uomini non lo vogliono fare?


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho 38 anni, mio marito 39, sposati da 3 anni: non riusciamo ad avere figli. I miei esami sono abbastanza buoni, ma ho il ciclo irregolare e faccio fatica ad ovulare. Il mio ginecologo dice che stimolando l’ovulazione dovremmo riuscire ad avere questo desiderato bambino, ma che non è corretto darmi dei farmaci finché mio marito non fa l’esame seminale e non sappiamo com’è la sua situazione dal punto di vista della fertilità. Sono otto mesi che siamo in ballo e lui ogni volta ha una scusa diversa. Ormai litighiamo solo per quello. Mio marito sostiene che se io ho un problema evidente non vede perché l’esame lo deve fare lui. E il mio ginecologo non mi dà le cure, anche se l’ho scongiurato: quindi sono in un vicolo cieco e intanto il tempo passa e io sono sempre più in ansia. Perché noi donne dobbiamo farci un sacco di esami, alcuni anche dolorosi, e i maschi non fanno manco questo, che è semplicissimo?”.
Arrabbiatissima (Sassari)

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Gentile signora, capisco il suo furore e la sua rabbia. Tuttavia, le dico subito che concordo con il Collega: davvero non sarebbe corretto curarla per indurre l’ovulazione, senza sapere la situazione di suo marito. Se lui fosse azoospermico (ossia senza spermatozoi) e quindi sterile, o comunque poco fertile, che senso avrebbe curare lei con farmaci anche importanti, con rischi e possibili effetti collaterali? Fare entrambi gli esami, possibilmente in contemporanea, è una condizione essenziale per una diagnosi adeguata di infertilità di coppia: su questo non si può transigere. Anche perché ognuno deve contribuire, anche agli esami, per il proprio 50 per cento: ovociti e spermatozoi sono entrambi indispensabili al concepimento (almeno per ora!).

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Perché gli uomini fanno così fatica a fare l'esame seminale?

Le ragioni sono molteplici, innanzitutto psicologiche. Per molti uomini (non per tutti, per fortuna, quindi non è nemmeno giusto generalizzare) fare l’esame seminale significa mettere in discussione la propria virilità, mettendo insieme in realtà due caratteristiche molto diverse: la potentia coeundi, ossia la capacità di avere fisicamente un rapporto sessuale completo, e la potentia generandi, ossia la fertilità. E questo viene percepito come inaccettabile, come se una minore fertilità minasse alla radice anche la mascolinità, il che non è. Altri detestano, letteralmente, il modo in cui si svolge l’esame: il dover ricorrere all’autoerotismo, magari in fretta, in un bagno di ospedale, viene percepito come un gesto squallido e deprimente. Altri ancora, a causa dell’ansia, hanno difficoltà a fare l’esame perché, in quel frangente, sono talmente agitati da non riuscire nemmeno ad avere l’erezione e/o l’ejaculazione. Situazione ancora più drammatica quando la raccolta del seme è indispensabile perché la donna in quel giorno ha l’ovulazione e bisogna procedere alla fecondazione. Altri ancora si sentono così umiliati, già solo all’idea di un possibile fallimento nella raccolta, da evitare come la peste di far l’esame, anche a costo di litigi continui: perché la paura e la vergogna sono più forti di qualsiasi ragionamento. Di certo, litigare non aiuta a sbloccare la situazione, anzi tende a congelarla: la via forse più efficace è che il ginecologo dica a suo marito che la difficoltà a fare l’esame è frequentissima, e che molti uomini la risolvono in modo pratico (vedi box) con semplici attenzioni. Sottolineando, comunque, che l’ansia del tempo che lei avverte è reale e legittima: purtroppo l’orologio biologico è molto più severo con la fertilità femminile che non con la maschile... Auguri di cuore!

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Prevenire e curare – Come effettuare la raccolta seminale senza (troppa) ansia

- Se l’abitazione non dista troppo dall’ospedale o da un laboratorio analisi qualificato, è meglio che l’uomo faccia la raccolta a casa, dove si sente più a proprio agio, e provveda poi a portare il campione in ospedale entro le due ore dall’emissione, invece che stressarsi inutilmente in un ambiente asettico e/o che lo inquieta.
- Se il problema è l’erezione, per troppa ansia da prestazione, un aiuto semplice e pragmatico è assumere su prescrizione medica una compressa di farmaci utili all’erezione (come il Cialis, il Levitra o il Viagra), un’ora o due prima della raccolta. Dati preliminari indicano come l’uso di questi farmaci migliori non solo il problema erettivo, ma consenta anche la raccolta di uno sperma di qualità migliore, per il più efficace svuotamento delle vie seminali.
- Se proprio non si riesce a sbloccare la situazione, è possibile avere un rapporto con profilattico, e utilizzare per l’esame lo sperma lì raccolto: almeno per avere un’idea, seppur grossolana, del livello di fertilità.

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Parole chiave:
Fertilità e infertilità

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.