Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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11/06/2010

Profilattico: la sua efficacia dipende dalla correttezza d'uso


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Gentile Professoressa, ho 21 anni e leggo sempre con interesse i suoi articoli sulla sessualità dei giovani. Anche la recente risposta a Marco di Firenze, sui diversi tipi di pillola, mi è sembrata molto utile. Volevo però chiederle una cosa: lei parla sempre del profilattico come dell’unico modo per difendersi dalle infezioni. Ma è davvero così efficace come sembra? E dal punto di vista contraccettivo, se la ragazza per motivi suoi non vuole o non può prendere la pillola, è sufficiente per scongiurare ogni rischio di gravidanza? Grazie infinite”.
Alberto L. (Verona)

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Gentile signor Alberto, approfondisco volentieri questo specifico aspetto della contraccezione perché il profilattico è davvero uno strumento usato male e mal volentieri dagli uomini italiani. Iniziamo dalle malattie sessualmente trasmesse: il profilattico protegge effettivamente da tante patologie infettive, anche se l’entità precisa di questa protezione non può essere quantificata in modo netto a causa degli errori che, come vedremo, ne contraddistinguono l’uso. L’autorevole FDA (Food and Drug Administration), l’ente statunitense per il controllo sui farmaci e i presidi sanitari, ha comunque recentemente confermato che il condom previene numerose patologie nell’80-90 per cento dei casi, purché venga usato sempre e correttamente.

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Quali sono le malattie contro cui il profilattico è più efficace?

Innanzitutto il papillomavirus, che – a seconda dei ceppi – può causare lesioni benigne (come i condilomi genitali) o maligne (in particolare, il carcinoma del collo dell’utero). Poi la gardnerella, che provoca un fastidioso odore di pesce avariato e una forte irritazione dell’entrata vaginale; la candida, albicans e non albicans, un fungo che provoca secrezioni bianche e tende a cronicizzare, fino a evolvere in vestibolite vulvare; il trichomonas, che causa secrezioni verdastre; la chlamydia e il mycoplasma, spesso asintomatici ma che possono dare sterilità per lesione delle tube; il gonococco, che dà secrezioni giallastre; la gonorrea, che causa secrezioni purulente; l’herpes simplex genitalis (tipo 2), responsabile di dolorose vescichette a grappolo; l’epatite B; l’HIV (Human Immunodeficiency Virus), che provoca l’AIDS; e persino la sifilide, che pensavamo debellata dalla penicillina e che sta invece tornando prepotentemente alla ribalta.
Va ricordato inoltre che le infezioni sono spesso multiple, perché una persona può essere portatrice di malattie diverse e con differenti tempi di incubazione: ecco perché l’attenzione all’incolumità propria e della partner non deve mai venir meno. Ripeto però che il profilattico funziona al meglio solo se è usato correttamente e con assoluta regolarità: bastano un rapporto non protetto, o l’uso maldestro, a minacciare seriamente la salute (ed esporre a un concepimento indesiderato).

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Che cosa intende per uso maldestro?

Il rischio maggiore è legato alla rottura durante il rapporto, il che – come dicevo – costituisce una grave minaccia anche in chiave anticoncezionale. Il profilattico si può rompere se è scaduto; se è stato lungamente esposto a fonti di calore (per esempio, in auto); se, applicandolo, lo si graffia con le unghie; o se la donna usa gel lubrificanti a base oleosa.

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Dal punto di vista contraccettivo, quanto è affidabile il solo profilattico?

Meno della pillola, che (dimenticanze a parte) ha un’efficacia prossima al 99.99%. L’efficacia contraccettiva teorica del profilattico usato da solo è del 97%, ma nella vita reale questo valore scende addirittura all’84%. E ciò non solo per le rotture di cui abbiamo parlato, ma anche per due gravi e frequenti errori riguardo al “tempo d’uso” del dispositivo: indossarlo solo verso la fine del rapporto, il che espone a rischi molto elevati di concepimento; e usarlo solo quando si pensa che vi sia l’ovulazione, un calcolo che però si rivela spesso azzardato.

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Perché è pericoloso metterlo solo alla fine del rapporto? Prima non c'è ejaculazione...

Non c’è l’ejaculazione vera e propria, ma i preliminari possono aver favorito una forte eccitazione e la fuoriuscita anticipata di liquido prostatico, che può contenere spermatozoi. Questa possibilità è ancora maggiore quando vi sia già stata un’ejaculazione precedente, perché le vie spermatiche o l’uretra posteriore potrebbero non essersi svuotate del tutto.

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E riguardo all'ovulazione?

Usare il profilattico solo nei giorni ritenuti ad alto rischio non tiene conto del fatto che molte ragazze non sanno affatto riconoscere o calcolare quando arriva l’ovulazione. Molte, per esempio, contano i giorni del ciclo dalla fine di una mestruazione all’altra: e questo è sbagliato. Bisogna contare dall’inizio della mestruazione, non dalla fine! L’ovulazione, inoltre, può ritardare o anticipare quando un rapporto è molto desiderato. E, seppur raramente, la donna può avere anche una doppia ovulazione, per cui certi giorni teoricamente sicuri potrebbero non esserlo sul piano reale.

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Ma quando avviene esattamente l'ovulazione?

Intorno al 14° giorno, in un ciclo di 28 giorni. Chi conta correttamente a partire dal primo giorno del flusso, sa che deve fare attenzione già alla fine della mestruazione, con il picco di rischio dal decimo al sedicesimo giorno: e questo sempre a condizione che il ciclo sia molto regolare. Chi invece conta erroneamente dalla fine del ciclo, sposta troppo avanti il periodo di “allerta” e finisce per avere rapporti liberi proprio quando la probabilità di concepimento è massima.

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Come si possono evitare questi errori?

Per avere la massima sicurezza, è bene usare sempre il profilattico, fin dall’inizio del rapporto, in qualsiasi giorno del ciclo. In secondo luogo, è opportuno imparare a riconoscere davvero quando si ha l’ovulazione. A questo scopo possono essere utili la valutazione della temperatura basale, oppure un mini-computer con stick “usa e getta” per distinguere i giorni “verdi” da quelli “rossi”, in cui è massima la probabilità che avvenga l’ovulazione. Una garanzia assoluta, però, si ottiene solo usando in parallelo profilattico e pillola: i due metodi, utilizzati contemporaneamente, portano la sicurezza contraccettiva praticamente al 100%.

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Parole chiave:
Efficacia contraccettiva - Malattie sessualmente trasmesse - Profilattico

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© 2010 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.