Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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13/05/2009

Un fratello contro la sterilità


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho 38 anni, mio moglie 34. Fin da fidanzati abbiamo sempre desiderato avere figli che abbiamo cercato subito dopo il matrimonio, sei anni fa. Purtroppo è emerso che io sono quasi del tutto sterile, nel senso che ho pochissimi spermatozoi. Ho fatto cure su cure, speso un patrimonio, mia moglie è stata sottoposta a tutti i possibili esami. Niente. Abbiamo passato anni d’inferno, di frustrazione, di dolore, ma ci vogliamo bene e siamo rimasti insieme. L’ultimo medico ci ha detto che resta solo l’inseminazione con il seme di un altro uomo. Ho pensato: mio fratello, cui sono molto legato, ha tre figli sani e belli. Perché non chiedere a lui la donazione? Gliene ho parlato e lui mi ha detto che sarebbe d’accordo. Mia moglie pure. Che rischi ci sarebbero rispetto alla donazione da uno sconosciuto, per mia moglie, per me e il futuro bambino?”.
Francesco e Paola (Chieti)

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Avere un profondo desiderio di figli, e non riuscire ad averli, è una delle frustrazioni più drammatiche che una coppia deve affrontare. La sterilità è un problema grave per entrambi i coniugi. Causa una ferita profonda non solo all’identità personale ma anche sul fronte delle relazioni familiari, per la donna e per l’uomo. Ancor oggi la sterilità è difficile da ammettere con le famiglie di origine: una ricerca condotta in un centro di Parigi per la cura della sterilità ha dimostrato che su 830 uomini (diversi per razza, cultura e religione) del tutto privi di spermatozoi (“azoospermici”) solo uno aveva rivelato al proprio padre di essere lui il responsabile della sterilità della coppia. Un dato che ci fa capire quanto profondo sia il bisogno di trasmettere i propri geni, anche per l’uomo, e quanto possa essere forte il senso di colpa che l’impossibilità di procreare comporta anche verso la famiglia di origine.

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Che vantaggi dà l'inseminazione da fratello?

Uno, fortissimo, proprio genetico. I fratelli, maschi o femmine, condividono il 50% del patrimonio dei genitori. In un figlio è quindi possibile ritrovare somiglianze fisiche e caratteriali e avere un senso di “appartenenza” biologica, oltre che emotiva, molto più forte e profondo rispetto alla donazione da sconosciuti. Il sapere “chi” sia il padre toglie molti fantasmi sul donatore, sul perché lo abbia fatto, su rischi di malattie. Nel caso della donazione da fratelli che si vogliono bene c’è un valore affettivo indiscutibilmente più forte, come del resto succede quando si dona un rene, una parte del fegato o il midollo osseo, che gratifica chi dona, anche se può creare qualche ambivalenza in chi lo riceve. C’è una chiara conoscenza della persona e della famiglia e questo è in genere un fattore favorevole (anche nel caso di ovodonazione tra sorelle, possibilità che ripropone le stesse tematiche dal punto di vista femminile, anche se forse con meno complicazioni simboliche).

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Il fatto che il fratello abbia figli è positivo?

Molto. Da un lato, perché il bisogno di paternità e maternità di suo fratello e di sua cognata (anche i sentimenti delle due mogli in questione sono fondamentali!) è ben appagato, tra l’altro con figli belli e sani. La loro generosità si colloca quindi su uno scenario familiare sereno e soddisfatto. Dall’altro perché un vostro eventuale figlio crescerebbe con cugini molto vicini.
E’ quindi una decisione da considerare con attenzione. In ogni caso, con la legislazione corrente, l’inseminazione eterologa, da donatore sconosciuto o da familiare, può essere fatta solo all’estero.

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Prevenire e curare - Per la donna che cosa implica l'inseminazione eterologa?

Per la donna è sempre una decisione difficile, accettata quando il desiderio di maternità è forte, lui è infertile ma la coppia decide di restare unita:
- nel caso della donazione da cognato, l’aspetto positivo riguarda la familiarità con il donatore e la famiglia d’origine, opportunità che può rendere meno inquietante la donazione;
- tuttavia, a livello simbolico e affettivo questa scelta può essere invece difficile da accettare e foriera di complicazioni che è meglio considerare prima di iniziare questo percorso, soprattutto se all’interno delle due coppie esistono già tensioni e conflitti, anche per altre cause;
- la consulenza psicologica alla coppia è preziosa. Dovrebbe considerare non solo le motivazioni dei due fratelli, ma anche i sentimenti delle due mogli in questione.

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Parole chiave:
Fecondazione assistita - Fertilità e infertilità

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.