Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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19/12/2007

Il vaccino contro l'HPV: è efficace anche a 35 anni


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

La scienza conferma: l'arma per prevenire il tumore al collo dell'utero tutela non soltanto le ragazzine.

“Ho 35 anni. Ho avuto il primo rapporto tardi, a 31 anni, con il mio fidanzato storico. L’anno scorso ci siamo lasciati. Al momento non ho altri rapporti. Faccio regolarmente i miei controlli ginecologici e anche il mio pap-test è sempre risultato normale. Purtroppo ho la fobia delle malattie sessuali, peggiorata quando due mesi fa la mia migliore amica ha dovuto fare un intervento per una lesione grave al collo dell’utero causata dal papillomavirus. Sono terrorizzata all’idea di poter contrarre la stessa malattia. Le chiedo: sono troppo vecchia per fare il vaccino? Potrebbe funzionare anche alla mia età? Mi spiega come funziona? Ho letto tanto ma non sono sicura di aver capito ...” .
Irene S. (Viterbo)

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Cara Irene, no, non è affatto troppo vecchia per il vaccino, anzi! Per lei, come per le molte donne che si interrogano su questo aspetto delicato della prevenzione nei confronti di un germe temibile come il Papillomavirus (HPV), ho un’ottima notizia. E’ stata dimostrata l’efficacia protettiva del vaccino contro l’HPV anche in donne tra i 26 e i 45 anni. In teoria, questo era abbastanza prevedibile, in quanto i meccanismi dell’immunizzazione dopo vaccino sono gli stessi a tutte le età. Tuttavia ora abbiamo i dati scientifici che confermano la piena efficacia di questa forma di prevenzione fino all’età che le indico. Gli studi che sostengono quest’affermazione sono stati infatti presentati all’ultimo Congresso sul Papillomavirus che si è tenuto quest’autunno a Pechino. Riparlo volentieri del vaccino contro l’HPV perché è la prima volta, nella storia umana, in cui è possibile prevenire un cancro così aggressivo per le donne grazie ad una vaccinazione! E perché, purtroppo, quasi una donna italiana su due ha rapporti non protetti con il profilattico, con un rischio reale e crescente di contrarre malattie pericolose per la sua salute.

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Come funziona il vaccino?

Il vaccino contiene proteine L1, costitutive del capside, ossia della capsula che avvolge il virus: per intenderci, è la carrozzeria della macchina che veicola il codice genetico del virus. Queste proteine funzionano da antigene. Ogni dose (0,5 ml) ne contiene una quantità sufficiente a stimolare la formazione nel nostro corpo di anticorpi, ossia di proteine di difesa specifiche, capaci di “placcare” il virus qualora in futuro attacchi il nostro organismo.
La strategia è semplice: con il vaccino induciamo il corpo a preparare “munizioni intelligenti”, anzi corpi specializzati, capaci cioè di riconoscere, attaccare e distruggere proprio quel virus HPV. Lo fanno riconoscendo i quattro ceppi che più frequentemente ci attaccano: il tipo 6 e 11, che causano il 90 per cento dei condilomi (o verruche veneree) e il tipo 16 e 18, che causano il 70 per cento dei carcinomi del collo dell’utero. Il vantaggio: gli anticorpi, essendo già pronti, attaccano e neutralizzano l’HPV impedendogli così di infettare le nostre cellule. Compito del vaccino è insomma di preparare dei “riservisti” superspecializzati che, in caso di invasione da parte di quel nemico, sono pronti a intervenire con l’efficienza pulita delle nostre “teste di cuoio”.

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Alcuni vaccini possono dare infezioni... E questo?

Tranquilla: in questo caso, come le spiegavo, non si usano “virus attenuati”, come in altri tipi di vaccino (per esempio contro la rosolia) ma solo alcune particelle della capsula, ossia della carrozzeria. Queste non hanno alcun potere infettante (potere che spetta solo al codice genetico contenuto dentro il virus). Ecco perché questo è un vaccino tranquillo. Gli unici lievi problemi legati alla vaccinazione – per esempio arrossamenti nella sede di iniezione – possono essere dovuti agli eccipienti, cioè alle sostanze con cui è preparato il vaccino.

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Come va somministrato il vaccino?

Il vaccino contro l’HPV prevede la somministrazione di tre dosi: iniziale e dopo due e sei mesi, o, in alternativa: iniziale, dopo uno e tre mesi. Viene acquistato in farmacia su prescrizione del medico di famiglia o dello specialista. Tranne che per le età più giovani, il costo è a carico della donna. Va iniettato dal medico nel muscolo deltoide, ossia nella parte superiore esterna del braccio, come molti altri vaccini. Dopo le tre dosi, non sono necessari richiami. La protezione tende infatti a persistere efficace nel tempo. Si rivolga quindi al suo medico per la prescrizione! Quanto alla paura delle malattie sessualmente trasmesse, il modo migliore per affrontarle è usare una strategia intelligente: comprendere quali siano i fattori di vulnerabilità e prevenirli con costanza!

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Prevenire e curare – Dopo il vaccino, quali attenzioni bisogna avere?

Tutte quelle che ci garantiscono la massima autoprotezione:
- usare regolarmente il profilattico (il vaccino protegge da quattro tipi di Papillomavirus, ma non da tutti gli altri ceppi), anche per proteggersi da tutte le altre malattie sessualmente trasmesse, oggi in netta crescita (Chlamydia, gonorrea, eccetera);
- fare il controllo ginecologico annuale completo di pap-test;
- la periodicità del pap-test può essere superiore, ogni due, tre anni, se la donna ha sempre avuto rapporti protetti, se il pap-test è normale, se il virapap, ossia il test per le sequenze del papillomavirus, è negativo... e se ha fatto il vaccino;
- consultare il ginecologo, indipendentemente dal controllo periodico, se la donna avverte dolori, bruciori o perdite di aspetto strano (scure, ematiche, verdastre, a ricotta);
- scegliere un ginecologo/a di fiducia che sia davvero il compagno di viaggio della salute per tutta la vita.

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Parole chiave:
Malattie sessualmente trasmesse - Papillomavirus - Vaccino anti HPV

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.