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Vaginosi da gardnerella: perché peggiora con i rapporti

Vaginosi da gardnerella: perché peggiora con i rapporti
23/09/2020

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

“Da un anno soffro di gardnerella vaginale. Ho fatto diverse terapie antibiotiche accompagnate da fermenti lattici, senza risolvere il problema. La gardnerella, confermata da diversi tamponi, si ripresenta ogni volta che faccio l’amore, soprattutto senza profilattico. Ho fatto fare un tampone anche al mio fidanzato, con cui la storia è iniziata un anno fa, ma lui è negativo. Perché i rapporti, solo con lui, mi causano questo disturbo che mi provoca anche un odore genitale tremendo, da pesce avariato?”.
Chiara S (Vicenza)
Gentile Chiara, la gardnerella è un microrganismo che abita in vagina in condizioni normali. Fa parte del microbiota fisiologico, in cui è presente in piccola percentuale. Dà segno di sé quando prolifera e diventa maggioritario all’interno dell’ecosistema vaginale. Causa allora un’aumentata produzione di ammine aromatiche (tra cui cadaverina e putrescina), che danno alle secrezioni vaginali il caratteristico odore sgradevole di pesce avariato. Si parla in questo caso di “vaginosi batterica”, per indicare che si è in presenza non di una vera e propria infezione (“vaginite”), ma di una condizione di squilibrio fra i diversi germi che normalmente abitano la vagina.
Questa variazione è legata al pH vaginale, che è regolato dal livello di estrogeni presenti nei tessuti genitali e da molti altri fattori, tra cui il liquido spermatico. La sua osservazione che il rapporto senza profilattico facilita le recidive è molto appropriata. La ragione è semplice: il pH vaginale, che indica il grado di acidità delle secrezioni presenti in vagina, in età fertile varia tra 3.8 e 4.2. La gardnerella compare se il pH sale a 5 o più. Il liquido seminale ha un pH di 7.39 (tra 7,2 e 7,8). Durante un rapporto libero con eiaculazione in vagina, il liquido seminale va quindi a tamponare il secreto vaginale. Il pH tende a salire, tanto più quanto più è abbondante la quantità del liquido seminale, che normalmente varia da 2 a 5 ml per eiaculato, ma che in alcuni uomini può arrivare a 6 o 7 ml. Ecco perché la Gardnerella si ripresenta in caso di rapporti liberi, ancor più se il partner ha un abbondante liquido seminale e/o se i rapporti sono frequenti.
Fare cure antibiotiche per eliminare la Gardnerella è poco efficace, perché:
1) l’ecosistema vaginale ha una sua “inerzia” e tende a tornare allo stato precedente creato dai livelli ormonali e del livello di acidità vaginale;
2) gli antibiotici causano alterazioni ancora più complesse del microbiota, vaginale e intestinale, se sono assunti per via orale, facilitando la proliferazione di altri germi patogeni.
Può invece essere utile riequilibrare l’intestino e il microbiota intestinale con probiotici mirati. E’ più efficace modificare in modo stabile il livello estrogenico e il pH, dai quali dipende l’integrità dell’ecosistema vaginale. Quando i livelli estrogenici sono normali e il pH è 4, ossia fisiologico, le proporzioni tra i diversi microrganismi si riequilibrano spontaneamente e la gardnerella torna silente.

Prevenire e curare – Come riportare il pH vaginale ai valori ideali?

Gli aiuti più efficaci includono:
- estrogeni locali, su prescrizione medica se indicati, da applicare in vagina in minima quantità, due-tre volte la settimana, in caso di amenorrea in puerperio, o menopausa, quando il pH vaginale tende ad alzarsi a causa dei bassi livelli estrogenici; o anche in corso di contraccezione ormonale con pillole a basso dosaggio;
- ovuli di lattobacilli, che vanno a rinforzare il contingente di microrganismi amici che abitano la vagina in età fertile;
- acido borico (in tavolette o ovuli vaginali): può essere utile ad abbassare il pH vaginale dopo il rapporto, quando non si cerchi una gravidanza ( gli spermatozoi per stare bene e risalire le vie genitali hanno bisogno di un pH intorno 7.39 e non amano il pH acido).

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