Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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12/05/2010

Troppa TV può nuocere alla sessualità degli adolescenti


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Con un gruppo di amici ci siamo trovati a discutere sul ruolo della TV per la sessualità dei nostri figli (adolescenti). Io e mio marito tentiamo di limitare al massimo il suo uso, perché ci sembra che i nostri figli rimbecilliscano, letteralmente, quando stanno piantati davanti al video per ore. I nostri amici sono più possibilisti, perché dicono che non si può fare a meno di far parte di questo mondo. Insomma colpevolisti e innocentisti. Al di là delle opinioni, ci sono studi che dicano se la TV fa bene o male agli adolescenti?”.
Carlo e Marina R. (Torino)

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E’ la dose che fa la differenza tra il rimedio e il veleno, diceva Paracelso, a proposito dei farmaci, nel sedicesimo secolo. Per la TV, vale la stessa regola. In piccole quantità, al massimo un’ora al giorno di programmi selezionati, la TV può dare spunti preziosi e mettere i ragazzi in rapporto con il mondo.
Per quelli che sanno un po’ di inglese, abituarli a guardarsi un po’ di CNN, e magari farlo insieme a loro, può essere utile per più obiettivi: educarli a essere cittadini curiosi e informati, oltre i confini ristretti del proprio quartiere e della propria città; allenarli a usare sempre meglio l’inglese (un modo per aprirsi ad altre culture, e per creare una competenza utilissima domani nelle specializzazioni di studio e nel lavoro); e crescere nel giudizio critico (è un giornalismo più attento alla notizia e, in media, più rigoroso). Anche per i programmi di intrattenimento, la dose è critica.

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Che cosa ci dicono le ricerche scientifiche?

In sintesi: maggiore è il numero di ore che un bambino prima, e un adolescente poi, passa davanti al video, senza la supervisione e i commenti di un adulto affettuoso e attento, maggiore è la probabilità che abbia rapporti sessuali precoci e non protetti nei confronti sia di gravidanze indesiderate, sia di malattie sessualmente trasmesse. Aumenta inoltre la probabilità che fumi e faccia successivamente uso di alcol e droghe.
Con l’aumentare delle ore di TV quotidiana si riduce la paura nei confronti delle malattie sessualmente trasmesse e in particolare l’AIDS. Il vedere continuamente scene in cui gli attori fanno l’amore, senza che uno chieda mai all’altro «Scusa, usi qualcosa?», oppure «Hai un profilattico?» o, ancora, «Un secondo e mi metto il profilattico», induce i ragazzi a pensare che il sesso fatto con trasporto, passione e sull’onda dell’attrazione fisica sia un talismano che protegge magicamente da qualsiasi guaio.
Non solo: i rapporti travolgenti che i ragazzi vedono sullo schermo creano un’eccitazione fisica e mentale precoce, li inducono a cercare di avere loro stessi rapporti prima di essere davvero pronti per farlo, con un effetto imitazione dannoso. La prova: “It’s better on TV” è il titolo di un articolo scientifico appena pubblicato, condotto negli Stati Uniti, che ha analizzato prospetticamente per tre anni centinaia di adolescenti tra i 12 e i 17 anni all’inizio dello studio. Ben il 61% delle ragazze e il 39% dei ragazzi che avevano avuto il primo rapporto durante il periodo dello studio rimpiangevano di averlo già fatto dicendo che, a posteriori, avrebbero preferito aspettare! Un dato consistente con altre ricerche sul tema. Certo, è vero che anche Internet, oggi, ha un potere suggestivo potentissimo. Tuttavia, anche il Italia, la TV resta un mezzo molto influente: l’ideale sarebbe che migliorasse la qualità dei programmi, anche dal punto di vista dell’educazione sessuale.
Nell’attesa, è meglio limitarne l’uso e incoraggiare i propri figli a fare sport, musica, teatro, a leggere e viaggiare, a vivere appieno la propria adolescenza da protagonisti intelligenti, invece che da spettatori suggestionabili e conformisti!

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Prevenire e curare – Genitori, parlate di innamoramento, amore e contraccezione!

- Il papà è più ascoltato se parla di contraccezione con il figlio maschio, la mamma con la femmina, magari prendendo spunto da una scena o un programma TV.
- Non è mai troppo presto per affrontare con delicatezza questo tema: solo il 4% dei genitori sa che la figlia adolescente beve, contro il 22% delle loro figlie che, intervistate separatamente, ammette di farlo (l’alcol aumenta il rischio di rapporti non voluti o subiti, non protetti, più promiscui, nonché di abusi); e solo il 5% sa che hanno rapporti, contro il 38% che dichiara di averli.
- Per aggiornarvi sulla contraccezione, da soli o con i vostri figli, andate su “Scegli tu”, sito della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, dedicato agli adolescenti, ma anche ai loro genitori e ai loro insegnanti.

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Parole chiave:
Adolescenti e giovani - Educazione sessuale e contraccettiva - Internet, videogiochi e televisione

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.