Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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22/04/2011

Sonno regolare e movimento fisico, pilastri irrinunciabili di un'adolescenza sana


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Gentile professoressa, io e mia moglie siamo molto preoccupati per nostro figlio. Ha 15 anni ed è sempre stato un bravo ragazzino, abbastanza studioso e senza particolari grilli per la testa. Quattro mesi fa, però, ha iniziato a frequentare dei ragazzi un po’ più grandi di lui: da allora studia meno, ha messo su degli atteggiamenti da spaccone, e alla sera torna a casa più tardi del solito. Riteniamo di dover fare qualcosa prima che sia troppo tardi, ma non sappiamo come prenderlo... Lei che cosa ci consiglierebbe di fare?”.
Sandro C. (PD)

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Gentile signor Sandro, capisco bene la vostra preoccupazione. L’adolescenza è un periodo molto delicato e, nel clima di deriva delle norme che caratterizza la nostra epoca, a volte basta poco per assimilare atteggiamenti sbagliati. Concordo quindi con voi sulla necessità di intervenire prima che la situazione si complichi ulteriormente.

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In che modo?

Non esiste una ricetta univoca. Ma credo che la vostra strategia debba prevedere sia azioni “positive”, volte a rimotivare il ragazzo a uno stile di vita più sano ed equilibrato, sia adeguate sanzioni dei comportamenti devianti eventualmente messi in atto con questi nuovi amici. E’ vero che, al giorno d’oggi, con i divieti e le punizioni non si va molto lontano: ma resta il fatto che la dinamica di ricompensa-punizione, a seconda del comportamento, resta un caposaldo dell’educazione, soprattutto a quell’età.

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Che cosa si può fare sul fronte delle norme?

E’ una precisa responsabilità di noi adulti abituare i nostri figli a una graduale assunzione di responsabilità nei confronti dei propri comportamenti. Vediamo qualche esempio. Educare alla responsabilità significa trasmettere la conoscenza delle regole elementari del vivere civile e la propensione a rispettarle per il bene proprio e degli altri. Significa insegnare che il sacrificio e la fatica sono ingredienti intrinseci dell’apprendere, a scuola come nella vita, e che un vero adulto sa argomentare senza gridare e senza insultare. Significa infine abituare i ragazzi a mettersi nei panni degli altri: solo così un giovane impara a modulare la propria aggressività, e la tendenza alla prevaricazione e alla trasgressione, magari per compiacere il gruppo dei pari. A queste regole, poi, devono corrispondere altrettante sanzioni, che un genitore coerente è chiamato ad applicare con buon senso ma anche con fermezza.

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Non è facile...

Vero: ci vuole coraggio per dare regole chiare e farle rispettare. E anche la disponibilità a dare il buon esempio... Ma solo in questo modo si possono poi mettere in atto le azioni positive di rimotivazione a una vita più regolare.

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Quali sono queste azioni?

Soprattutto negli anni dell’adolescenza, i fondamenti irrinunciabili dell’equilibrio psicofisico sono due: il sonno regolare e il movimento fisico. Se mancano questi due tasselli, non c’è sanzione che tenga: il giovane inizia ad avvilupparsi in una spirale di solitudine e depressione che prima mina in profondità la salute, poi il rendimento scolastico e la gioia di vivere, e infine predispone a comportamenti via via sempre più devianti.

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Possibile che il sonno sia così importante?

Può sembrare strano, ma è proprio così. La carenza di sonno riduce la nostra capacità di memorizzare le conoscenze a breve e lungo termine, di pensare con lucidità, di essere creativi. Inoltre è essenziale per il recupero della stanchezza diurna, che nell’adolescente è raddoppiata dal “superlavoro” della crescita biologica.
Il sonno ha anche un ruolo cardinale come regolatore del sistema neurovegetativo, così essenziale negli adolescenti. Quando è carente, si modifica il ritmo circadiano del cortisolo, l’ormone dello stress, con un’aumentata vulnerabilità ai disturbi d’ansia; e si alterano il centro che regola fame e sazietà (con ripercussioni sul comportamento alimentare) e il profilo pressorio. In parallelo compaiono ansia, malinconie, depressione: considerati tipici dell’adolescenza, anche per effetto del terremoto ormonale che investe il cervello, questi disturbi affettivi possono tuttavia essere esasperati dalla carenza di sonno. Di qui l’irritabilità, l’aggressività e l’impulsività, che possono poi esprimersi in forme più o meno gravi: dall’insulto facile al linguaggio volgare, dal carattere manesco fino al bullismo.
La carenza cronica di sonno può insomma essere così negativa per il cervello da far affiorare un vero e proprio disturbo di personalità, di cui è espressione cardinale la difficoltà a controllare gli impulsi aggressivi.

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Quanto dovrebbe dunque dormire nostro figlio?

Ogni adolescente dovrebbe dormire almeno otto ore per notte. Sarebbe bene reintrodurre la regola di spegnere la luce a una certa ora, tra le 22 e le 23, a seconda dell’ora del risveglio, senza deroghe infrasettimanali, e bandendo dalla camera da letto TV, computer e telefonino.

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E riguardo al movimento fisico?

Lo sport è un prezioso alleato della salute psicofisica a tutte le età, ma lo è in modo particolare proprio negli anni dell’adolescenza. Un’attività regolare, infatti:
- migliora l’immagine di sé, la consapevolezza delle proprie capacità e l’assertività;
- premia gli stili di vita sani: oltre che a dormire con regolarità, educa infatti a non bere, a non fumare, a non drogarsi, e a mangiare sano e leggero;
- migliora la capacità di rispettare le regole del gioco, gli orari, la puntualità e... l’autorità degli allenatori e degli arbitri;
- agevola la maturazione di tre competenze essenziali per essere poi vincenti anche nella vita: motoria, cognitiva ed emotiva.
Il movimento fisico regolare si associa infine a migliori indicatori psicosociali e scolastici. Di converso, studi controllati dimostrano che l’inattività fisica raddoppia, anche nelle ragazze, la depressione, e i disturbi dell’attenzione; triplica i disturbi psicosociali; e aumenta molto sia i disturbi psicosomatici sia i comportamenti fuori dalle regole o francamente antisociali, come il bullismo.
Riassumendo: regole chiare, sanzioni proporzionate, riposo adeguato, movimento fisico. Seguendo queste quattro direttrici del “crescere bene” dovreste recuperare in un tempo relativamente breve un buon rapporto con vostro figlio, e riorientarlo in modo non effimero verso le tante cose belle che può fare un ragazzo di quell’età. Auguri, di cuore.

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Parole chiave:
Adolescenti e giovani - Educazione / Educazione civica - Sonno, insonnia e disturbi del sonno - Sport e movimento fisico

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© 2011 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.