Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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15/01/2018

Slogan seducenti: attenti al canto delle sirene


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


«L’ostilità verso la competenza dilaga perché produce autostima negli incompetenti». Lo sostiene Sabino Cassese, Giudice Emerito della Corte Costituzionale: verità solidissima e amara. L’ostilità diventa virale grazie ai social media e consente la creazione di un mondo parallelo, autoreferenziale, dove la competenza diventa semmai un elemento di demerito, di disturbo, di fastidio o irritazione, e di ulteriore aggressività.
Il mondo degli incompetenti, con tutte le sfumature, ambisce con furore ancora maggiore dei competenti a conquistare credito, visibilità, potere, ricchezza, privilegi. Un fenomeno ancora più evidente in tempi di elezioni politiche. Con quale mezzo? Lo slogan efficace, seducente, persuasivo che prometta quello che tutti sognano. Che consenta di identificarsi con un progetto vincente, di abbattere barriere, di arrivare facilmente a status (politico), ricchezza e benessere. Passata la luna di miele di slogan seducenti e promesse illusorie, l’incompetenza diventa tragica alla prova dei fatti nella realtà.
Un mito e una fiaba ci mettono in guardia verso il canto delle sirene e le musiche sottilmente e pericolosamente persuasive. Ulisse, nel canto XII dell’Odissea, fa mettere la cera alle orecchie dei suoi marinai, perché non sentano il canto, e si fa legare all’albero della nave. Vuole sentire il canto seducente e mortifero delle tre Sirene, dal busto e dal volto bellissimi di donna, e dal corpo di pesce. Le Sirene hanno voci meravigliose, che incantano il cuore promettendo sensualità ed emozioni felici, mentre evocano un desiderio profondo, viscerale, perturbante e mortifero. Il desiderio di credere, di lasciarsi andare, di abbandonarsi al sogno e alla promessa di felicità. Curioso, Ulisse ascolta, ma non si farà indurre a mutare la sua rotta andando a sfracellarsi su scogli di morte.
Il Pifferaio magico, scritto dai fratelli Grimm, non parla solo della grande potenza seduttiva della musica sui topi (metafora degli umani quando seguono flauti suadenti). Si ispira anche a un evento reale, avvenuto in Germania nella cittadina di Hamelin, il 26 giugno 1284. La città era davvero infestata dai topi e il Pifferaio dal suono magico riuscì a farsi seguire e a farli annegare nel fiume. Gli avari abitanti si rifiutarono di pagarlo. Il Pifferaio ricominciò a suonare: 130 bambini lo seguirono, incapaci di resistere a quella musica dalla seduzione misteriosa. Suonando, li portò in una caverna su un monte, detto calvario di Koppen. Nessuno dei bimbi fece ritorno, come ricorda un’iscrizione più tarda in una chiesa di Hamelin, a imperitura e dolente memoria. Solo un bimbo zoppo si salvò, perché non riusciva a seguire il passo veloce degli altri (la versione più tardiva, addolcita per bambini, dice che i piccoli furono portati in un luogo di gioia, ma la realtà fu tragica).
Ulisse, adulto e astuto, trova il modo per ascoltare senza farsi travolgere dalle emozioni potenti che quel canto evoca. Topi e bambini, e gli adulti infantilizzati da un pensiero primitivo e acritico, perché non affinato da riflessione, studio, lavoro e competenza reale, subiscono le seduzioni degli slogan in modo esponenziale. Le campagne politiche contemporanee lo dimostrano, con una ricerca spasmodica di slogan seducenti. Vincere pur di vincere. E pazienza se le conseguenze sono tragiche: la Brexit, con i suoi costosi esiti, ne è un evidente esempio europeo. L’«America First!» di Trump è un altro slogan di potente seduzione, anche per quella parte della popolazione che “first” non sarà mai, e che anzi sta vedendo una regressione inquietante di molte opportunità reali.
Ulisse, intelligente, colto, è competente di navigazione, conosce il mare e le sue insidie, conosce se stesso e le proprie vulnerabilità. Sa discernere. Ascolta il canto, ne apprezza la bellezza seduttiva, ma non cambia la propria rotta. Così salva se stesso e i propri uomini. Discernere, parola stupenda, deriva dal latino dis-cernere, separare, distinguere, su una radice greca krínein, ancora più sottile, che indica il separare la pula dal grano, il fake, l’inutile o addirittura il pericoloso, dalla parte pregiata: di un seme, di un programma elettorale, di una scelta di vita.
L’augurio per il 2018, Amiche e Amici lettori, è di coltivare competenza, capacità di discernimento e limpidezza di giudizio in ogni nostra scelta: perché sia consapevole, efficace e costruttiva, in politica come nella vita.

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Parole chiave:
Competenza / Incompetenza - Comunicazione - Coraggio di agire - Discernimento - Politica - Riflessioni di vita - Seduzione

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.