Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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17/02/2014

Sesso fra adulti e minorenni: le ragioni di una deriva etica inquietante


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


Il 38% degli italiani ritiene accettabile l’incontro tra un adulto e un minore: l’indagine di “Save the Children” su 1001 italiani, tra i 25 e i 65 anni, quantifica un’opinione molto più forte di quanto si ritenesse. Il 28% degli adulti ha tra i propri contatti adolescenti che non conosce personalmente: l’adescamento in rete è una moda infettiva che ormai ha carattere epidemico. L’81% ritiene che le interazioni sessuali tra adulti e minori siano diffuse e trovino il loro input su Internet. Il 49% crede che sia l’adulto a iniziare l’approccio, ma ben il 41% pensa che gli adolescenti abbiano un ruolo attivo. Il 10 per cento sostiene che la responsabilità sia principalmente dei ragazzi: che sono considerati più disinvolti nei confronti della seduzione verso gli adulti (48%), sessualmente più precoci (61%), ma immaturi ed emotivamente non preparati a vivere la relazione con un adulto (36%). L’1% arriva a sostenere che l’esperienza sia formativa per il minore. Il 57% dei lettori (o lettrici?) della notizia sul web è invece indignato dal dato.
La domanda cruciale è una sola: perché questo sguardo legittimante è così diffuso? La prima ragione è biologica – inaspettatamente, forse, per molti: veniamo da millenni di storia in cui la pubertà coincideva con la possibilità procreativa e quindi anche con la sessualità. Le donne venivano sposate molto giovani (13-14 anni) per poter avere maggiori probabilità di figli che superassero vivi l’infanzia e una mamma ancora presente per accudirli. Tuttavia con un impegno affettivo e di progetto di famiglia oggi sostituito dall’uso dell’adolescente a solo scopo erotico. Le acque profonde dell’inconscio sono molto stabili: non è automatico cambiare una visione del mondo millenaria in due o tre generazioni.
Per molti uomini una ragazza dopo la pubertà è di per sé oggetto di desiderio: e il fatto che l’atteggiamento verbale, e soprattutto non verbale (vestiario, trucco, pose, immagini), sottolinei i tratti sessualmente attraenti, viene letto come seduzione attiva, e quindi come alibi per l’adulto che risponda con un comportamento sessualmente esplicito.
Altri fattori rendono oggi ancora più esplosiva la situazione dal punto di vista psicosessuale. Sta crescendo in modo vistoso il divario tra pubertà – intesa come comparsa della mestruazione che segna il passaggio dall’infanzia all’età potenzialmente fertile – e adolescenza, che comprende invece la lunga stagione della maturazione psicologica, che per molti ormai arriva oltre i 25 anni. Con la complicità di famiglie iper-accuditive e protettive che tengono i figli in una sorta di limbo maturativo, con l’eccezione del sesso. Si abbassa l’età dei primi rapporti, aumenta il sesso ginnico, ludico, promiscuo, sperimentale, si riduce il sesso vissuto come parte integrante di un sentimento d’amore. Aumentano il sesso e l’offerta sessuale su Internet, aumenta l’uso strumentale del sesso per ottenere vantaggi (denaro, carriera, benefit vari). Aumenta l’irresponsabilità degli adulti, soprattutto quando esiste una monetizzazione diretta o indiretta del rapporto con il/la minore («Io pago, lei/lui guadagna, siamo d’accordo: dov’è il problema?»), ma anche l’irresponsabilità dei ragazzi, non educati a comprendere e governare le conseguenze delle proprie azioni. Il limite più forte sul sesso tra adulti e minori sta nella validità del consenso, tanto più discutibile quanto più la ragazza o il ragazzo è giovane. Tanto è vero che la stessa legge italiana considera una diversa gravità a seconda dell’età del minore e della differenza di età con l’adulto. Infine, l’enfatizzazione del piacere erotico su tutto, la banalizzazione contemporanea del sesso, la sua monetizzazione diffusa, la mancanza di rispetto crescente per il valore della persona, soprattutto se minorenne, aumentano un errato ma diffuso senso di liceità. E di irresponsabilità sulle conseguenze: abusi, malattie sessualmente trasmesse, gravidanze indesiderate e una corruzione del senso di sé e del proprio valore difficile poi da recuperare. L’orizzonte è inquietante.

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Parole chiave:
Abuso, molestie, stalking, violenza sessuale e domestica - Adolescenti e giovani - Etica e bioetica - Gravidanza - Internet, videogiochi e televisione - Malattie sessualmente trasmesse - Pedofilia - Rapporti sessuali

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.