Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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23/05/2012

Riprendersi la vita dopo un tumore al seno


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho 42 anni. Sono stata operata di un tumore al seno. Ho fatto la chemio e sono andata in menopausa. Sto ingrassando, ho un sacco di disturbi. Il mio oncologo dice: «Stia contenta che è viva!». Ma che vita è, se mi sento una vecchia e divento sempre più brutta? Per non dire del sesso: una catastrofe! Lei che è una donna pratica, mi dia tutti i consigli che dà alla sue pazienti per stare almeno un po’ meglio! Grazie mille!”.
Annalisa B. (Livorno)

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Volentieri, gentile signora! Bisogna iniziare dagli stili di vita, che sono le fondamenta di ogni serio progetto di salute e, oso dire, di (ri)conquistata felicità fisica, con:
1. un’ora di movimento fisico al giorno, vivace e variato: per migliorare il tono muscolare e mentale, avere una migliore forma fisica e una migliore immagine corporea, per dormire meglio, per combattere la depressione e, non ultimo, per ridurre il rischio di recidive di tumore: molti studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico riduce l’infiammazione generale del corpo, attenuando la tendenza proliferativa delle cellule tumorali, e riduce anche le basi biologiche della depressione associata al tumore;
2. dieta appropriata, preferendo cibi freschi, cereali e legumi, e riducendo le calorie, così da bloccare la tendenza all’aumento di peso associata alla menopausa precoce e ben dimostrata nelle giovani donne con tumore al seno, come lei;
3. eliminazione del fumo: oltre a peggiorare il rischio oncologico generale e specifico del seno, il fumo riduce significativamente la lubrificazione vaginale, già carente in menopausa;
4. dopo l’intervento, un automassaggio al seno, per 10-15 minuti, con creme emollienti, tutte le sere: migliora la cicatrizzazione, riduce le sensazioni di fastidio, dolore, bruciore e aiuta a reintegrare il seno operato nella nuova immagine corporea, aiutando la donna a risentirlo “proprio”, soprattutto se richiama alla memoria le sensazioni piacevoli precedenti (secondo i principi della neuro-riabilitazione); in caso di linfoadenectomia, massaggiarsi il braccio omolaterale, tenendolo sollevato, così da favorire il drenaggio linfatico e prevenire il linfedema (dovuto al ristagno di linfa) e i sintomi di formicolio e le parestesie;
5. automassaggio e stretching vaginale, con gel di aliamidi (antinfiammatorio naturale), per mantenere l’elasticità e l’“abilitabilità” vaginale, riducendo il rischio di secchezza e dolore alla penetrazione (una ginecologa può insegnarlo bene);
6. ripresa precoce dei rapporti, se desiderati: non c’è nessuna controindicazione medica e l’attività sessuale è essa stessa un fattore che mantiene una migliore risposta genitale fisica.
Sono sei consigli efficaci, e a costo zero (in tempi così difficili): ci vuole disciplina e impegno, certo, ma si è ripagati da un netto miglioramento del benessere personale e della salute! Il nostro corpo resta il nostro migliore amico: un tumore è il segno del suo dolore. Ascoltiamolo e trattiamolo con più rispetto, più affetto e attenzione: ci compenserà! Lo dico per vita.

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Prevenire e curare – Quando ci vuole la fisioterapia

Un aiuto fisioterapico professionale è indispensabile:
- per prevenire e curare il linfedema in modo più strutturato;
- per rilassare i muscoli del pavimento pelvico, in caso di dolore all’inizio della penetrazione, bruciore vaginale dopo il rapporto e cistiti post coitali (24-72 ore dopo).

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Parole chiave:
Cancro al seno - Coraggio di vivere - Salute femminile - Stili di vita

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.