Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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21/03/2012

Perché le relazioni stabili possono spegnere il desiderio


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho molte colleghe sposate. E’ un coro: non hanno più desiderio! Allora è proprio vero che il matrimonio è la tomba non solo dell’amore, ma di tutto! Perché?”.
Mario, il curioso (Monza)

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Il desiderio in effetti fugge da molte donne sposate (o conviventi). Non da tutte, per fortuna, curioso Mario, che mi sembra abbia assunto lo stuzzicoso ruolo di consolatore-corteggiatore cortese delle sue colleghe coniugalmente annoiate. Se non c’è più desiderio, e il sesso delude, è più difficile che l’amore sopravviva. Soprattutto in tempi come i nostri, in cui la felicità fisica sessuale è considerata un diritto fondamentale, mentre si è ridotto il valore della famiglia, dei figli, del progetto di vita condiviso “per sempre”, oltre che il valore spirituale e morale del matrimonio.
Perché fugge, il desiderio? Per ragioni molteplici, che variano poi nella singola donna e coppia: perché era basso fin dall’inizio, e si era confuso un tiepido innamoramento per vera e forte attrazione fisica. Perché le donne, oggi, sono divorate dalla stanchezza, dallo stress cronico e dalla carenza di sonno: tre potentissimi killer del desiderio, specie nella coppia stabile. Perché i ritmi di vita concitati, e i molti fronti cu sui impegnarsi, rendono il sesso veloce, ripetitivo e frettoloso: di qui la fuga in un nuovo amore o in un’avventura, purché ci faccia sentire vivi. Fugge, il desiderio perché la coppia diventa una società di servizi e perché anche i partner dimenticano di corteggiarsi, di stuzzicarsi, di gratificarsi, di amarsi con brio e intelligenza: e la routine, si sa, ammazza qualsiasi slancio. Perché la crisi economica, con la riduzione di tante piccole gratificazioni, aumenta aggressività domestiche, irritabilità, ripicche, rancori e tensioni, che allontanano fisicamente e ammazzano anche i residui palpiti d’amore.
Per evitare questa palude mortifera, bisogna essere in due, molto motivati a tenere vivi slanci e attrazione, con l’attenzione, la passione, l’impegno e la cura con cui valorizziamo e proteggiamo le cose preziose per noi. Più l’intimità è trascurata, più diventa difficile rianimare un moribondo. Anche se si chiama desiderio. Anche se si chiamava amore.

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Prevenire e curare – L'ossitocina è amica dell'amore "per sempre"

L’ossitocina è il neurormone che “scrive” nel nostro cervello il nome delle persone che ci amano e ci rendono felici. Aumenta nel sangue durante il parto; quando la mamma allatta il piccolo; quando ci abbracciamo; e nel momento dell’orgasmo. Aumenta il benessere, il senso fisico di felicità; ha un’azione antalgica. Più esprimiamo l’amore fisico con baci, carezze, abbracci, più l’ossitocina ci tiene uniti e innamorati: ma per esserci ha bisogno di gesti d’amore veri e quotidiani.

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Parole chiave:
Disturbi del desiderio - Rapporto di coppia

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.