Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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19/11/2010

Papà in sala parto? No, se lui non se la sente


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho 28 anni e sto aspettando con gioia il mio primo bambino. Eppure sono turbata da un dispiacere. Avrei tanto voluto che il mio compagno mi stesse vicino al momento del parto: ma lui ieri sera mi ha detto che non se la sente, che sarebbe troppo in ansia per me e per il piccolo. Io ci sono rimasta malissimo, anche perché i mariti delle mie due migliori amiche invece hanno assistito e dicono che è stata un’esperienza stupenda. Lei che cosa ne dice? Insisto o lascio perdere?”.
Emanuela 82 (Treviso)

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Gentile Emanuela, capisco il suo disappunto ma le suggerisco di non insistere. Per una donna, avere il proprio uomo vicino in un momento così bello e delicato può essere un grande conforto, soprattutto se lui riesce a trasmetterle calma, serenità, dolcezza, ma anche forza e senso di protezione. Ma quando l’uomo non se la sente di assistere, è meglio non forzarlo. Il suo compagno può aver desiderato quanto lei questo bambino, e tuttavia sentire che questa potrebbe essere per lui un’esperienza troppo traumatica. Un’ansia di questo tipo non ha nulla a che vedere con la forza d’animo: ci sono uomini profondamente affidabili che però non se la sentirebbero mai di stare in sala parto! E non è neppure vero, come spesso si sente dire, che tutti gli uomini italiani vanno ormai in sala parto senza batter ciglio. I dati ISTAT, al contrario, dicono che la percentuale varia molto da regione a regione: è massima nel Nord-Ovest (87,8%) e nel Nord-Est (83,9%), media al Centro (68,9%) e minima al Sud (31,1%). La realtà è dunque molto varia e non dobbiamo considerare moralmente obbligatoria la presenza del papà nel momento cruciale della nascita del piccolo.
Ma cosa c’è di così traumatico in un evento come il parto? si chiederà lei, comprensibilmente contrariata. A sentire gli uomini, molte cose. Alcuni confessano di non reggere la vista del sangue e l’odore dei disinfettanti. Altri si sentono d’impiccio e non sopportano di restare inattivi. Altri ancora si sentono in colpa di fronte al dolore della donna. Alcuni infine si sentono male o addirittura svengono, soprattutto quando è necessario effettuare l’episiotomia, ossia un taglio per agevolare l’uscita del piccolo. E guardi che in certi casi lo shock può avere conseguenze inattese, spiacevoli e durature, come il blocco del desiderio sessuale verso la propria donna.
In positivo, a chi si sente di partecipare, il parto può trasmettere un’emozione straordinaria, un senso di grande amore e tenerezza per la propria donna, un’infinita commozione a vedere il piccolino che nasce. E anche la sensazione struggente che un capitolo della vita si sia ormai chiuso, e se ne apra uno nuovo caratterizzato da altre gioie e altre responsabilità.
Credo quindi sia giusto, Emanuela, rispettare la scelta del suo compagno, che evidentemente intuisce una propria specifica vulnerabilità personale nei confronti di un momento unico e indimenticabile, ma anche emotivamente molto intenso.

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E' possibile mediare fra il desiderio di lei e le ansie di lui?

Sì, in due modi complementari:
- seguire insieme un corso di preparazione al parto;
- stare insieme durante il travaglio, se l’ospedale ha camere singole e autorizza la presenza di un familiare.
Questo consente di condividere molte emozioni di amore, tenerezza, intimità, progettualità, sin dai mesi della gravidanza, e di rispettare al tempo stesso il bisogno di lui di non assistere alla parte potenzialmente più traumatica del parto.

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Corsi di preparazione al parto: come si svolgono?

- Sono organizzati dagli ospedali regionali, provinciali e a volte zonali
- Sono gratuiti
- E’ bene iscriversi per tempo, fin dal terzo mese di gestazione
- Ginecologi, ostetriche, anestesisti, pediatri e psicologi spiegano tutto quanto c’è da sapere sulle ultime fasi della gravidanza, sul parto e sul puerperio
- Il contatto con diverse figure mediche e con l’ambiente in cui avverrà il parto placa molte ansie e molte paure, di lei e di lui
- Il training autogeno di rilassamento aiuta la donna a modulare l’ansia e a partecipare con più consapevolezza alla nascita del bimbo
- L’amicizia che si crea fra tante coppie consente di condividere anche la fase delicata del puerperio, e di confrontarsi sui molti e profondi cambiamenti che il diventare genitori comporta

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Parole chiave:
Parto vaginale / Parto cesareo - Rapporto di coppia

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© 2010 - Gioia (Hachette Rusconi) - www.gioia.it

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.