Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
stampa
15/09/2008

Montagne, cavalli ed emozioni


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


Condividere una passione è bello. Condividerne due è fantastico. Ed è una benedizione della vita. Quando si amano in ugual misura cavalli e montagne, che cosa c’è di più entusiasmante di scoprire sentieri magnifici, tra boschi e prati e creste, proprio a cavallo, in fidata e allegra compagnia? Se poi si ha la fortuna di aprire un’ippovia sulle nostre splendide Dolomiti di Sesto, in alta Val Pusteria, l’emozione è immensa. Finita la tempesta turistica estiva, la montagna torna ai suoi silenzi, alla sua musica lenta e confortante, fatta di gorgoglìo di torrenti, di vento leggero tra gli alberi, di ronzio affaccendato di api e farfalle sui prati, di richiami acuti di marmotte.
La montagna torna al suo tempo e alla sua quiete. Si assaporano meglio i suoi profumi struggenti, immersi nei colori morbidi di un settembre luminoso e pieno di sole, i suoi prati con branchi di cavalli liberi, che fanno risuonare corde antiche. Le placide mucche pezzate, che al tramonto si immergono in luci segantiniane. Orizzonti limpidi e cornici di montagne imperiose: le tre Cime di Lavaredo, la Croda Rossa, Cima Undici, Cima Tre Scarperi, tra le montagne più belle del mondo.
Ci si immerge nella storia: anche quella dura, difficile e dolorosa dei nostri alpini, ritrovando le vecchie trincee e le caserme della prima guerra mondiale, ad alta quota. Ripensando a migliaia di ragazzi, sfiniti a tirar su cannoni coi muli per sentieri impervi, fino a morire soli, uccisi da ferite senza rimedio né conforto, per un pezzo di terra e un ideale lontano. Ripensando a interi paesi come Sesto, svuotati e ridotti in macerie. Case antiche, frutto di fatiche centenarie, devastate per rappresaglia. Famiglie distrutte. Immense e straziate solitudini della nostra gente di montagna.
Ci si immerge nei pensieri, in silenzio, mentre si procede su sentieri stretti, in densa contemplazione, ascoltando il passo attento del cavallo. Ci si rilassa chiacchierando, trotterellando su strade bianche che salgono morbide tra i boschi. E ci si accende con un guizzo, al galoppo, su prati verdi, vellutati e scintillanti. E’ bello stare in fondo, e osservare la morbida fila di cavalli e cavalieri, come nei tempi antichi, che si snoda e procede lenta e sicura e poi si allarga allegra sul prato, davanti alla malga amica. Nessun altro. Né auto, né moto. Solo bellezza. E la certezza di un patrimonio di emozioni, di natura e di cultura da riscoprire e da proteggere. Si può fare? Sì, se ci si impegna molto, perché tutto si svolga in piena sicurezza, per cavalli e cavalieri. Con l’aiuto degli eccellenti uomini del Corpo Forestale, con il lavoro di Sindaci determinati e attenti, come a Sesto e Dobbiaco, e di Associazioni di Amici del cavallo, quali la “Sen. Tom’s Adventure Riding Club”, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE). Persone e sinergie, per riscoprire un modo antico di valorizzare le bellezze naturali d’Italia, insieme a quest’animale emozionante e magnifico. Un animale che merita rispetto, cure e attenzione, perché aggiunge qualcosa di essenziale alla bellezza del mondo. Il cavallo può aiutarci a stare meglio, a stare bene, perché fa risuonare corde millenarie. Perché ci pacifica, quando si procede al passo, finalmente senza fretta, in armonia, e il corpo si rilassa, e tutta la frenesia del quotidiano si scioglie, lasciando libera e gustosa la sensazione di sentirsi vivi. Fino a scoprire un modo sano e musicale di essere semplicemente felici, cavallo e cavaliere insieme, tra le nostre montagne.

top

Parole chiave:
Ambiente, natura e animali - Riflessioni di vita

stampa

© 2008 - Il Gazzettino

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.