Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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30/05/2007

Menopausa precoce: i segnali d'allarme


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho una sorella, di 41 anni, che è appena andata in menopausa. Per fortuna lei ha già due bellissimi bambini. Io ho 32 anni, non ho ancora figli, e sono molto allarmata. Come faccio a capire se questo guaio può capitare prima anche a me? E’ vero che esiste una familiarità? Né mia mamma, né le nostre zie hanno avuto questo problema! Quali sintomi potrei avere? E’ possibile rallentare l’inizio della menopausa? Ed è vero che il fumo la può anticipare, come ho letto su un giornale? Io fumo...”.
Maurizia R. (Grosseto)

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Sì, gentile lettrice, ci può essere una familiarità, per cui il suo dubbio è comprensibile e motivato. Tuttavia, la prima cosa da fare è proprio non aumentare questo rischio con stili di vita inadeguati: il fumo può infatti anticipare la menopausa di ben due anni! Inoltre il danno tossico che causa a livello degli ovociti – le cellule riproduttive femminili – è tale che a trentacinque anni è come se, dal punto di vista della fertilità, l’ovaio ne avesse dieci di più. Questo secondo ricerche affidabili condotte presso centri di fecondazione assistita, che andavano a valutare quali fossero le variabili critiche che predicevano il maggiore o minore successo della diverse tecniche riproduttive. Smettere subito di fumare è il primo segno di sano amore di sé, anche dal punto di vista della fertilità.

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A che età può presentarsi l'alterazione del ciclo da premenopausa?

Presto detto: le età in cui iniziano i primi cambiamenti "climaterici" del ciclo sono le seguenti: tra i 30-34 anni: 10 per cento; tra i 35-39 anni: 27 per cento; 40-44 anni: 41 per cento; 45-49 anni: 18 per cento; 50-54 anni: 4 per cento. Come vede, il 37 per cento delle donne le ha già prima dei 40 anni, e un altro 41 per cento prima dei 45: il che significa che la grande maggioranza delle donne (78 per cento) ha alterazioni mestruali, e molti altri sintomi associati, che vengono troppo spesso trascurati, assai prima del fatidico ultimo ciclo, che segna l’inizio della menopausa!

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Quali sono le alterazioni mestruali tipiche della premenopausa?

Il ciclo diventa irregolare quando sia alterato:
a) nel ritmo: per cicli troppo ravvicinati, ossia inferiori ai 25 giorni (“polimenorrea”), al punto da arrivare anche due volte in un mese, o troppo lunghi (“oligomenorrea”), specie se superiori ai 40 giorni, tra l’inizio di un ciclo e l’inizio del successivo. In genere la donna presenta cicli più ravvicinati nella prima fase di esaurimento ovarico, seguiti da flussi più sporadici quando poi la menopausa è imminente;
b) nella quantità: troppo scarso o troppo abbondante (“metrorragia”);
c) nella durata: troppo breve (due giorni o meno) o troppo lungo (7 giorni o più).
E’ irregolare anche quando compaiono piccole perdite scure prima del flusso ( “spotting”, dall’inglese to spot, macchiare), e perdite di sangue in coincidenza dell’ovulazione, associate o meno a dolori.
Sono importanti segnali di allarme anche il peggioramento del dolore mestruale (“dismenorrea”) e la sindrome premestruale invalidante, ossia che interferisce con la vita quotidiana.

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Come si fa a capire in quale fase del grande passaggio ci si trova?

Ecco gli stadi tra i cicli normali e la menopausa:
- pre-transizione: cicli regolari per ritmo, quantità e durata, che persistono oltre i 35 anni;
- fase climaterica precoce: primi cambiamenti in quantità e/o durata del flusso e/o lunghezza del ciclo;
- fase climaterica intermedia: cambiamenti più marcati e persistenti nella lunghezza del ciclo (che si accorcia molto), senza tuttavia cicli completamente saltati (“skipping periods”);
- fase climaterica tardiva: nelle donne con cicli regolari, salto completo di un ciclo, che tende a ripetersi quanto più la menopausa si avvicina. Nelle donne con cicli irregolari, ulteriore allungamento dei periodi di “amenorrea”, ossia di assenza del flusso.

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Quali altri sintomi possono indicare che la menopausa si avvicina?

Molto dipende dal tipo di donna e dalla sua vulnerabilità agli effetti delle aumentate variazioni ormonali prima, cioè in premenopausa, e alla carenza completa di ormoni sessuali poi, a menopausa avvenuta, nei diversi organi del corpo. Questa vulnerabilità ha una forte base genetica. Per esempio, ci sono donne in cui è il cervello che risente per primo di questi cambiamenti ormonali: ed ecco il peggioramento della sindrome premestruale; i disturbi del sonno; l’aumento di disturbi d’ansia e depressivi; l’iniziale perdita di memoria. In altre signore, è l’apparato osteoarticolare a soffrire di più: ed ecco il peggioramento dei dolori articolari, specie a carico della parte alta del corpo. Quante donne, per esempio, sviluppano la famosa “periartrite scapolo-omerale” tra i 40 a i 50 anni? In altre ancora, è l’apparato urogenitale ad avvertire i primi cambiamenti premenopausali: ed ecco la secchezza vaginale, il dolore ai rapporti, ma anche l’urgenza minzionale o la vulnerabilità maggiore alle cistiti. Per altre, infine, è l’apparato gastrointestinale: ed ecco il peggioramento della digestione, l’aumentata fermentazione intestinale con peggioramento dei sintomi colitici e del gonfiore addominale. Sintomi, questi, dovuti all’alterazione dell’ecosistema del colon per la modificazione delle secrezioni prodotte dalle ghiandole intestinali, causate dalle variazioni ormonali.

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E per sapere se l'alterazione del ciclo è dovuta alla premenopausa e non solo a stress?

L’ormone spia si chiama FSH (follicolostimolante): va dosato, su richiesta del medico curante, con un semplice prelievo di sangue da fare tra il 3° e il 5° giorno del ciclo. La premenopausa è in agguato se il valore è superiore a 30 UI/L; è certa se il valore è di 40 UI/L in due prelievi successivi fatti a distanza di un mese.
In sintesi, gli ormoni ovarici sono una linfa che nutre tutto il nostro corpo. E, in loro assenza, ogni organo variabilmente soffre. L’alterazione del ciclo è dunque un semaforo rosso da non sottovalutare mai, perché è la spia di altri silenziosi cambiamenti a carico di sistemi cardinali della nostra salute. Quanto alla fertilità, il consiglio pratico è uno solo: se in famiglia c’è già stato un caso di menopausa precoce, è bene non ritardare troppo l’arrivo della cicogna. Auguri!

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Approfondimento – Quando il ciclo è normale?

Tre sono i parametri per definire la regolarità del ciclo:
a) il ritmo: è normale una durata di 28 giorni più o meno tre: quindi da 25 a 31, contando dal primo giorno di un ciclo al primo giorno del ciclo successivo;
b) la quantità di sangue eliminato: 100-300 cc;
c) la durata: 5 giorni, più o meno due, quindi da tre a sette.
Rientrano nelle caratteristiche del ciclo anche i sintomi di accompagnamento. E’ normale:
- il ciclo in cui il dolore mestruale (“dismenorrea”) non limiti la vita personale e sia controllabile con semplici analgesici;
- il ciclo in cui la cosiddetta sindrome premestruale (irritabilità, malinconia, aggressività, tensione, variazione di peso) sia di lieve entità e non interferisca con la vita quotidiana o il benessere personale o familiare.

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Parole chiave:
Menopausa precoce spontanea - Mestruazioni / Disturbi mestruali

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.