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La pillola aiuta a proteggere l'ovaio

13/03/2013

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

“Ho trovato molto interessante ed equilibrato il suo articolo sulla pillola pubblicato su “Oggi” di qualche settimana fa. Mi ha stupito il dato sulla prevenzione del cancro dell’ovaio, che non conoscevo. Come è possibile che ci sia questa clamorosa riduzione? Me lo spiega per favore? Grazie mille”.
Valentina B. (Lecco)
Volentieri, gentile Valentina. Anche perché il cancro dell’ovaio è davvero aggressivo. In Italia questo tumore colpisce oltre 4000 donne ogni anno, con una mortalità superiore al 50% delle donne colpite. Poterne ridurre la comparsa è della più alta importanza per la salute e la vita delle donne!

L’effetto protettivo è davvero notevole. Il rischio di cancro dell’ovaio è tanto maggiore quanto più alto è il numero di ovulazioni che una donna, o un animale, ha. Questo perché l’ovulazione attiva molteplici fattori di crescita, che possono stimolare la proliferazione anche di eventuali cellule anomale. La prova? L’animale che in assoluto ha la più alta percentuale di cancri ovarici è la gallina ovaiola. Nelle donne, quelle che hanno più rischio di tumori sono le donne che hanno avuto più ovulazioni perché non hanno avuto gravidanze: pensi che solo 100 anni fa, una donna, tra molte gravidanze, aborti e lunghi allattamenti, aveva in tutto 140-150 cicli (e ovulazioni) nella vita. Ora, con una sola gravidanza in media, e un allattamento breve, una donna ne ha 480-500, quindi più che triplicati. E in parallelo è aumentato anche il rischio di carcinoma ovarico, ulteriormente accelerato da abitudini di vita errate: fumo in primis e obesità.

Trattando le galline ovaiole con combinazioni di estrogeni e progestinici (come una pillola), oppure con soli progestinici, che mettono a riposo l’ovaio inibendo l’ovulazione, il rischio di cancro ovarico si è ridotto dell’80%. Interessante, le combinazioni a basso dosaggio si sono rivelate le più protettive, specialmente per i progestinici. Studi epidemiologici rigorosi, condotti sulle donne, hanno dimostrato che l’effetto protettivo della pillola contraccettiva è della stessa entità: dell’8-10% in meno per ogni anno d’uso, quindi 40-50% in meno dopo 5 anni, 80% in meno dopo dieci anni di uso. L’effetto è egualmente protettivo anche nelle donne con una parente di primo grado già colpita da cancro ovarico, e nelle donne con endometriosi, che hanno un rischio di tumori ovarici più che raddoppiato.

In assenza di controindicazioni, questi potenti effetti di protezione da un cancro micidiale dovrebbero far dare alla pillola la medaglia d’oro della chemioprevenzione oncologica. Oltretutto, ottenuta con un contraccettivo, che ci dà serenità in amore e tanti altri benefici, dalla riduzione del dolore mestruale e dei cicli abbondanti, all’attenuazione della sindrome premestruale, alla cura dell’acne e dell’irsutismo.

Dati scientifici alla mano, ecco perché penso che, usata con intelligenza clinica, la contraccezione ormonale sia una grande amica della salute della donna!

Prevenire e curare – Come ridurre il rischio del cancro ovarico

Semaforo rosso
- Non fumare: il fumo raddoppia il rischio di cancro ovarico
- Attente all’obesità: aumenta il rischio di cancro ovarico del 20%

Semaforo verde
- Assumere la pillola contraccettiva: riduce il rischio del 40-50% dopo 5 anni d’uso, fino all’80% dopo 10 anni!
- Allattare a lungo
- Fare la legatura delle tube (“sterilizzazione tubarica”) quando non si vogliono più figli: riduce il rischio del 30%

Cancro dell'ovaio Pillola contraccettiva

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