Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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11/03/2014

Innamorarsi in Internet: la seduzione che si alimenta di illusione


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho 23 anni e vivo in un piccolo paese dove muoio di noia. Faccio la commessa, perché non ho trovato niente di meglio. L’unica cosa che mi dà emozioni vere è chattare la sera sul mio computer. Attraverso Internet mi sono innamorata di un ragazzo fantastico. Ci siamo incontrati in rete due mesi fa ed è bellissimo. Lui vorrebbe incontrarmi davvero, dice di amarmi alla follia, ma io ho un po’ paura. E se poi io non gli piaccio o lui non mi piace? E’ vero che tutti gli amori nati su Internet finiscono male?”.
Alessia V.

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No, non tutti gli amori che nascono in rete sono destinati a finire, gentile Alessia. Tuttavia, solo una piccola minoranza sopravvive alla “prova di realtà” costituita dall’incontro nella vita vera. La maggioranza di questi innamoramenti virtuali finisce per due ragioni: la grande fragilità e vulnerabilità di questo tipo di illusione d’amore, e la presenza di alcuni rischi, anche gravi, specie per le donne più sprovvedute o ingenue.

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Come finiscono gli amori nati sul web?

- Su 2000 donne inglesi navigatrici abituali (età media 27 anni), il 24% ha avuto una storia romantica nata sul web (“cyber-love”); il 64% ha incontrato l’innamorato nella vita reale; il 10% dichiara di aver anche avuto una storia con lui per più di tre mesi
- Su 600 coppie australiane costituitesi sul web, il 70% si è separato dopo pochi mesi, a conferma della grande vulnerabilità delle coppie nate con una forte componente proiettiva e di sogno
- Il 9-21% delle donne, specialmente adolescenti, che hanno incontrato nella vita reale l’uomo “magico” di cui si erano innamorate sul web hanno vissuto situazioni di rischio, di abuso, di minacce
- In Italia, fino all’80% delle coppie nate sul web si separa dopo i primi incontri, soprattutto per la sensazione “di aver incontrato un estraneo”: tutto il senso di intimità emotiva svanisce, in queste coppie, quando la verità del corpo impone le sue ragioni rispetto ai sogni e al bisogno di innamorarsi

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Quali sono le differenze maggiori tra un innamoramento su Internet e nella vita reale?

Nella vita reale contano moltissimo il sesso della persona, la sua età, la sua estrazione sociale, il suo aspetto fisico. Nella cosiddetta “e-life”, il dialogo viene prima di tutto. Invisibili, almeno finché dura il gioco, possiamo dichiarare anche di essere dell’altro sesso; possiamo dichiararci giovani, o più giovani, belli, ricchi, con un bel lavoro. Possiamo giocare con identità multiple: un fenomeno chiamato “avatar” dal nome di un Dio indiano dalle molteplici forme.

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Perché Internet può essere "rischioso" dal punto di vista amoroso?

Innanzitutto, proprio per le caratteristiche della vita su internet, la “e-life”. Questa vita virtuale è sincrona, pur avendo una grande flessibilità temporale. Consente una destrutturazione dello spazio fisico: bastano un computer, una tastiera e un collegamento. Tutto il resto viaggia nell’immaginario. Questo è un piacere, certo, ma implica anche un forte rischio. Soprattutto quando il bisogno di eccitazione, di emozioni, di sogni è amplificato da una vita grigia e insoddisfacente, piena di noia, come lei descrive la sua, che aumenta le aspettative e la vulnerabilità a “illusioni d’amore” anche drammatiche.
L’innamoramento via web ha inoltre la singolarità dell’assoluta dominanza della parola scritta e delle immagini su tutti gli altri aspetti della comunicazione fisica: non c’è l’aspetto fisico dell’altro, finché non ci si scambia le foto (adesso quasi subito, per la verità…). Non ci sono l’odore dell’altro/a, il suo profumo, il suo sguardo, il suo abbraccio, il suo sorriso: tutti segnali potentissimi nel modulare la verità e la forza degli innamoramenti nella vita reale. Differenze non da poco rispetto al corteggiamento abituale, dove il corpo e le sue ragioni vengono prima di tutto.

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Chi corre più rischi, navigando su Internet?

Molto dipende dalle motivazioni per cui si va – tanto o poco – sul web. Ci si può andare per curiosità, per gioco, per sperimentarsi, pur avendo una vita reale soddisfacente: in questi casi il baricentro è “piazzato”, ossia la persona ha già di suo un buon equilibrio personale. E’ quindi in grado di valutare seduzioni giocose e rischi, e di prendere le opportune misure e distanze. Si dice in tal caso che la motivazione è “espressiva” di talenti, curiosità, capacità di sperimentarsi in altro modo.
Diversa è la situazione di chi sta vivendo un periodo di crisi, di chi è francamente depresso, ha una relazione conflittuale o deludente, o è insoddisfatto della sua vita corrente, come succede a lei. In tali casi la motivazione a cercare amicizie/partner su Internet è spesso “difensiva” rispetto a sentimenti di ansia, delusione, frustrazione, disistima che la persona non riesce ad affrontare sul terreno psicologico. In tali situazioni aumenta nettamente la vulnerabilità a comportamenti di tipo proiettivo, in cui la persona incontrata sul web diventa l’indossatore o l’indossatrice di tutti i nostri sogni e bisogni, il Principe azzurro o la Principessa rosa mai incontrati nella vita reale. Quanto più è alta la componente proiettiva e di illusione, tanto maggiore sarà poi il rischio di delusioni anche gravi. E perfino di abusi e di aggressioni.

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Perché è facile innamorarsi su Internet?

Perché ci si sente ascoltati, soprattutto durante il dialogo fitto in cui ci si scrive appassionatamente. E’ questo sentirsi ascoltati con attenzione la molla più forte che fa scattare l’innamoramento: perché l’ascolto dà un grande senso di intimità emotiva, di complicità, di partecipazione, in un certo senso con una dinamica antica, in cui prima ci si conosceva, e dopo, molto dopo, si aveva un’intimità fisica.
Il secondo elemento di grande seduzione è lo svelare, a poco a poco, il mistero dell’altro, a meno che foto e filmati non mostrino anche più del giusto… Questo “togliere il velo”, in senso simbolico prima ancora che reale, rilancia il desiderio, che si nutre di mistero, di sogno, di distanza, di silenzi. Ascolto, distanza, mistero nutrono la componente romantica dell’amore, il bisogno di sognare ad occhi aperti, e il desiderio erotico, che si nutre di “sexual day dreams”, di sogni sessuali ad occhi aperti, spesso mentre si sta facendo tutt’altro.
In positivo, il dosare con gradualità la conoscenza reciproca attraverso la scrittura può anche aiutare a costruire una qualità di sentimenti più profonda, che poi consenta di riconoscersi davvero nella vita reale. Chissà...

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Esiste la "Internet addiction", la dipendenza da Internet?

Probabilmente sì. L’ossessione per Internet è un semaforo rosso che si accende sulla via della salute, avvertendoci di rischi più profondi e più gravi:
- difficoltà di relazione per timidezza, complessi di inferiorità o di inadeguatezza fisica, economica, professionale;
- depressione, che aumenta la tendenza ad isolarsi dalla vita reale e dai rapporti affettivi veri;
- tendenza alla dipendenza: da sostanze quali alcol o droghe, ma anche da Internet;
- parafilia (che una volta si chiamava perversione): molti trovano su Internet il mezzo per appagare desideri altrimenti inconfessabili o non realizzabili;
- difficoltà di orientamento sessuale, in particolare omosessuale, soprattutto negli adolescenti, che può slatentizzarsi grazie alla pseudo-anonimità di Internet.
Quando preoccuparsi? Il segnale di dipendenza si accende quando il tempo passato su Internet tende ad occupare tutto il tempo libero personale, a scapito della vita reale.

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Parole chiave:
Dipendenze, droghe e doping - Innamoramento - Internet, videogiochi e televisione - Rapporto di coppia - Solitudine

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.