«Sono in grossa difficoltà. Ho rivisto un compagno di classe, con cui c’era stata solo una simpatia quando ero alle medie, e mi sono innamorata come una ragazzina! Però ho 55 anni, sono sposata con tre figli, e ho tanta confusione in testa. Anche lui è legato… Perché mi succede proprio adesso?».
Confusione
Confusione
Perché succede? L’innamoramento svela un bisogno di sognare, di evadere dalla routine, di riscoprire una parte di sé più leggera. Più giovane e spensierata, soprattutto rispetto alla dimensione quotidiana di una donna che lavora e ha una famiglia impegnativa. Con una vita fatta molto di doveri, di responsabilità, di fatica, soprattutto se si hanno anche tre figli adolescenti in casa. La sua età è stagione di innamoramenti inattesi, a quel che sento. Specialmente verso ex compagni di classe, con cui in passato c’era stato solo un flirt, un’attrazione senza seguito. «Mi consiglia di vivere questa simpatia fino in fondo – mi chiede – o di tenere il sogno?». Vivrei il sogno al meglio, così da capire e sentire quanto meriti vivere quest’attrazione nella realtà, e quanto rischi sul fronte della famiglia, impegnativa sì, ma che ama molto e alla quale ha dedicato tutta la sua vita.
Pillole di salute
«Mi aiuti a ritrovare la serenità. Avevo un prurito notturno temendo. Il ginecologo mi ha diagnosticato un lichen sclerosus vulvare. Mi ha prescritto una pomata al cortisone, prima tutti i giorni, poi a scalare, e una pomata al testosterone tutte le sere. Già dopo un mese il prurito notturno era scomparso: un miracolo! Però è comparso un problema grave di cui non oso parlare con il medico. Due, tre volte la settimana faccio sogni strani, e mi sveglio con un’eccitazione mai provata prima. Ho 62 anni, sono vedova: non mi aspettavo questo imbarazzo. Colpa del cortisone o dell’altra pomata? Devo sospenderle e tornare nell’altro inferno?».
M.G. (lettera firmata)
Tornare nell’altro inferno no di sicuro, gentile signora. Non si tratta solo di sopportare un prurito notturno invalidante e che tende a peggiorare, se non si cura il lichen sclerosus, la patologia della pelle che lo sottende. Ma di non prevenire una possibile evoluzione a lesioni tumorali, che si presenta in circa il 5% dei lichen sclerosus vulvari non curati. Evoluzione che è invece bloccata dall’ottima cura in corso.
Il cortisone è un potente antinfiammatorio, un poderoso “vigile del fuoco” biologico, che spegne rapidamente le infiammazioni e i sintomi che le accompagnano: in questo caso il prurito, che è una forma di dolore invalidante. Il cortisone locale va usato per brevi periodi, perché alla lunga tende a dare atrofia, accelerando l’invecchiamento dei tessuti vulvari. Non dà mai eccitazione genitale.
Il testosterone in pomata (propionato, più forte; oppure di derivazione vegetale, dalla dioscorea, ad azione più gentile) ha invece una duplice azione, preziosa nella cura del lichen sclerosus vulvare ma anche della sindrome genitourinaria della menopausa. La ragione? E’ un ottimo pompiere, come il cortisone, perché è un potente antinfiammatorio ma, a differenza del cortisone, è anche un eccellente architetto-ricostruttore dei tessuti genitali, che “ringiovaniscono” a tutto spessore, con risultati migliori di quelli ottenibili con qualsiasi terapia laser. Il punto chiave è trovare a dose giusta per lei, che mantenga i benefici antinfiammatori e ricostruttivi, senza provocare stimolazioni sessuali per lei disturbanti. Ne parli col suo ginecologo, chiedendogli la dose minima efficace. Per esempio, si può ridurre il cortisone a due volte la settimana, alternandolo con il testosterone in minima quantità, una-due volte la settimana, così da mantenere alcuni benefici senza rischio di eccitazioni indesiderate.
Un suggerimento per tutti noi. Di fronte a qualsiasi sintomo, suggerisco sempre di chiedere al nostro corpo, il nostro migliore amico: «Cosa mi stai dicendo con questo sintomo, amico mio?». Domanda preziosa per aumentare l’ascolto e l’attenzione ai sintomi nel loro significato esistenziale. Lei stessa potrebbe accorgersi che il suo corpo le sta chiedendo dei momenti di attenzione affettuosa, raggi di sole inattesi e buoni, senza colpa né vergogna. E potrebbe consentirsi di viverli, come un regalo che il suo corpo le fa, con lo stimolo di un farmaco amico che le regala un attimo di piacere, mentre la cura bene. A lei ascoltarsi e scegliere col suo medico la terapia su misura per lei.
«Sono gelosa dell’ex moglie del mio compagno. Anche se sono separati da anni, lui è sempre molto gentile con lei, troppo secondo me. E finisce che litighiamo tanto. Cosa faccio?».
Irene C.
Attenta, gentile signora. Non c’è nulla di più distruttivo della gelosia, peggio ancora se retrospettiva. Il rischio concreto di queste liti è di fargli rimpiangere la ex…
M.G. (lettera firmata)
Tornare nell’altro inferno no di sicuro, gentile signora. Non si tratta solo di sopportare un prurito notturno invalidante e che tende a peggiorare, se non si cura il lichen sclerosus, la patologia della pelle che lo sottende. Ma di non prevenire una possibile evoluzione a lesioni tumorali, che si presenta in circa il 5% dei lichen sclerosus vulvari non curati. Evoluzione che è invece bloccata dall’ottima cura in corso.
Il cortisone è un potente antinfiammatorio, un poderoso “vigile del fuoco” biologico, che spegne rapidamente le infiammazioni e i sintomi che le accompagnano: in questo caso il prurito, che è una forma di dolore invalidante. Il cortisone locale va usato per brevi periodi, perché alla lunga tende a dare atrofia, accelerando l’invecchiamento dei tessuti vulvari. Non dà mai eccitazione genitale.
Il testosterone in pomata (propionato, più forte; oppure di derivazione vegetale, dalla dioscorea, ad azione più gentile) ha invece una duplice azione, preziosa nella cura del lichen sclerosus vulvare ma anche della sindrome genitourinaria della menopausa. La ragione? E’ un ottimo pompiere, come il cortisone, perché è un potente antinfiammatorio ma, a differenza del cortisone, è anche un eccellente architetto-ricostruttore dei tessuti genitali, che “ringiovaniscono” a tutto spessore, con risultati migliori di quelli ottenibili con qualsiasi terapia laser. Il punto chiave è trovare a dose giusta per lei, che mantenga i benefici antinfiammatori e ricostruttivi, senza provocare stimolazioni sessuali per lei disturbanti. Ne parli col suo ginecologo, chiedendogli la dose minima efficace. Per esempio, si può ridurre il cortisone a due volte la settimana, alternandolo con il testosterone in minima quantità, una-due volte la settimana, così da mantenere alcuni benefici senza rischio di eccitazioni indesiderate.
Un suggerimento per tutti noi. Di fronte a qualsiasi sintomo, suggerisco sempre di chiedere al nostro corpo, il nostro migliore amico: «Cosa mi stai dicendo con questo sintomo, amico mio?». Domanda preziosa per aumentare l’ascolto e l’attenzione ai sintomi nel loro significato esistenziale. Lei stessa potrebbe accorgersi che il suo corpo le sta chiedendo dei momenti di attenzione affettuosa, raggi di sole inattesi e buoni, senza colpa né vergogna. E potrebbe consentirsi di viverli, come un regalo che il suo corpo le fa, con lo stimolo di un farmaco amico che le regala un attimo di piacere, mentre la cura bene. A lei ascoltarsi e scegliere col suo medico la terapia su misura per lei.
«Sono gelosa dell’ex moglie del mio compagno. Anche se sono separati da anni, lui è sempre molto gentile con lei, troppo secondo me. E finisce che litighiamo tanto. Cosa faccio?».
Irene C.
Attenta, gentile signora. Non c’è nulla di più distruttivo della gelosia, peggio ancora se retrospettiva. Il rischio concreto di queste liti è di fargli rimpiangere la ex…