Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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04/07/2011

Il prezzo del silenzio educativo


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


Pensate che un figlio sia un valore? Che la sua salute fisica ed emotiva sia una priorità assoluta? E allora, cari genitori, parlate con i vostri figli! Parlate di amore, di innamoramento, di rapporti. E non pensate: «Ma mio figlio, mia figlia è ancora troppo piccolo/a...». Più di un terzo dei giovani italiani ha rapporti sessuali completi e, nella maggior parte dei casi, non protetti, prima dei 15 anni. Parlate di autoprotezione, evitando alcol e droghe. Quanti incidenti stradali continuano ad essere causati da una guida in stato di ebbrezza? E quanti rapporti sono a rischio di malattia e gravidanze perché i ragazzi bevono prima per “farlo meglio”? Raccomandate di usare sempre il profilattico, sia ai figli maschi (qui è più efficace il padre) sia alle femmine: con le figlie è più incisivo il dialogo con la madre. Parlate, per proteggere i vostri figli da malattie sessualmente trasmesse che poi possono presentare un conto salatissimo sia sul fronte dei tumori, causati dal Papillomavirus (HPV), sia della infertilità o sterilità, quando sono in causa germi come la Chlamydia o il Gonococco. Per non fare come quella mamma in lacrime che mi accompagna la figlia 17enne, convinta che non abbia ancora iniziato ad avere rapporti, e la giovane fanciulla ha già un carcinoma in situ del collo dell’utero causato dal Papillomavirus. O quel padre che poi si preoccupa della disperazione del figlio sedicenne al terzo laser sui genitali per una recidiva di condilomatosi causata dal solito HPV. Per non fare come quei molti genitori che poi si distruggono di fronte ad un figlio gravemente leso o morto dopo un incidente causato dall’alcol. Parlate di contraccezione ormonale, se pensate che la prevenzione sia meglio di un aborto volontario o di una gravidanza indesiderata.
I figli non ascoltano? Non sempre. Se i genitori parlano – e ascoltano – con attenzione, con affetto, con autorevolezza, il messaggio passa. Magari non la prima volta, ma passa. Repetita juvant, le cose ripetute aiutano ad assimilare un concetto, un comportamento, uno stile, e a farlo proprio, soprattutto se la ripetizione è all’interno di conversazioni attente che prendono lo spunto da occasioni e notizie diverse, se è all’interno di un rapporto educativo fatto di amore ma anche di regole e di sana disciplina.
Perché insisto su questo tema? Ecco perché: la maturità 2011 ha già emesso il primo virtuale verdetto, con 9 giovani su 10 bocciati in tema di sessualità consapevole. Alle prese con le ultime fatiche scolastiche si sono fatti cogliere decisamente impreparati dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), che ne ha raggiunti 1.131 per un sondaggio sui comportamenti riproduttivi. Solo il 12% utilizza abitualmente la doppia protezione (pillola più preservativo), il più efficace strumento contro gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili; e una teenager su quattro ha fatto ricorso almeno una volta alla contraccezione di emergenza. Non si può mandare in ferie il cervello! Le minorenni sono responsabili da sole dell’utilizzo del 55% della contraccezione d’emergenza – in sei anni ne utilizzano di più che nei trenta successivi – e del 3,4% del totale di tutte le interruzioni volontarie di gravidanza. Non bastasse, 3 volte su 4 chi contrae un’infezione a causa di rapporti non protetti è un giovane tra i 15 e i 24 anni. E l’estate è la stagione più a rischio: il 51% dei nostri ragazzi vive “la prima volta” proprio in questi mesi, ed è questo il periodo dell’anno in cui consumano più alcol e droghe (46%), fortissimi indicatori di rischio per rapporti non protetti. Il tutto aggravato dalla promiscuità: il 42% degli intervistati ha già avuto da 2 a 5 partner, il 10% da 6 a 10, e il 9% più di 10 (sic!).
C’è un aggregarsi di rischi, quando il genitore (e la scuola) tacciono? Sì: dove si fa meno educazione sessuale, a casa e a scuola, abbiamo più interruzioni di gravidanza, più gravidanze nelle minorenni e più malattie documentate, per esempio da Papillomavirus. Nel solo Lazio, nel 2008, 607 under 19 sono diventate mamme e questa regione detiene anche il record per tasso di abortività pari a 9,9 per 1.000 (donne fra i 15 e i 49 anni), seconda solo all’Emilia Romagna (11,1), dove però è fortissimo il contributo alle IVG delle immigrate. Ma il Centro Italia ha anche quasi il doppio (7/1000) di condilomatosi cliniche (ossia infezioni da Papillomavirus diagnosticate) rispetto alle regioni del Nord (4,9/1000).
Il genitore che tace fa al figlio un regalo per le vacanze avvelenato: è come dargli/le la macchina in mano senza aver spiegato che cos’è un semaforo rosso. Risultato? Ogni anno a settembre si registra un boom di accessi negli ambulatori e nei reparti di ginecologia (+30%), per tentare di risolvere situazioni di crisi, di infezioni e gravidanze, che si sono determinate nei mesi precedenti. Il prezzo del silenzio educativo è altissimo: figli a rischio, e su più fronti. Per saperne di più, si può visitare il sito “Scegli tu”, della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia.
Un buon regalo per la maturità? Una visita ginecologica per lei, meglio se presso un consultorio per adolescenti, per parlare di contraccezione e di vaccinazione contro il Papillomavirus (funziona e ci si può vaccinare fino a 45 anni!), per fare una visita ginecologica e un pap-test, se la ragazza ha già rapporti. E una visita andrologica per lui, con un medico giovane che sia motivato a parlare anche di prevenzione. Perché è meglio parlarne con chiarezza prima, che non piangere dopo! Cosa fanno i genitori più franchi e pragmatici? Mettono una scatola di profilattici nella valigia dei rampolli, con un biglietto affettuoso: «Divertiti, ma usa la testa!».

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Parole chiave:
Adolescenti e giovani - Alcol - Educazione sessuale e contraccettiva - Interruzione volontaria di gravidanza (IVG) - Malattie sessualmente trasmesse - Pillola contraccettiva - Pillola del giorno dopo - Profilattico

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© 2011 - Il Gazzettino

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.