Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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02/04/2014

Foto in intimità d'amore: meglio non farle


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Mia madre mi ha fatto leggere una sua intervista in cui lei consiglia di non fare foto o filmati quando si fa l’amore. Perché? Io mi fido del mio ragazzo e non vedo che cosa ci sia di male… Così abbiamo avuto una brutta discussione!”.
Giusy (Napoli)

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Gentile Giusy, ricordo l’intervista nata dall’ennesima messa sul web di filmati intimi per vendetta da parte di un ex fidanzato con cui la ragazza non voleva tornare. La mia premessa è questa: in tutti gli aspetti la vita, intercettare i rischi, prima che si verifichino, è la prevenzione più sicura ed efficace (prevenzione primaria). Non farsi fotografare o riprendere evita di mettere in mano a un’altra persona del materiale che poi potrebbe essere usato per offendere, umiliare, ferire in modo grave, pervadente e persistente. «Ma io mi fido!», lei dice. Questo è il punto. Purtroppo il fidarsi, in questa materia, apre la porta a rischi infiniti, a volte nemmeno immaginati e dalle conseguenze non calcolabili. Ecco perché dico che è meglio prevenire alla radice, evitando. Una volta messi in rete, per scherzo o per vendetta, le foto o i filmati restano lì per sempre. Perché la rete non dimentica. E conserva tutto, basta saper cercare.
«Ma quali rischi!», dicono molte ragazze. Ne indico cinque, ben evidenti nella mia pratica clinica. Innanzitutto l’umiliazione personale, soprattutto nei piccoli paesi dove l’aggressività sociale può essere fortissima. La perdita di autostima, di fiducia, una vera sindrome post-traumatica da stress, più seria nelle donne più fragili e/o con minore sostegno familiare, che può causare una depressione anche molto grave fino a tentativi di suicidio. Il danno alla famiglia: ci sono madri che non escono più di casa per la vergogna e padri che si sentono umiliati e derisi loro stessi, come mai avrebbero pensato, soprattutto in ambienti più conservatori e tradizionali. Il danno futuro, quando si cercherà un lavoro: un giretto su Internet ormai lo si fa sempre, prima di assumere. E questo tipo di immagini non aiuta, a meno che non si vogliano fare carriere alternative. Ultimo, e meno pensato: il rischio nelle relazioni successive. All’inizio il nuovo partner può liquidare la questione dicendo che l’altro è stato un delinquente. Finito l’innamoramento, la sensazione che lei sia un “corpo profanato” dai mille sguardi e desideri corsi sul web può scatenare aggressività impensate. Anche nella famiglia di lui.
Ecco perché prevenire – un bel “no foto”! – è saggia auto-protezione. Almeno finché il postare foto altrui senza consenso scritto non diventerà un reato di stalking duramente perseguito.

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Prevenire e curare – Che cosa riduce la capacità di dire di no

- L’innamoramento, che porta a una sudditanza psicologica sino alla “fiducia cieca”
- L’alcol: anche modiche quantità riducono la capacità di intuire i rischi e dire di no
- Le droghe eccitanti come la cocaina
Far l’amore è bellissimo, ma senza migliaia di occhi pronti a spiare sul web.

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Parole chiave:
Alcol - Immagini intime - Internet, videogiochi e televisione - Rapporto di coppia

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.