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Far l'amore bene dopo il tumore al seno: cosa posso fare?

Far l'amore bene dopo il tumore al seno: cosa posso fare?
28/05/2025

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano








Alessandra Graziottin al convegno dell'Associazione "Mai più sole"

«Cara professoressa, la seguo da tanti anni e so che lei metterebbe gli ormoni anche sulla salsa al pomodoro. Purtroppo otto anni fa ho avuto un tumore al seno. Pensavo di aver retto bene, ma non avevo fatto i conti con la mia parte intima. Single da anni, proprio adesso mi sono innamorata e sono ricambiata! Ed ecco la beffa: impossibile avere rapporti per la secchezza e il dolore, anche se il desiderio è tanto perché lui mi piace proprio! Mi dica coso posso fare dalla A alla Zeta, anche perché da quel che vedo tutte le donne con questo tipo di tumore hanno il mio problema… e non ne parla nessuno. Forse per gli oncologi siamo tutte vecchie e senza più vita sessuale?».
Caterina speranzosa
Simpatica Caterina, sì metterei con gusto gli ormoni anche sulla salsa, se servisse a far stare meglio le donne in sicurezza! Lei ha ragione: la felicità sessuale è assente dalla maggioranza delle conversazioni tra oncologi e pazienti, con qualche luminosa eccezione. E’ tempo che se ne parli con attenzione clinica, competenza e cuore. Anche perché il numero di donne operate di tumore al seno, in Italia, è impressionante: circa 925.000! E ogni anno vengono diagnosticati 54.000 nuovi casi (dati dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica - AIOM, 2024). La sopravvivenza a 5 anni è ottima (88%), grazie ai progressi delle diverse terapie. Con quale costo, tuttavia, sul fronte della salute affettiva e sessuale? Dopo la diagnosi di tumore al seno si separa ben il 25% delle donne italiane (AIOM, 2024) contro il 3% delle coppie se è lui ad avere un tumore. Perché questa differenza? Quanto pesano la difficoltà o l’impossibilità di avere rapporti soddisfacenti nel far esplodere una seria crisi di coppia? E quanto pesano cure e complicanze nel peggiorare la sindrome genitourinaria della menopausa (GSM), di cui soffre gravemente il 45% delle donne dopo il tumore, contro il 21% delle coetanee sane?
Per aprire la conversazione, basterebbe che ogni oncologo chiedesse: «Molte donne con tumore al seno soffrono di problemi sessuali, anche a causa delle terapie. Succede anche a lei?». E, se sì, inviare la donna al o alla collega competente. Ne ho parlato all’eccellente convegno “Tornare a vivere dopo il tumore al seno”, organizzato a Cagliari il 10 maggio 2025 dall’Associazione “Mai più sole”, dedicato proprio alle donne con questo tumore.
Punto chiave: medico e donna dovrebbero fare insieme un “bilancio di salute”, oncologica e sessuale. La donna dovrebbe fare la sua parte, adottando con costanza stili di vita sani. Attività fisica quotidiana: 45 minuti di camminata veloce al giorno riducono tumori e recidive. Via alcol e fumo. Respiro lento e profondo, e super controllo del peso: l’obesità aumenta del 100% il rischio relativo di sviluppare un tumore al seno e aumenta del 97% la mortalità. Quindi mettersi in forma! Il ginecologo dovrebbe individuare presenza e gravità della GSM, così sottovalutata, e trattarla in modo efficace.
Ecco che cosa può fare in serenità: idratanti e lubrificanti; gel con spermidina e acido ialuronico; terapie fisiche, fra cui il laser. Nelle donne che hanno dolore ai rapporti è poi indispensabile la fisioterapia, se i muscoli del pavimento pelvico sono contratti: perché non hanno avuto figli o li hanno avuti solo con taglio cesareo, oppure perché non hanno rapporti da anni. Utile il diazepam vaginale, su prescrizione medica, per rilassare i muscoli perivaginali contratti. Infine sono molto interessanti i nuovi dati scientifici sulle terapie ormonali vaginali, con testosterone, prasterone, e/o estrogeni, perché questi ultimi migliorano significativamente tutti i sintomi sessuali e urinari, senza rischi di recidive né effetti sulla sopravvivenza. La loro indicazione nella singola paziente va valutata insieme da oncologo e ginecologo, perché sono non ancora inclusi nelle linee guida. Ma è già una rivoluzione. Con una buona strategia di cura, la maggioranza delle donne può tornare a vivere bene dopo un tumore al seno, anche sessualmente. Ancor di più, con un nuovo amore.

Pillole di salute

«Il dolore al clitoride controindica la crema al testosterone: così dice la mia ginecologa. E’ vero?».
Matilde, Palermo

Sì, ha ragione, perché il dolore al clitoride potrebbe essere associato a una sindrome dell’eccitazione genitale persistente, che va diagnosticata, o esclusa, con cura. Auguri di cuore.

«Separata da un anno, faccio sogni erotici che non ho mai fatto nella vita e che mi imbarazzano. Perché?».
Alberta R.

Il suo inconscio le dice con garbo che nella sua vita c’è ancora grande spazio per essere felice, anche sessualmente. Contenta?

Carcinoma mammario Dolore ai rapporti / Dispareunia Menopausa iatrogena Rapporto medico-paziente Secchezza vaginale Sessualità femminile Stili di vita Terapia ormonale locale Volontariato

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