Caterina speranzosa
Per aprire la conversazione, basterebbe che ogni oncologo chiedesse: «Molte donne con tumore al seno soffrono di problemi sessuali, anche a causa delle terapie. Succede anche a lei?». E, se sì, inviare la donna al o alla collega competente. Ne ho parlato all’eccellente convegno “Tornare a vivere dopo il tumore al seno”, organizzato a Cagliari il 10 maggio 2025 dall’Associazione “Mai più sole”, dedicato proprio alle donne con questo tumore.
Punto chiave: medico e donna dovrebbero fare insieme un “bilancio di salute”, oncologica e sessuale. La donna dovrebbe fare la sua parte, adottando con costanza stili di vita sani. Attività fisica quotidiana: 45 minuti di camminata veloce al giorno riducono tumori e recidive. Via alcol e fumo. Respiro lento e profondo, e super controllo del peso: l’obesità aumenta del 100% il rischio relativo di sviluppare un tumore al seno e aumenta del 97% la mortalità. Quindi mettersi in forma! Il ginecologo dovrebbe individuare presenza e gravità della GSM, così sottovalutata, e trattarla in modo efficace.
Ecco che cosa può fare in serenità: idratanti e lubrificanti; gel con spermidina e acido ialuronico; terapie fisiche, fra cui il laser. Nelle donne che hanno dolore ai rapporti è poi indispensabile la fisioterapia, se i muscoli del pavimento pelvico sono contratti: perché non hanno avuto figli o li hanno avuti solo con taglio cesareo, oppure perché non hanno rapporti da anni. Utile il diazepam vaginale, su prescrizione medica, per rilassare i muscoli perivaginali contratti. Infine sono molto interessanti i nuovi dati scientifici sulle terapie ormonali vaginali, con testosterone, prasterone, e/o estrogeni, perché questi ultimi migliorano significativamente tutti i sintomi sessuali e urinari, senza rischi di recidive né effetti sulla sopravvivenza. La loro indicazione nella singola paziente va valutata insieme da oncologo e ginecologo, perché sono non ancora inclusi nelle linee guida. Ma è già una rivoluzione. Con una buona strategia di cura, la maggioranza delle donne può tornare a vivere bene dopo un tumore al seno, anche sessualmente. Ancor di più, con un nuovo amore.
Pillole di salute
Matilde, Palermo
Sì, ha ragione, perché il dolore al clitoride potrebbe essere associato a una sindrome dell’eccitazione genitale persistente, che va diagnosticata, o esclusa, con cura. Auguri di cuore.
«Separata da un anno, faccio sogni erotici che non ho mai fatto nella vita e che mi imbarazzano. Perché?».
Alberta R.
Il suo inconscio le dice con garbo che nella sua vita c’è ancora grande spazio per essere felice, anche sessualmente. Contenta?
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