Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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27/02/2015

Deficit dell'erezione: l'azione dei farmaci vasoattivi


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Gentile professoressa, sono uno studente di medicina e qualche giorno fa ho letto un articolo sull’enorme successo in Italia dei farmaci per il deficit erettivo. Pare che la celebre “pillola blu”, per esempio, abbia venduto in 15 anni più di 86 milioni di compresse e che la scadenza del brevetto, aprendo la strada ai generici, abbia ulteriormente rilanciato il prodotto, ora molto meno caro. La mia curiosità però è un’altra: mi potrebbe chiarire quali sono le principali differenze tra i vari farmaci vasoattivi, e quali sono i possibili effetti collaterali?”.
Carlo (Roma)

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Gentile signor Carlo, inizio subito dalla seconda domanda, quella sugli effetti collaterali. Prima però, vorrei fare una piccola premessa e spiegare il principio di funzionamento di questi prodotti.
L’erezione è dovuta tre eventi fondamentali:
- il rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi del pene;
- la vasodilatazione arteriosa, che fa affluire il sangue in queste cavità;
- la costrizione dei vasi venosi, che determina il ristagno del sangue e quindi l’erezione completa.
Il rilassamento muscolare è stimolato dalla guanosina monofosfato ciclico. La fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5), a sua volta, è un enzima che degrada la guanosina, interrompendone l’azione. I farmaci vasoattivi inibiscono l’azione della fosfodiesterasi, migliorando così la tenuta dell’erezione.

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Quali sono le controindicazioni?

Queste pillole vanno evitate dai cardiopatici in cura con farmaci nitrati (vasodilatatori, tipicamente usati in caso di angina). E’ suggerita un po’ di attenzione anche a chi soffre di pressione bassa: si tratta infatti di vasodilatatori e, se aggiungiamo l’emozione del momento e magari fa anche caldo, il rischio (minimo) di un brusco calo di pressione c’è. Per lo stesso motivo è da evitare l’abbinamento con l’alcol, anch’esso vasodilatatore, oltre che nemico in generale della qualità della prestazione sessuale.

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E gli effetti collaterali?

Sono sostanzialmente modesti. Abbiamo detto che i farmaci per l’erezione agiscono sulla fosfodiesterasi di tipo 5, inibendola temporaneamente. La famiglia delle fosfodiesterasi, però, contiene enzimi presenti anche in altri organi. Se il farmaco agisce parzialmente anche su quelli, può dare sintomi come:
- cefalea, e rossore al volto e alla parte alta del torace, dovuti all’interazione con la fosfodiesterasi di tipo 1, che si trova nei vasi sanguigni;
- aloni blu quando si fissa una fonte luminosa (cianopsia), dovuti all’interazione con la fosfodiesterasi di tipo 6, che si trova nella retina;
- dolori muscolari, dovuti all’interazione con la fosfodiesterasi di tipo 11, presente nei muscoli.
Questi effetti vanno sempre valutati con il medico, a seconda della loro frequenza e intensità. In determinati casi, si può decidere di sostituire il prodotto con un altro, o di sospendere il trattamento.

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Insomma, è meglio evitare le autoterapie

Assolutamente sì. Ma questo non vale soltanto per gli effetti collaterali: anche la prescrizione del farmaco vasoattivo in sé va fatta dal medico, perché la disfunzione erettile può essere il sintomo di un problema di salute più importante: ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, disfunzione tiroidea, problemi neurologici, depressione, disfunzioni ormonali. E’ lo specialista che ha il compito di capire qual è la causa biologica all’origine del problema e di curarla con le opportune terapie.

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Quali sono le caratteristiche del sildenafil?

Commercializzato con il nome di Viagra, è il primo inibitore selettivo della fosfodiesterasi di tipo 5 entrato in commercio. Le percentuali di efficacia variano a seconda dell’eziologia del deficit erettivo: massime nei paraplegici (80-83%) e minori nei diabetici (50-55%), per la coesistenza di microangiopatia e neuropatia diabetica. Va preso 20-30 minuti prima del rapporto, e ha una copertura di 4-5 ore. L’ultima formulazione messa in commercio è orodispersibile, ossia deve essere posta in bocca, sulla lingua, e lasciata sciogliere prima di ingerirla con o senz’acqua.

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E gli altri farmaci?

L’avanafil (nome commerciale, Spedra) è l’ultimo nato, ed è anche il più veloce: basta prenderlo 12-15 minuti prima del rapporto. Ha anche una buona copertura, 12-15 ore, dunque è ottimo in caso di rapporti notturni o al risveglio il mattino dopo. Dà un’erezione naturale e di qualità, con meno effetti collaterali su muscoli e visione.
Il tadalafil (Cialis) non si prende al bisogno, ma come terapia continuata (in genere 5 mg ogni sera, per 3 mesi). E’ disponibile in formulazione orodispersibile. Se preso prima di un rapporto, raggiunge la massima efficacia dopo 2 ore. Il suo effetto dura oltre 36 ore, ed è quindi particolarmente consigliato per i giovani, che hanno rapporti più frequenti e meno prevedibili nel tempo.
Anche il vardenafil (Levitra) è orodispersibile, cioè si scioglie in bocca come una mentina. Ha un assorbimento abbastanza rapido: 15-20-minuti. L’efficacia è simile a quella degli altri prodotti.

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E' vero che le donne oggi sono meno critiche verso questi farmaci?

Decisamente sì. Per molti anni, le donne hanno vissuto questi farmaci come una piccola grande tragedia, fonte primaria di enormi problemi di autostima («Cosa c’è in me che non va? Non gli piaccio più?»). Oggi le cose sono molto cambiate: le donne sono interessate anche alla qualità della prestazione, e non solo agli aspetti affettivi del rapporto. Inoltre si è capito che si tratta di farmaci che aiutano la risposta genitale, e nulla hanno a che vedere con il desiderio in sé. Senza contare che la ritrovata serenità sul fronte della risposta fisica può indurre entrambi a scoprire, o riscoprire, il bello dell’abbandono ai sentimenti e all’attrazione, con un effetto certamente positivo sulla soddisfazione sessuale e sull’intesa di coppia.

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Parole chiave:
Disturbi dell'erezione / Disfunzione erettile - Erezione - Farmaci vasoattivi

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© 2015 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.