Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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14/11/2014

Cerotto e altri contraccettivi: un'ampia scelta a disposizione dei giovani


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Gentile professoressa, abbiamo una figlia di 19 anni e parlando con lei ci siamo accorti che non ha le idee molto chiare in tema di contraccezione. E nemmeno noi, a dire il vero. Ci può dare qualche consiglio? Abbiamo sentito parlare del cerotto: è vero che è molto efficace? Secondo lei, come mai i giovani ne sanno così poco su un argomento così importante per la loro vita?”.
Paolo e Laura, Arezzo

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Gentili Paolo e Laura, con la vostra lettera toccate un tema molto importante: quello dell’educazione sessuale e contraccettiva dei giovani di oggi. La crescente promiscuità e precocità che caratterizza le loro esperienze non sembra accompagnarsi a un adeguato senso di responsabilità e, soprattutto, a una sufficiente conoscenza dei metodi per proteggersi dalle gravidanze indesiderate e dalle malattie sessualmente trasmesse.
Questo è particolarmente vero in Italia, soprattutto in confronto ai Paesi del Nord Europa, con Svezia e Danimarca in testa: il 42% delle under 25 italiane non utilizza alcun metodo contraccettivo; una gravidanza su cinque non è voluta; moltissime giovani pensano che la contraccezione sia solo la pillola ma, visto che temono di ingrassare o di dimenticare di assumerla con regolarità, preferiscono non usare alcun metodo: cresce così il ricorso alla pillola del giorno dopo.
La responsabilità di questa generale mancanza di informazione ed educazione è delle famiglie, della scuola e dei medici stessi, che non parlano abbastanza di questi argomenti con le loro giovani pazienti.

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Quali sono le risposte giuste sul piano contraccettivo?

Oggi esiste un’ampia scelta tra metodi anticoncezionali innovativi, che non richiedono un appuntamento quotidiano come la pillola contraccettiva e che, se ben usati, hanno una sicurezza del 99,9%. Tra questi, si sta diffondendo con successo proprio il cerotto di cui avete sentito parlare anche voi: agisce per via transdermica, rilasciando un mix di estrogeni e progestinici che impedisce l’ovulazione.

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Per chi è maggiormente adatto?

Il cerotto si cambia una sola volta la settimana, e quindi rappresenta un’ottima scelta per le donne ansiose o che tendono a dimenticare la pillola. La somministrazione transdermica, inoltre, è particolarmente indicata in tutte le situazioni in cui, a vario titolo, sia compromesso il corretto assorbimento dei principi attivi assunti per bocca: diarrea da sindrome dell’intestino irritabile; bulimia con abuso di lassativi; celiachia e altre gravi intolleranze alimentari, per esempio al lattosio. Il cerotto, infine, consente di saltare il primo passaggio epatico, ed è quindi più leggero per l’organismo.

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Come funziona?

Attraverso la pelle, il cerotto libera in modo costante le minime quantità di etinilestradiolo (estrogeno) e norelgestromina (progestinico) sufficienti a inibire l’ovulazione, svolgendo quindi una perfetta azione contraccettiva. In più, la norelgestromina riduce l’acne ma, a differenza di altri farmaci, mantiene una normale idratazione della cute: un notevole vantaggio estetico e di salute dermatologica.

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Chi invece non può usarlo?

Le controindicazioni del cerotto sono le stesse di qualsiasi altro contraccettivo ormonale:
- epatiti in atto;
- pregresse tromboflebiti o trombosi;
- tumori ormonodipendenti (al seno o all’utero);
- perdite di sangue vaginali di cui non si sia diagnosticata la causa;
- malattie cardiovascolari serie, come l’ipertensione arteriosa severa o il diabete con complicazioni vascolari;
- emicrania severa con aura.
Il cerotto, inoltre, non è il sistema ideale per chi soffra di psoriasi e dermatosi, perché potrebbe peggiorare il disturbo cutaneo. L’adesivo, infine, può provocare allergie della pelle in persone particolarmente sensibili.

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Quali sono i metodi contraccettivi alternativi al cerotto ormonale?

Sono la pillola, l’anello vaginale, l’iniezione di progestinici, l’impianto sottocutaneo, il profilattico maschile, il profilattico femminile, il diaframma e la spirale. Vediamoli in breve.

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La pillola

Si assume per bocca sotto forma di compresse quotidiane, contenenti etinilestradiolo (estrogeno sintetico) e progestinico (progesterone sintetico), oppure estradiolo (estrogeno bioidentico) e progestinico (dienogest), che bloccano l’ovulazione. Questo metodo è stimato efficace al 99, 9% nell'uso perfetto, ma può scendere fino al 95% quando la donna lo assume in modo non corretto, soprattutto per dimenticanze o irregolarità di orario.

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L'anello vaginale

Contiene etinilestradiolo e progestinico, viene inserito in vagina dalla donna ed è efficace per 21 giorni; poi viene rimosso e, dopo 7 giorni di pausa, ne viene inserito uno nuovo. La protezione contraccettiva è eccellente. Come ogni altro metodo ormonale, lo si può usare anche in continua (tolto uno se ne mette subito un altro) per evitare la mestruazione e i disturbi ad essa correlati. Non è indicato per chi soffre di candida vaginale recidivante.

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L'iniezione di progestinici

E’ consigliata alle donne che non sopportano o non amano la pillola. Tende a provocare irregolarità nel ciclo mestruale.

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L'impianto sottocutaneo

Inserito nel braccio tramite una piccola operazione in anestesia locale, l’impianto ha un’efficacia triennale e diffonde un progestinico (etonogestrel) senza interruzione. E’ più efficace della pillola, in quanto non è soggetto ad errori di assunzione, e – in proporzione – è meno caro.

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Il profilattico maschile

Sicuro al 97% per quanto riguarda la fertilità, rappresenta l’unica soluzione per proteggersi contro le malattie sessualmente trasmesse. Se si vuole ottimizzare la protezione, va usato in tutti i tipi di rapporto (vaginale, orale, anale), fin dall’inizio del rapporto. Ogni pezzo va usato una volta sola e fin dall’inizio del rapporto (non solo sul gran finale, come molti fanno).

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Il profilattico femminile

E’ un anello in poliuretano lubrificato da inserire in vagina: presenta gli stessi vantaggi del preservativo maschile, ma una protezione dalle malattie sessualmente trasmesse lievemente inferiore. E’ adatto alle donne che preferiscono avere una protezione di barriera in più e/o sono allergiche al lattice del diaframma.

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Il diaframma

E’ una calotta di lattice da inserire prima di ogni rapporto sessuale, associandola a una spermicida (sotto forma di spugnette, gel, creme o supposte). Se è vero che consente di evitare alcune malattie sessualmente trasmesse, come il gonococco e la clamidia, questo metodo, dal punto di vista anticoncezionale, è affidabile solo al 92%.

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La spirale

Nota anche come dispositivo intrauterino (IUD), può essere di due tipi:
- in rame: è un supporto in plastica avvolto da un filo di rame (da qui il nome “spirale”). Gli ioni di rame rilasciati dal filo bloccano il movimento e la sopravvivenza degli spermatozoi nell’utero, e ne rallentano la risalita verso le tube. Il dispositivo inoltre provoca una leggera reazione infiammatoria che altera l’endometrio, rendendo l’utero inadatto alla gravidanza;
- ormonale: è un supporto in plastica che rilascia progesterone (levonorgestrel) in piccole quantità. Dal punto di vista ormonale, il suo funzionamento è paragonabile a quello della pillola, del cerotto e dell’anello, ma la spirale al levonorgestrel è più efficace, e quindi più sicura, perché non è soggetta a errori di assunzione da parte della donna (“efficacia metodo-indipendente”). E’ particolarmente indicata per le donne con cicli mestruali abbondanti “disfunzionali”, ossia provocati da squilibri ormonali. Non è invece indicata in chi soffra di fibromatosi, perché se i fibromi deformano la cavità uterina impediscono il corretto posizionamento e funzionamento della spirale stessa. E' disponibile anche in versione “mini” per le giovani che non hanno ancora avuto figli.
La spirale è sconsigliata alle donne predisposte a infezioni genitali.

Purtroppo pochi genitori parlano tempestivamente e con chiarezza ai loro figli di amore e desiderio, di rapporti sessuali e prevenzione di gravidanze e malattie sessualmente trasmesse. Eppure i genitori sono e restano i primi e più efficaci educatori!

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Parole chiave:
Adolescenti e giovani - Anello vaginale contraccettivo - Cerotto contraccettivo - Contraccezione ormonale - Impianto contraccettivo sottocutaneo - Malattie sessualmente trasmesse - Pillola contraccettiva - Spirale / Dispositivo intrauterino (IUD)

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© 2014 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.