Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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21/03/2006

Autoterapie pericolose


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


Sono sposata con tre bellissimi bambini voluti. Ho scelto di fare la mamma e di seguire personalmente i miei piccoli, anche perché fortunatamente mio marito non ha problemi economici ed è ben felice di avere una famiglia “d’altri tempi”, come gli piace dire, anche se per altri aspetti lui è un uomo modernissimo. Per ragioni che considero misteriose, mio marito mi desidera come quando eravamo fidanzati. Fosse per lui, potremmo far l’amore tutte le sere. Io, che non sono mai stata un furore, adesso sono notevolmente piatta. Rispondo alle sue avances perché gli voglio bene e da sempre l’iniziativa è stata sua. Ci è però successa una cosa curiosa. Stranamente, a una festa da amici, ho bevuto molto più del solito. Arrivati a casa, abbiamo fatto l’amore – dice mio marito – in modo straordinario. Esattamente: ero finalmente la donna che lui ha sempre voluto e pensato che fossi. Al punto che adesso vorrebbe che io bevessi sempre un po’, “così ti lasci andare e diventi l’amante più fantastica del mondo”. Ci siamo accordati per questo gioco il sabato sera, così almeno la domenica posso dormire un po’ di più. La mia sensazione però è che devo bere di più per raggiungere quello stato fluttuante che poi scioglie ogni mia inibizione, e comincio ad essere preoccupata anche di eventuali rischi per la mia salute. Lei cosa dice?
Malvina

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Dico che la sua preoccupazione è comprensibile, specie se ha già notato questo aumento di quantità di alcool per raggiungere la disinibizione desiderata. Capisco l’entusiasmo di suo marito: capita raramente di riuscire a dare un’impennata notevole all’erotismo di una coppia già stabile e con più figli. Un entusiasmo ancora più sostanziale se la donna che suo marito ritrova in quello stato un po’ fluttuante è la donna ardente che lui aveva sempre intuito che stesse nascosta sotto la sua aria riservata e tranquilla. Capisco anche la sua preoccupazione: la disinibizione da alcool richiede dosi crescenti per essere mantenuta. E i rischi a lungo termine non tardano a farsi sentire, anche se l’uso occasionale – al sabato sera – è meno pericoloso, certamente, di quello continuativo.
Quali rischi? Duplici: sul fronte della salute generale e sessuale. Per la salute, i rischi riguardano la tossicità sul fegato e sul metabolismo generale, oltre che sul cervello, per uno stato di lenta tossicità che l’alcool ha sulle cellule nervose, specie del sistema che regola la memoria. Dal punto di vista sessuale, il problema riguarda invece la progressiva inibizione del desiderio, dopo la disinibizione iniziale, con riduzione dell’eccitazione e della capacità orgasmica. Chiaro, tutte dipende dalle dosi e dalla continuità d’uso o meno. Nel suo caso il rischio è minore se durante la settimana evita del tutto di bere. Questo limita anche la necessità di aumentare le dosi.
Tuttavia, il fatto che lei sia preoccupata merita di essere ascoltato anche in senso costruttivo. Innanzitutto, perché il suo erotismo può esprimersi solo in uno stato di semi-incoscienza? Questo fa pensare che un forte censore interno sia operativo e le impedisca di esprimersi normalmente nella vita reale. Come se lei non potesse consentirsi di essere compiutamente se stessa in stato di lucidità, per vergogna, per pudore, per riservatezza, per inibizione, per paura anche del giudizio stesso del suo compagno. Quando inibizioni interne sono palesemente operative fino a bloccare un desiderio e un erotismo altrimenti vivaci e sani, può essere indicata una psicoterapia per allentare questi freni interni. Raramente, tuttavia, il risultato è altrettanto appagante di quell’intimità infuocata rubata. E’ come se si fosse creata tra voi una speciale forma di complicità, che consente a suo marito di appagare le sue segrete passioni con la donna che ama, e a lei di scatenarsi senza sensi di colpa, perché, in fondo, non è nemmeno del tutto cosciente di quel che fa.
Se l’alcool resta limitato nella quantità ed è occasionale, può entrare a far parte delle liturgie segrete che una coppia trova per salvare l’intimità dalla consuetudine, dalla noia, e dalle pastoie del quotidiano. Resta tuttavia un confine sottile tra normalità e patologia, quando quel modo diventa l’unico ed esclusivo per accedere a un erotismo di qualità. E’ la monomania della liturgia erotica, in altre parole, che accende una sorta di semaforo rosso che merita di essere ascoltato.

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Parole chiave:
Alcol - Disturbi del desiderio - Salute femminile - Sessualità femminile

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© 2006 - RCS Periodici

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.