Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
segnala
17/06/2007

Ansia da prestazione: cause e rimedi


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Angela Pederiva
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Ansia da prestazione: cause e rimedi

Scarica l'intervista:
Ansia da prestazione: cause e rimedi
(3.951 kByte)

Sintesi dell'intervista e punti chiave

L’ansia da prestazione è un problema solo maschile? No: le ricerche dicono che ne soffre l’11 per cento delle donne sessualmente attive, contro il 18 per cento degli uomini. In realtà, dalla pratica clinica emerge che questa percentuale è persino sottostimata, perché sono molte di più le donne che – almeno occasionalmente – accusano un blocco della risposta sessuale per un eccesso d’ansia. Perché l’ansia è nemica della sessualità? Gli stili di vita influiscono sul problema? Che cosa si può fare per risolvere la situazione?
In questa intervista illustriamo:
- i due meccanismi che regolano le nostre risposte neurovegetative: il sistema vagale, che modula tutte le sensazioni di benessere, e il sistema simpatico, che invece prepara l’organismo a fronteggiare con efficacia le situazioni di emergenza. Se prevale il primo, tutto viene esperito in una condizione di calma fisica e interiore: la pressione è regolare, il respiro profondo, il tono muscolare equilibrato, l’attenzione positivamente concentrata sulle sensazioni di piacere. In queste condizioni, è del tutto naturale che anche la sessualità sia vissuta in modo estremamente appagante. Se invece prevale il sistema simpatico, il nostro corpo è investito da un’ondata di adrenalina che lo prepara ad affrontare il pericolo – reale o simbolico – che proviene dall’ambiente circostante: e questo, per un plurimillenario (e salutare) processo di mutua esclusione, “disinnesca” ogni tipo di risposta sessuale in quanto inappropriato alla situazione;
- gli effetti specifici dell’adrenalina sulla vasocostrizione, il tono muscolare, il “contatto” con il proprio corpo e la trasmissione degli stimoli di piacere al sistema nervoso centrale;
- il contributo negativo derivante da scorretti stili di vita, e in particolare dal dormire poco e dall’abuso di caffé, alcol e fumo;
- le strategie più efficaci per eliminare le tensioni, ridurre progressivamente l’ansia e recuperare una risposta fisica soddisfacente: innanzitutto il movimento fisico regolare e un’alimentazione equilibrata; poi, nei casi più impegnativi, la terapia sessuologica comportamentale (anche con l’aiuto di tecniche di respirazione e rilassamento come il training autogeno e soprattutto lo yoga, di respirazione e miglioramento del tono e della postura come il pilates), una terapia farmacologica a base di antidepressivi e/o ansiolitici (rigorosamente su prescrizione medica) e la psicoterapia individuale, indicata in modo particolare quando il blocco sessuale è determinato da eventi negativi del passato (come abusi o molestie) che condizionano tutto il vissuto personale;
- l’importanza – al di là delle cure mediche, e anzi come presupposto per la loro efficacia – di un dialogo profondo con il/la partner, per condividere anche i momenti difficili e crescere insieme nell’intimità.

top


Audio e video stream correlati:
Anorgasmia femminile: fattori predisponenti e orientamenti terapeutici
Ansia e desiderio sessuale: c'è qualche relazione?
Il sonno, amico della salute

segnala

© 2007 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.